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Mes: piovono insulti alla Camera

2 Dicembre 2019
Mes: piovono insulti alla Camera

Le repliche dell’opposizione all’intervento del premier Conte sulla questione Mes alla Camera dei deputati oggi: insulti e richieste di dimissioni.

È appena terminato l’intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera dei deputati per resocontare sul Mes, il meccanismo del fondo salva-Stati e iniziano le repliche dell’opposizione, condite da parole veementi e veri e propri insulti. Su cosa ha detto Conte alla Camera si è aperto un fuoco spietato, già prevedibile nei toni dalle dichiarazioni dei leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia nei giorni scorsi ma al quale adesso proprio le parole pronunciate dal premier hanno gettato benzina, accendendo ancora di più gli animi.

Durante l’intervento di Conte

Già durante il suo intervento il presidente del Consiglio era stato più volte interrotto dalle file dell’opposizione. Il deputato leghista Claudio Borghi, citato ironicamente da Conte in un passaggio in cui il premier aveva affermato che era stata proprio la commissione presieduta da Borghi ad approvare la relazione sul Mes, sentendosi chiamato in causa ha ribattuto al volo, urlando: “Sta dicendo che Di Maio sapeva”. E poi rivolto a Di Maio dice: “Alzati, vattene”. “La vedo molto attivo”, replica Conte rivolto proprio a Borghi.

Borghi insiste, prende il cellulare mentre Conte continua a parlare e twitta in diretta: “Stiamo ascoltando un discorso vergognoso da parte di Conte. Ma chi ci siamo andati a prendere? Un mentitore seriale un travisatore di ogni parola e ogni atto. Ma come fa Di Maio a stare seduto di fianco ad uno che in pratica gli sta dando del coglione? Ma come si fa?”.

Conte conclude: reazioni immediate

Appena Conte ha terminato il suo discorso, durato 60 minuti circa, un lungo applauso è arrivato dalle file della maggioranza, e sia i deputati del M5S che quelli del Pd si sono alzati in piedi. Durante tutto questo gli uomini di Salvini sono rimasti in silenzio.

Una calma che è durata per poco, e che ora attende gli interventi dei principali leader delle opposizioni, stimolati dallo stesso Conte: ad esempio quando durante il suo discorso ha provocato Salvini e Meloni dicendo: “Pur di attaccare la mia persona e il Governo non ci si è fatti scrupolo -e mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui ‘disinvoltura’ a restituire la verità e la cui ‘resistenza’ a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni– di diffondere notizie allarmistiche, palesemente false, che hanno destato preoccupazione nei cittadini e, in particolare, nei risparmiatori”.

Non appena ha ascoltato queste parole, la leader di Fdi ha protestato, ed è stata richiamata all’ordine del presidente della Camera Roberto Fico per consentirgli di proseguire il suo discorso. Meloni a parte, il premier ha lanciato una serie di affondi alla Lega, tra gli altri quello in cui ricorda di aver incassato i ringraziamenti del Carroccio per il lavoro svolto sul Mes. Conte ha letto rilegge un virgolettato del senatore leghista Bagnai, che, in sede di dibattito sul tema disse, rivolto al premier: ‘Mi permetta, quindi, signor Presidente del Consiglio, di ringraziarla per il fatto che lei,in applicazione di questa norma e in completa coerenza con quel principio di centralità del Parlamento, fin dal primo giorno, affermò in questa sede di voler rispettare, sia venuto ad annunciarci che questo approfondimento tecnico ci sarà'”.

Parola alla Lega (capogruppo Molinari)

A questo punto lo scontro è aperto: il capogruppo della Lega Riccardo Molinari, che prende la parola subito dopo l’informativa del presidente del Consiglio sulla riforma del Mes, esplode e dice: “O lei porta qui un documento e la maggioranza smentisce la risoluzione del 19 giugno (se il M5S invece di liquidare il Mes è disponibile a liquidare i conti correnti degli italiani, venga qua e si prenda la responsabilità)”, diversamente, “se così non sarà… dimostri di avere a cuore la Costituzione, vada da chi è veramente garante della Costituzione e faccia l’unica cosa che si deve fare in questi casi, rassegnare immediatamente le dimissioni“.”. E aggiunge: “Il 19 giugno abbiamo votato una risoluzione che diceva di mettere il veto” sulla riforma del Mes “e non c’è stato alcun veto”.

Intanto sui social interviene Luigi Gallo, deputato del M5S, scrivendo: “La minoranza di questo Paese è in continua
ricerca di visibilità e siccome non ha argomenti fa solo attacchi personali al nostro Presidente del Consiglio di cui gli italiani hanno piena fiducia”.

L’intervento di Giorgia Meloni

Ore 14,45: Quasi tutti i deputati della Lega hanno lasciato l’Aula durante gli interventi dei gruppi parlamentari, al
termine dell’intervento del premier Conte sul Mes, in molti sono usciti appena terminato l’intervento del
capogruppo leghista, Riccardo Molinari.  Mentre inizia a parlare la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha lasciato l’emiciclo. Inutili i tentativi dei parlamentari della Meloni di trattenerlo. “Ministro-ministro”, ha gridato qualcuno, mentre il titolare del Mef usciva dall’Aula.

Lei è un presidente del Consiglio che ci riempie di menzogne insieme a tutto il suo governo e le persone che
mentono sono distanti dai precetti della nostra Costituzione. L’onore è una cosa di cui difettate”. Lo ha detto, rivolgendosi al premier Giuseppe Conte, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.”Lei ha letto 44 minuti di resoconti parlamentari sostanzialmente per smentire il suo governo, se stesso”, ha affermato la parlamentare di
Fdi.

“L’Italia non ha alcuna ragione al mondo di sottoscrivere questo trattato così come ci viene proposto – prosegue la Meloni, e accusa il premier Conte di aver dato l’ok” alla riforma del trattato “in cambio dell’approvazione delle consorterie europee”. Con le modifiche previste dalla riforma in questione, ha rimarcato Meloni, “il fondo salva Stati diventa un fondo salva banche“.

Ce n’è anche per Di Maio nel discorso della Meloni: sul Mes, l’11 dicembre, “vediamo cosa fa Luigi Di Maio, cosa fa il M5S… Basta coi proclami: abbaiate alla luna sui giornali e vi nascondete con la coda tra le gambe dentro al
Palazzo. Se ritenete davvero che questo trattato così com’è non si possa sottoscrivere, dimostratelo quando arrivano in Aula gli atti parlamentari” perché “il trattato è perfettamente emendabile e l’Italia lo può ancora fermare. Ed è lei che lo decide, Di Maio. Una volta tanto alzate la testa, riscattatevi, dimostrate che la vostra poltrona vale meno dei risparmi degli italiani”.

Poi, tornando a rivolgersi al premier: “Presidente Conte, lei si è presentato come avvocato del popolo. Non le consentiremo di diventare il curatore fallimentare degli italiani, la manderemo a casa prima”. Con queste parole la leader di Fdi, Giorgia Meloni, termina il suo intervento in aula alla Camera dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte sul Mes, e dà un appuntamento:” Il 9 dicembre saremo a Bruxelles per ribadire che l’Italia non è il bancomat d’Europa” .


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