Ritenute appalti: le criticità del Decreto fiscale

2 Dicembre 2019
Ritenute appalti: le criticità del Decreto fiscale

Confindustria – Ance: «eliminare gli oneri di controllo sproporzionati a carico delle imprese e semplificare la gestione amministrativa dei nuovi obblighi fiscali».

Un emendamento al Decreto Fiscale stabilisce che il versamento delle ritenute sugli appalti spetta direttamente le società appaltatrici, sub appaltatrici affidatarie della realizzazione dell’opera. Dalla nuova procedura, sono escluse le commesse inferiori a 200mila euro.

Una nota unitaria Confindustria-Ance richiama il Parlamento alla necessità di risolvere le criticità sollevate dall’articolo 4 del decreto fiscale all’esame della Camera in tema di versamento delle ritenute sugli appalti. «L’ultima versione della norma appena approvata non risponde all’allarme sollevato dalle imprese che rischiano di andare in tilt tra nuovi adempimenti e oneri finanziari», denunciano ribadendo le criticità della norma.

«Seppure l’emendamento approvato restringe la platea delle imprese cuisi applica la norma, la disciplina continua a presentare evidenti profili di criticità», ripetono all’unisono sottolineando come «rischia di mettere a repentaglio la liquidità delle imprese poiché non è loro consentito compensare le ritenute da versare con altri debiti tributari e contributivi» oltre a «restare a carico dei committenti oneri di controllo sproporzionati».

«E’ stato del tutto ignorato inoltre- prosegue la nota- l’impatto, in termini di adattamento dei processi gestionali, che le nuove disposizioni, applicabili anche ai contratti in essere, generano sulleimprese e resta l’obbligo del versamento delle ritenute per singolo contratto o cantiere: una norma inapplicabile per il settore dell’edilizia, caratterizzato, tra l’altro, da una continua mobilità della manodopera anche nel corso della stessa giornata».

E’ necessario, quindi, conclude, «che in occasione del successivo iter parlamentare vengano introdotti alcuni indispensabili correttivi: rendere possibile la compensazione delle ritenute con i crediti fiscali; eliminare l’obbligo di F24 per singolo contratto e procrastinare l’entrata in vigore delle disposizioni al secondo semestre del 2020, con applicazione solo ai nuovi contratti stipulati a decorrere dal prossimo 1 gennaio».


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