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Sovraindebitamento: ora è possibile non pagare l’Iva

30 Novembre 2019
Sovraindebitamento: ora è possibile non pagare l’Iva

Piano del consumatore e accordo coi creditori: anche nella Legge Salvasuicidi cade il divieto di soddisfazione parziale dell’Iva.

Da oggi, chi accede alla procedura sul sovraindebitamento, presentando l’accordo di composizione della crisi, potrà evitare di pagare tutta l’Iva arretrata. Lo ha stabilito la Corte costituzionale [1] dichiarando parzialmente illegittima la Legge Salvasuicidi nella parte in cui vieta tale possibilità. 

Detta situazione finiva per creare una disparità di trattamento con gli imprenditori commerciali soggetti alla procedura di fallimento per i quali, invece, il diritto in questione è espressamente previsto. In quest’ultimo caso, sebbene inizialmente inserito il divieto alla falcidia dell’Iva, vi era stata una modifica nel 2017 ad opera della Commissione di Giustizia dell’Unione Europea [2]. Quest’ultima ha, infatti, sdoganato il pagamento parziale dell’imposta da parte dell’imprenditore insolvente nell’ambito del concordato, negando che ciò potesse risultare come una rinuncia indiscriminata alla riscossione del tributo.

Pertanto, ora anche per l’accordo di composizione della crisi da indebitamento, riservato al debitore non fallibile, cade il divieto di soddisfazione parziale dell’Iva. 

La materia è stata ricomposta dalla riforma che entrerà però in vigore solo dopo il 15 ottobre 2020 [3]. La Corte ricorda che il nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza prevede, una volta in vigore, il pagamento non integrale dei crediti privilegiati, compresi i tributari, anche per ristrutturare i debiti non fallibili.

Risultato: sin d’ora, l’Iva dovuta all’erario è decurtabile anche nelle procedure paraconcorsuali previste per i soggetti non fallibili.


note

[1] C. Cost. sent. n. 245/2019.

[2] C. Giusto. UE 17 marzo 2017, causa C-493/15.

[2] Dlgs n. 14/2019, che entreranno in vigore a ottobre del 2020.


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