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Mes: ora anche nella maggioranza c’è chi attacca Conte

2 Dicembre 2019
Mes: ora anche nella maggioranza c’è chi attacca Conte

Malumore per l’intervento del premier, non condiviso; pesa l’assenza di Di Maio al discorso di Conte. Ora, è il gelo tra M5S e presidente del Consiglio.

La lunga maratona alla Camera ed al Senato, dove il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha resocontato il Parlamento sulla questione del Mes, il fondo salva Stati, non ha deluso o fatto arrabbiare solo le opposizioni, com’era prevedibile, ma anche una parte importante della maggioranza che sostiene il Governo, vale a dire il Movimento 5 Stelle.

La tensione tra i pentastellati ed il premier è diventata evidente nel momento in cui Luigi Di Maio ha deciso di “disertare” il secondo appuntamento parlamentare, quello del Senato, lasciando solo Conte di fronte alle opposizioni, Salvini in testa. Ma già dalla mattina erano emersi i primi malumori, per un testo – quello dell’informativa resa in Parlamento – che Conte aveva tenuto “blindato”, senza condividerne il contenuto con i suoi e senza nemmeno parteciparglielo in anticipo quanto ai contenuti.

Così l’informativa urgente sul Mes di oggi alle Camere ha creato l’attrito evidente tra Conte e il M5S. I grillini – come ci resoconta stasera l’Adnkronos in base a fonti d’agenzia – hanno letto le parole del premier-dirette all’opposizione, anzitutto a Matteo Salvini, come un messaggio rivolto anche a Luigi Di Maio, che sulla riforma del fondo salva Stati si è messo sulle barricate. Così già poco dopo le 13, quando è iniziato il discorso di Conte, si è diffusa la sensazione che la frittata era fatta: il gelo del Movimento è apparso evidente già durante l’intervento di Conte, nel silenzio completo di Di Maio alle parole del premier.

Così sono iniziate le comunicazione tra le diplomazie di Palazzo Chigi e dei vertici M5S per aggiustare il tiro, si era pensato anche di modificare l’intervento al Senato del premier per rimediare. Ma Conte ha deciso di restare fedele al testo originario, soprattutto per una questione di rispetto istituzionale tra le due Camere, salvo poi dichiarare, all’uscita dall’emiciclo, che di screzi con Di Maio “assolutamente no”, non ce ne sono, “Di Maio ha espresso delle criticità per conto del Movimento, ma in un negoziato così complesso questo è pienamente comprensibile”.

Al suo arrivo a Palazzo Madama, intercettato da una cronista, il premier aveva lasciato cadere le domande su un’informativa che avrebbe facilmente indispettito Di Maio. Che infatti ha disertato – si potrebbe dire che lo ha fatto apposta –  l’Aula del Senato, mentre anche gli scranni del M5S registravano numerose assenze; ne abbiamo parlato oggi in Mes: scontro Conte-Salvini al Senato. E il Movimento taceva, il segretario dem, Nicola Zingaretti, applaudiva alle parole del presidente.

Adesso, il nervosismo tra i 5 Stelle é palpabile, il premier sotto accusa per un intervento che è considerato ”totalmente sbilanciato sul Pd”, dicono all’Adnkronos alcune fonti di governo pentastellate. “Un chiaro scudo”, l’accusa mossa, alla posizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ieri protagonista di un duro braccio di ferro proprio con Di Maio sul Mes.

Uno scontro andato in scena nel vertice andato avanti fino a tarda notte a palazzo Chigi proprio sul fondo salva stati, e dove alcuni, tra i 5 Stelle, si erano interrogati sulla necessità di chiedere a Conte i contenuti della sua informativa su un tema così delicato per gli equilibri della maggioranza.

Ma il testo é rimasto blindato, anche perché Di Maio si è guardato bene da parlarne con Conte: ”il gelo tra i due é tale – spiega una fonte di governo- che non c’erano le condizioni per farlo”. I vertici 5 Stelle appaiono parecchio indispettiti per la ‘difesa’ del premier nelle aule parlamentari: si vocifera di un Alessandro Di Battista furente per un’informativa che, si dicono convinti i grillini, sembra appoggiare in pieno la riforma del Mes negoziata nell’estate scorsa.

Alla fine della giornata, per stemperare le polemiche con Conte – e per accenderle di nuovo sul fronte Mes – arriva una nota di Luigi Di Maio: “Nel suo intervento alla Camera il presidente del Consiglio ha messo a tacere falsità e fake news diffuse dalle opposizioni in questi giorni, il che restituisce dignità al dibattito politico in corso, sul quale abbiamo apprezzato la posizione ribadita circa la logica di pacchetto come richiesto ieri al vertice di maggioranza dal Movimento 5 Stelle. A tal proposito, il M5S oggi più che mai è compatto di fronte a la necessità di dover rivedere questa riforma che, ad oggi, presenta criticità evidenti“. Così – traducendo dal politichese – il Movimento ribadisce l’appoggio a Conte, ma glielo si fa mancare proprio sulla linea da egli seguita sulla riforma del Mes.


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