Nuovo farmaco psoriasi: ecco dov’è disponibile

2 Dicembre 2019
Nuovo farmaco psoriasi: ecco dov’è disponibile

Le difficoltà di accesso e di distribuzione del Dimetilfumarato per la cura della patologia infiammatoria.

Un’eccessiva regionalizzazione sanitaria crea disparità di cure attraverso una netta differenza di accesso al farmaco. Un esempio è il caso della psoriasi e del Dimetilfumarato, farmaco approvato in classe A-Pht, ma con differenze tra le Regioni italiane, sia per quanto riguarda la prescrizione sia per la distribuzione. Se ne è parlato nella tavola rotonda ‘Uniformità di accesso regionale per il dimetilfumarato: un nuovo farmaco di prima linea per la psoriasi‘, a Gardone Riviera, in occasione del 52° Congresso nazionale del Sumai.

Il Prontuario della continuità terapeutica ospedale-territorio Pht è legato alla distribuzione territoriale del farmaco e quindi alla continuità assistenziale, eppure le difficoltà sono notevoli, segnalano gli esperti.

“Se prendiamo in considerazione cosa è accaduto per la psoriasi – ricorda Luigi Naldi, direttore del dipartimento di Dermatologia, Aulss8 Berica, Ospedale San Bortolo di Vicenza – c’è stata inizialmente una buona organizzazione modulata in Centri di riferimento, identificati dalle diverse Regioni, e quindi non c’erano in realtà grandi differenze nelle varie aree della penisola. Con il passare del tempo però le discrepanze sono aumentate, con esempi sempre più eclatanti, come nel caso proprio del Dimetilfumarato, con il quale ci troviamo di fronte a differenze in termini di prescrizione. Infatti – prosegue l’esperto – se in Veneto è disponibile tramite lo specialista ambulatoriale esterno, cioè che lavora sul territorio, e quindi anche in farmacia, in altre regioni il farmaco è prescrivibile solo in Centri di riferimento per la psoriasi e va ritirato in ospedale. Ciò chiaramente complica moltissimo la cura per i pazienti”.

Il Veneto è una delle poche regioni dove è attiva una dermatologia territoriale capillare, gli specialisti ambulatoriali sono sul territorio e quindi i farmaci per la psoriasi sono facilmente disponibili. In tante altre aree d’Italia però le cose sono diverse. Naldi punta il dito contro “una esasperazione della regionalizzazione”, cui “non è facile trovare una soluzione. Dovrebbe esserci un ripensamento di quello che è l’assistenza nel caso della psoriasi, con la ridefinizione dei Centri della psoriasi e dei criteri di trattamento“, sottolinea.

“I pazienti sono spaesati – testimonia Mara Maccarone, presidente di Adipso (Associazione per la difesa degli psoriasici) – e alla fine il risultato è evidente: si dichiarano insoddisfatti delle aspettative dicura, abbandonano le terapie, con indiscusse implicazioni sulla progressione di malattia“. La conferma arriva da un’ampia indagine, condotta fra il 2016 e il 2018 su 8 mila pazienti con una storia di malattia iniziata mediamente in età giovanile, tra 21 e 30 anni (38%) e fra 31 e 40 anni (41%). Di questi, l’84% si dice ‘disilluso’ riguardo le aspettative di cura, spesso disattese, con il risultato che l’88% rinuncia a sottoporsi a successive/nuove terapie o a recarsida uno specialista per il monitoraggio della psoriasi.


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