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Lo sai che? Affidamento condiviso anche se il genitore soffre di disturbi della personalità

Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 luglio 2013

Legittimo l’affidamento condiviso anche alla madre che soffre di disturbi di personalità se il bambino sta bene e non vuole allontanarsi dalla casa materna.

Il giudice può disporre l’affidamento condiviso del bambino e la sua collocazione presso la madre anche se quest’ultima soffre di disturbo di personalità borderline.

Lo ha affermato la Cassazione in una recente sentenza [1] ribadendo il noto principio secondo cui, in materia di affidamento, ciò che conta è l’interesse del minore. Pertanto il bambino può essere affidato anche alla madre malata se risulta che è ben inserito nella casa materna e non vuole allontanarsi, sempre che non sussista concretamente il pericolo di pregiudizio per la sua crescita e lo sviluppo della sua personalità.

Nel disporre l’affidamento il giudice prende in considerazione le prove (tra cui la relazione dei servizi sociali) e può anche sentire il minore [2] per indagare, con tutte le precauzioni e la delicatezza necessarie, sulla situazione familiare e sulla volontà del bambino.

In caso di separazione dei coniugi, l’affidamento condiviso è la regola generale, derogabile solo qualora la bigenitorialità sia pregiudizievole per il figlio o qualora sussistano delle cause gravi che rendono preferibile l’affidamento ad un solo genitore.

È il giudice che, caso per caso e in base alla propria discrezionalità, decide cosa è meglio per il minore, essendo la tutela di quest’ultimo il primo se non l’unico criterio di scelta.

La vicenda

Nel caso in esame, la Cassazione ha respinto il ricorso di un padre che chiedeva l’affido esclusivo della figlia perché sosteneva che l’ex moglie soffrisse di disturbo di personalità borderline.

Il disturbo risultava però solo dalla visita del medico di fiducia del ricorrente. Di contro, dalla relazione dei servizi sociali risultava che la bambina era ben inserita nella casa materna e non voleva andarsene, nonostante avesse un buon rapporto anche con il padre.

note

 

[1] Cass. sent. n. 17884 del 23.07.2013.

[2] Art. 155 sexies, primo comma, cod. civ.


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