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A chi spetta fare la successione

1 Dicembre 2019
A chi spetta fare la successione

Termini e soggetti tenuti a fare la dichiarazione di successione. Quando scatta l’esonero.

Si chiama dichiarazione di successione ed è uno degli adempimenti fiscali che gli eredi sono chiamati ad eseguire prima di passare alla divisione del patrimonio del defunto. Con questo atto si mette a conoscenza il Fisco del passaggio di proprietà dei beni, in modo da corrispondere le relative imposte. Ma a chi spetta fare la successione?  

La legge stabilisce che eredi e legatari (coloro cioè che hanno ricevuto uno specifico bene in eredità) devono generalmente presentare la dichiarazione di successione, salvo in alcuni casi particolari.

In caso di successione comprendente immobili, essi devono, prima della presentazione della dichiarazione di successione, autoliquidare le imposte ipotecaria e catastale ai fini della successiva richiesta di voltura catastale e di trascrizione.

Cerchiamo di capire meglio come funziona questo adempimento, chi deve fare la dichiarazione di successione e in quali casi ci si può esimere dall’onere.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso (ossia dalla data di apertura della successione). 

La dichiarazione è unica. Per cui, una volta che vi provveda uno solo degli eredi, gli altri non devono eseguire a loro volta lo stesso adempimento. Basta insomma una sola successione.

Leggi anche Successione: quando non è obbligatoria.

Sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi (coloro cioè che hanno accettato l’eredità e, in ragione di ciò, hanno acquisito una percentuale dell’intero patrimonio del defunto);
  • i legatari (coloro cui invece è stato lasciato un bene specifico, ad esempio una casa, un conto corrente, ecc.);
  • i soggetti cui spetta, per legge o testamento, il diritto all’eredità, anche se non l’hanno ancora accettata e purché non vi abbiano espressamente rinunciato (cosiddetti chiamati a titolo di erede);
  • gli amministratori dell’eredità;
  • i curatori dell’eredità giacente;
  • gli esecutori testamentari;
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni, in caso di assenza o di morte presunta;
  • in caso di istituzione di trust, il trustee.

In presenza di più eredi o soggetti obbligati, è sufficiente che solo uno di essi presenti la dichiarazione.

Nel caso che i chiamati all’eredità o i legatari siano incapaci giuridicamente, la dichiarazione deve essere presentata dai loro rappresentanti legali (ad esempio: per i figli minori nominati eredi la dichiarazione va presentata da uno dei genitori).

Non è tenuto a presentare la dichiarazione di successione l’erede che intende rinunciare all’eredità, escludendo così ogni sua obbligazione.

Quando non deve essere fatta la successione?

Sono previsti dei casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione di successione. Eccoli.

Rinuncia all’eredità o nomina di un curatore

Il primo è in caso di rinuncia all’eredità o al legato fatta ovviamente prima del termine della scadenza per la dichiarazione di successione. In tale ipotesi, gli eredi non devono presentare la dichiarazione, ma devono comunque comunicare tale decisione all’Agenzia delle Entrate per raccomandata, allegando una copia autentica della dichiarazione di rinuncia all’eredità oppure una copia dell’istanza di nomina del curatore, autenticata dal cancelliere del tribunale.

Non devono presentare la successione neanche i chiamati all’eredità e i legatari che non essendo in possesso dei beni ereditari, hanno chiesto la nomina di un curatore dell’eredità. Anche in questo caso, di ciò va notiziata l’Agenzia delle Entrate. 

Eredità al coniuge e/o ai figli

Non è obbligatoria la dichiarazione di successione quando gli eredi sono:

  • il coniuge (marito o moglie);
  • i parenti in linea retta del defunto (genitori e nonni, figli e nipoti).

Tale esenzione, però, scatta solo a condizione che l’attivo ereditario (ossia il valore lordo dei beni):

  • non sia superiore a 100.000 euro;
  • nell’eredità non siano presenti immobili (case, appartamenti, terreni, ecc.) o diritti reali immobiliari (usufrutto, servitù, diritto di superficie, enfiteusi).

Tali condizioni si devono verificare contemporaneamente e devono rimanere invariate anche nei casi in cui, in un secondo momento, altri beni o diritti entrino nell’attivo ereditario. Pertanto, ad esempio, nel caso in cui a seguito di un rimborso fiscale si superi la soglia dei 100.000 euro, sussisterà l’obbligo alla presentazione della dichiarazione ed i relativi termini decorreranno dalla comunicazione del rimborso.

Erede con beneficio di inventario 

Se un erede accetta l’eredità con beneficio di inventario la dichiarazione di successione va comunque presentata. Ma il termine decorre dalla scadenza del termine stabilito per la formazione dell’inventario (o dalla sua chiusura).

Che succede prima della dichiarazione di successione?

Fino a quando gli eredi non hanno presentato la dichiarazione:

  • i debitori del defunto e i detentori di beni che gli appartenevano non possono pagare le somme dovute o consegnare i beni detenuti agli eredi, ai legatari e ai loro aventi causa (ciò vale anche per le aziende e gli istituti di credito e per gli enti emittenti titoli ed azioni, relativamente ai titoli trasferiti per causa di morte);
  • gli impiegati dello Stato e degli enti pubblici territoriali e i pubblici ufficiali, con esclusione dei giudici e degli arbitri, non possono eseguire atti del loro ufficio relativi a trasferimenti per causa di morte.

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