Food | News

Ecco le diete con pochi carboidrati che fanno male

30 Novembre 2019
Ecco le diete con pochi carboidrati che fanno male

Molte diete “low carb”, con pochi carboidrati, danno solo l’illusione di perdere peso ma creano effetto yo-yo e possono nuocere alla salute.

Troppe diete ed è facile confondersi: quali funzionano davvero e quali invece sono addirittura nocive per la nostra salute? L’agenzia stampa Adnkronos Salute ha sentito un esperto in proposito e ha diffuso i contenuti dell’intervista. Ecco cosa è emerso a proposito delle diete “low carb“, quelle che contengono pochi carboidrati e che vengono spesso pubblicizzate per i loro effetti dimagranti.

‘No’ alle diete ‘low carb’, cioè a basso contenuto di carboidrati, da anni molto in voga, a partire da quella chetogenica, ultima moda in fatto di cure dimagranti, a cui si aggiungono la Atkins, la Zona, la Dukan o la Paleodieta, per citarne solo alcune. Fanno male alla salute e “creano solo l’illusione della perdita di peso, dovuta soprattutto all’eliminazione dell’acqua da parte dell’organismo e, in alcuni casi, alla perdita di tessuto muscolare”. Con il risultato “dell’effetto yo-yo, che a lungo andare può provocare un aumento di peso rispetto alla situazione iniziale”.

La bocciatura arriva da Michelangelo Giampietro, specialista in medicina dello sport e in scienza dell’alimentazione, docente alla Scuola dello sport Coni di Roma.

“La dieta chetogenica – spiega l’esperto all’indomani del 40esimo congresso nazionale della Società italiana di nutrizione umana (Sinu), tenutosi a Genova – caratterizzata da altissimo contenuto di grassi e proteine e bassissimo contenuto di carboidrati ha precise indicazioni terapeutiche, necessarie in alcune patologie, come l’epilessia refrattaria ai farmaci o in preparazione di interventi chirurgici indispensabili nel breve tempo, e deve essere prescritta e seguita sempre sotto stretto controllo medico. E’ invece assolutamente sconsigliata – ammonisce – come dieta per dimagrimenti non particolarmente importanti”.

“I carboidrati infatti – afferma l’esperto – sono essenziali per il benessere e lo stato di salute di qualunque persona e popolazione. Alcune cellule del nostro organismo (globuli rossi, cervello, muscoli in particolare) hanno assoluta necessità di questo nutriente. Visto che non abbiamo riserve sufficienti di carboidrati, è necessario assumere quantità adeguate e in maniera regolare nel corso della giornata nei famosi 5 pasti quotidiani.

Se non mangiassimo alimenti ricchi di carboidrati – spiega Giampietro – il nostro organismo ne risentirebbe immediatamente manifestando i disturbi classici dell’ipoglicemia e del digiuno: debolezza, sudorazione, mancanza di concentrazione e attenzione, sonnolenza, mal di testa, annebbiamento della vista”.

Ma in un’alimentazione mediterranea corretta qual è il giusto apporto di carboidrati? “Dovrebbe corrispondere – spiega il medico – ad almeno il 50-55% delle calorie totali giornaliere. Un metodo per fare questo calcolo è di considerare almeno 2-3 grammi di carboidrati per kg di peso corporeo desiderato: per esempio una donna adulta di 55 kg ne dovrebbe mangiare almeno 110 grammi al giorno. Naturalmente, questa quantità cresce proporzionalmente alle ore e all’intensità di attività fisica svolta, fino ad arrivare, negli atleti, a 6-10 o addirittura 12 g/kg”.

“L’80% – precisa l’esperto – dovrebbe provenire dai carboidrati complessi, contenuti nei cereali (grano, orzo, riso, farro, miglio, mais) e prodotti ottenuti da questi (pasta, pane, etc), una parte di questa quota può derivare anche dai legumi. Il restante 20% può provenire da zuccheri semplici, frutta fresca, in primis, meglio se di stagione”.

Al contrario “l’eliminazione preconcetta senza giustificazione di intere categorie di alimenti o l’eccessiva enfatizzazione di virtù presunte e non sufficientemente provate di altri – sostiene – è sempre e comunque una scelta sbagliata. In una corretta proposta nutrizionale non dovrebbe essere escluso nessun tipo o categoria di alimento”, ribadisce. “I principi fondamentali sono la varietà e il buon senso. Preferendo alimenti di origine vegetale (verdura, frutta, cereali e legumi, anche per il loro effetto saziante dovuto alla fibra) senza penalizzare eccessivamente quelli di origine animale (carni, pesce, uova, latte e derivati), e con il caro vecchio olio extravergine d’oliva, meglio se a crudo, come grasso di condimento”.

note

Immagine: 123rf.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA