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Quando spetta il tfr all’ex coniuge

2 Dicembre 2019 | Autore:
Quando spetta il tfr all’ex coniuge

Trattamento di fine rapporto: quando ne ha diritto l’ex coniuge? A quanto ammonta il Tfr da dare al coniuge divorziato? Quali condizioni rispettare?

Il matrimonio è un istituto giuridico talmente importante per la legge da produrre effetti anche successivamente al suo scioglimento. Sicuramente, sarai a conoscenza del fatto che tra due ex coniugi potrebbero sopravvivere degli obblighi, primo fra tutti quello a versare l’assegno divorzile. Dunque, anche se il matrimonio è definitivamente cessato a seguito di divorzio, qualche conseguenza derivante dall’unione potrebbe perdurare. Tra queste v’è anche il diritto al tfr dell’ex coniuge.

Devi sapere che, nonostante il divorzio, la legge prevede la possibilità che una parte del trattamento di fine rapporto liquidato a una persona spetti all’ex coniuge; quest’ultimo, qualora l’adempimento non avvenga spontaneamente, può rivolgersi al giudice per chiedere il calcolo della percentuale che gli va attribuita, nonché l’ordine che il suo diritto venga eseguito, anche coattivamente, se l’ex partner non collabora. Se pensi che questo argomento possa interessarti, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando spetta il tfr all’ex coniuge.

All’ex coniuge spetta il tfr?

All’ex coniuge spetta il trattamento di fine rapporto liquidato alla persona con cui è stata sposata? A quali condizioni? È la legge a fornirci la risposta e a dirci che il coniuge divorziato ha diritto al tfr dell’ex.

Più nel dettaglio, la legge sul divorzio stabilisce che il divorziato, se non si è risposato ed è beneficiario dell’assegno divorzile corrispostogli periodicamente, può chiedere che gli venga attribuita una parte (pari al quaranta per cento) del trattamento di fine rapporto liquidato all’ex coniuge, anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza che sancisce lo scioglimento del matrimonio [1].

Tfr: quando spetta all’ex coniuge?

Nel paragrafo precedente, abbiamo detto che all’ex coniuge spetta una parte del trattamento di fine rapporto liquidato alla persona con cui aveva contratto matrimonio. Vediamo ora più da vicino quando spetta il tfr all’ex coniuge, cioè a quali condizioni ne ha diritto.

Affinché si possa avere parte del trattamento di fine rapporto dell’ex coniuge, devono ricorrere i seguenti requisiti:

  • occorre essere beneficiari della prestazione economica versata periodicamente dall’ex coniuge (dell’assegno divorzile, in pratica). Se, invece, in sede divorzile le parti hanno raggiunto un accordo diverso, nel senso che la prestazione economica è stata attribuita in una soluzione unica, ad esempio mediante trasferimento immobiliare o altro beneficio una tantum, non si avrà diritto al tfr;
  • non bisogna aver contratto nuove nozze, cioè non bisogna essersi risposati.

Come chiedere la quota di tfr che spetta all’ex coniuge?

Vediamo ora come deve fare il coniuge divorziato a ottenere il trf dell’ex. Il diritto al tfr dell’ex coniuge può essere fatto valere in due modi, a seconda del momento in cui avviene la liquidazione del trattamento di fine rapporto:

  • se il tfr è maturato prima dello scioglimento del matrimonio, il diritto alla quota spettante viene dichiarato direttamente dalla sentenza di divorzio;
  • se, al contrario, il tfr è maturato dopo, occorrerà avanzare un’apposita istanza al tribunale affinché il diritto sia accertato e riconosciuto. In pratica, il giudice dovrà valutare il ricorrere delle due circostanze che legittimano il coniuge divorziato a chiedere il tfr, e cioè: la sussistenza di un assegno divorzile periodico e l’assenza di un nuovo matrimonio.

Nell’ultimo caso prospettato, cioè quando il tfr è maturato dopo il divorzio, non è da escludere che i due ex coniugi riescano a trovare un accordo bonario, senza necessità dunque di ricorrere al giudice. Poiché la quota di tfr spettante all’ex coniuge è stabilita dalla legge (nella misura del 40% con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio; confronta il prossimo paragrafo), è ben possibile che, in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge (assegno divorzile ancora in corso e assenza di nuove nozze), la liquidazione a favore dell’ex avvenga spontaneamente.

A quanto ammonta il trf da dare all’ex coniuge?

Secondo la legge, il coniuge divorziato ha diritto ad un tfr pari al quaranta per cento del totale, con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. In parole povere, l’ex coniuge non ha diritto al quaranta per cento totale del tfr, ma a detta percentuale rapportata all’arco di durata del matrimonio coincidente con il periodo di lavoro.

Per “durata del matrimonio” si intende anche l’eventuale periodo di separazione legale, fino alla data della sentenza di divorzio.

Se Mevio e Tizia hanno divorziato dopo venti anni di matrimonio, il tfr spettante a Tizia, beneficiaria di assegno periodico e mai risposata, è pari al quaranta per cento del tfr maturato da Mevio durante i venti anni di matrimonio.

note

[1] Art. 12-bis, legge n. 898/1970.

Autore immagine: 123rf.com


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