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Mes: cosa ha detto Conte alla Camera

2 Dicembre 2019 | Autore:
Mes: cosa ha detto Conte alla Camera

Il premier a gamba tesa sull’opposizione: “Accuse false e infamanti”. E sul meccanismo europeo di stabilità: “La Lega sapeva e approvava, ecco i verbali”.

“Questo mio passaggio ha un rilievo particolare. Da alcune settimane, alcuni esponenti dell’opposizione hanno condotto una campagna mediatica in cui mi hanno accusato di alto tradimento. Questo è uno spergiuro. Si è detto che ho adottato questa condotta per interessi personali. Questa accusa non entra nell’ordinaria dialettica politica. Questa è un’accusa gravissima”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, introducendo alla Camera il suo discorso sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità.

“Se questo fosse vero, dovrei dimettermi subito. Se, invece, non fosse vero, chi è all’opposizione dà prova (e non sarebbe la prima volta) di scarsa conoscenza delle istituzioni”.

Conte non si è detto sorpreso dell’atteggiamento di Salvini (“è ben nota la sua resistenza a studiare i dossier”) quanto della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “E’ stato detto che sono a rischio i conti correnti dei risparmiatori, ha diffuso notizie false e allarmistiche”. Apriti cielo: la Meloni ha reagito dal suo seggio ed è stata richiamata all’ordine dal presidente della Camera Roberto Fico. Si prevede uno scontro durissimo (che seguiremo minuto per minuto) al momento delle repliche.

Passate le prime schermaglie, Conte è entrato nel merito del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. “La posizione dell’Italia – ha detto – è stata coerente con il mandato del Parlamento. E dimostrerò che il Parlamento è sempre stato informato sul Mes. Tant’è – ha sottolineato il premier – che la Lega mi ha ringraziato per la mia coerenza”.

Conte ha proseguito: “Mi sembra quasi superfluo confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei. Ed è altrettanto evidente che, in quel caso, avrei personalmente e preventivamente informato il Parlamento, non solo perché tenuto a farlo ai sensi della legge n. 234 del 2012, ma anche per l’assoluto rispetto che ho sempre tributato a questa Istituzione”.

Secondo il presidente del Consiglio – che ha portato alla Camera documenti e verbali allegati a decisioni prese anche dai Consigli dei Ministri del Governo Lega-M5S – “l’interlocuzione con il Parlamento non si è limitata alle sole occasioni nelle quali io personalmente ho reso comunicazioni alle Camere in vista dei Vertici europei. Oltre alle
attività svolte personalmente e sulle quali mi sono già soffermato, altri membri del Governo da me precedentemente guidato hanno contribuito ad alimentare il doveroso dialogo con il Parlamento”.

Conte è stato più volte interrotto dai banchi dell’opposizione, in particolare dal deputato leghista Claudio Borghi, citato ironicamente da Conte in un passaggio in cui il premier ha affermato che la commissione presieduta proprio da Borghi aveva approvato la relazione sul Mes. “Nel corso della seduta dedicata alla relazione sul Mes del 27 febbraio 2019 – ha ricordato Conte – il Consiglio dei Ministri ha preso atto, all’unanimità, di questo passaggio e nessuno dei ministri presenti, compresi quelli della Lega, ha mosso obiezioni sul punto e, in particolare, sulla relazione da presentare alle Camere”.

Siparietto, Borghi urla:”Sta dicendo che Di Maio sapeva”. E poi rivolto a Di Maio dice: “Alzati, vattene”. “La vedo molto attivo”, replica Conte rivolto proprio a Borghi.

Borghi è disperato. Prende il cellulare mentre Conte va avanti a parlare e twitta: “Stiamo ascoltando un discorso vergognoso da parte di Conte. Ma chi ci siamo andati a prendere? Un mentitore seriale un travisatore di ogni parola e ogni atto. Ma come fa Di Maio a stare seduto di fianco ad uno che in pratica gli sta dando del coglione? Ma come si fa?”.

Notizia, Conte assicura: “Innanzitutto, va preliminarmente chiarito che il nostro Paese ha un debito pubblico pienamente sostenibile, come pure riconoscono i mercati, la Commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale, per cui non si intravvede all’orizzonte nessuna necessità di attivare il Meccanismo Europeo di Stabilità”.

“Alla luce della ricostruzione appena sopra riassunta, corroborata da precisi riscontri documentali (ricordo i
numerosi allegati), nessuno può oggi permettersi, non dico di sostenere apertamente ma anche solo di insinuare velatamente l’idea che il processo di riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità sia stato condotto segretamente o, peggio, firmato nottetempo”.

“Se alcuni profili possono essere oggetto di una valutazione differente – ha osservato il premier – possiamo affermare che il negoziato sin qui condotto ha raggiunto un equilibrio in linea con gli interessi nazionali e, soprattutto, ha portato alla introduzione del cosiddetto backstop”.


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