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Telefonia: penali e costi di migrazione vietati

25 Luglio 2013


Telefonia: penali e costi di migrazione vietati

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Luglio 2013



Vietale le penali imposte all’utente che cambia operatore, salvo che si tratti di costi effettivamente indispensabili; possibile chiedere che la compagnia motivi tali costi.

Con la legge Bersani [1], le compagnie telefoniche non possono più applicare penali per la disattivazione della linea telefonica. Ciò è stato previsto al fine di liberalizzare il mercato.

Nonostante il divieto di legge, però, gli operatori telefonici continuano ad addebitare, sui clienti che migrano ad altre compagnie, i costi del recesso. Lo fanno camuffando tali penali come spese “necessarie” per attuare tecnicamente il recesso o la disattivazione della linea.

Tuttavia, si tratta di pratiche commerciali scorrette. Tali costi, infatti, possono essere richiesti solo se effettivamente indispensabili per l’espletamento delle operazioni tecniche pertinenti al cambio di gestore. Inoltre, la compagnia deve comunque restituire al cliente il traffico residuo (leggi l’articolo: Ricariche cellulari non utilizzate per SIM scadute: rimborsi assicurati), nonché eventuali rate, anticipi o sconti precedentemente concessi allo stesso cliente dal vecchio operatore.

In caso di dubbi, l’utente può sempre chiedere al vecchio gestore di motivare adeguatamente i costi di migrazione, eventualmente segnalando il rifiuto o la mancata risposta all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCM).

note

[1] L. 40/2007.


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