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10 regole da sapere prima di costituire un fondo patrimoniale

25 luglio 2013


10 regole da sapere prima di costituire un fondo patrimoniale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 luglio 2013



Ecco gli accorgimenti che deve conoscere e seguire chi intende costituire il fondo patrimoniale, uno degli strumenti più usati da privati e imprese per garantire i propri immobili dalle aggressioni dei creditori.

 

Il fondo patrimoniale, uno degli strumenti più utilizzati per mettere al riparo i propri beni dalle aggressioni dei creditori, può avere un’effettiva utilità solo in presenza di determinate condizioni. È fondamentale, pertanto, conoscere bene quali siano tali presupposti prima di affrontare costi notarili che potrebbero, altrimenti, rivelarsi inutili.

Nel rinviarvi a un precedente articolo che sintetizza tutte le questioni attinenti al fondo (leggi: Fondo patrimoniale: cos’è e come funziona. Tutto ciò che c’è da sapere), riportiamo qui dieci pratiche regole da tenere ben presente prima di prendere l’appuntamento dal notaio.

1. È necessario essere sposati.

Il fondo patrimoniale si può costituire solo tra persone legate da matrimonio. Se manca tale presupposto si dovrà ricorrere ad altri strumenti di tutela del patrimonio (ad esempio il trust). Le coppie di fatto, pertanto, non possono costituire un fondo patrimoniale.

La destinazione del fondo cessa con l’annullamento del matrimonio o con il divorzio. Se però ci sono figli minori, il fondo continua a esistere fino alla maggiore età dei figli.

 

2. È preferibile essere proprietari di un bene immobile.

Nel fondo patrimoniale possono essere inseriti, oltre ai beni immobili, anche titoli di credito (per esempio azioni di s.p.a.; non invece le quote di s.r.l.), beni mobili registrati (autoveicoli, imbarcazioni, aeromobili) e universalità di mobili (non denaro). Tuttavia, in genere, le spese per la costituzione di un fondo (all’incirca 1.300 euro, secondo la media praticata dai notai alla data di redazione del presente articolo) potrebbero non giustificare la protezione di beni di pari o inferiore valore, come per esempio un’auto o un motorino.

3. Il fondo non modifica la proprietà del bene.

La costituzione del fondo non modifica la proprietà nell’immobile, che pertanto rimane nella titolarità del precedente intestatario, ma viene amministrato da entrambi i coniugi secondo le regole della comunione. Il fondo, infatti, serve solo a dare una particolare destinazione al bene inseritovi: quella di garantire i bisogni della famiglia.

4. La costituzione del fondo può essere fatta dai coniugi o da un terzo soggetto.

Il fondo può essere costituito da uno o entrambi i coniugi per atto pubblico o da un terzo per testamento. Ma è solo con l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio che il fondo patrimoniale potrà essere opponibile ai creditori.

5. Meglio non  avere debiti sorti prima della costituzione del fondo

Il fondo protegge i beni in esso contenuti solo nei confronti di:

– creditori insorti dopo la costituzione del fondo;

– e purché essi facciano valere crediti estranei al soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

Per esempio, il fondo non potrà essere aggredito da un creditore dell’azienda di uno dei due coniugi il cui credito è nato dopo la costituzione del fondo.

6. Se si costituisce un fondo in presenza di debiti, il fondo può essere revocato entro massimo cinque anni.

È certamente possibile costituire un fondo patrimoniale anche in presenza di debiti. Tuttavia, i creditori potranno revocarlo (con la cosiddetta azione revocatoria) entro i primi cinque anni dalla sua costituzione. Con l’esercizio della revocatoria, il fondo non sarà più opponibile ai creditori che abbiano agito in revoca. Con la conseguenza che questi ultimi potranno pignorare e vendere gli immobili inseriti nel fondo.

7. L’immobile non deve essere già ipotecato.

Se l’immobile è già stato ipotecato, inserirlo nel fondo non servirà a sottrarlo al creditore ipotecario. Questo non preclude, tuttavia, la possibilità, comunque, di inserire ugualmente l’immobile nel fondo, quantomeno per sottrarlo alle aggressioni degli altri creditori.

Per esempio: se l’immobile inserito nel fondo è l’abitazione su cui c’è già l’ipoteca del mutuo, il titolare potrebbe inserire il bene nel fondo e, pagando regolarmente la banca, essere tranquillo che altri creditori non vi iscrivano ipoteca.

8. Il fondo non protegge da tutti i creditori.

Il fondo protegge solo dalle aggressioni dei creditori insorti per spese estranee alle esigenze della famiglia: così, per esempio, il creditore dell’azienda di uno dei due coniugi, per le tasse iscritte a ruolo, ecc.

Al contrario, i creditori di debiti contratti per esigenze della famiglia (l’istruzione dei figli, le spese di straordinaria manutenzione dell’immobile medesimo) potranno in qualsiasi momento pignorare e vendere gli immobili inseriti nel fondo.

9. Revoca o ampliamento del fondo

È sempre possibile fare marcia indietro e revocare il fondo. Allo stesso modo, è possibile anche, successivamente alla costituzione del fondo, inserirvi ulteriori beni con un ampliamento del fondo stesso.

10. Se ci sono figli minori

Sebbene non vi sia uniformità di vedute da parte di tutti i tribunali, la possibilità di chiudere il fondo patrimoniale in presenza di minori non necessita dell’autorizzazione del tribunale (sempre che così abbiano stabilito i coniugi nella convenzione, all’atto della costituzione del fondo).

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