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Assegno di invalidità e accertamento tecnico preventivo: ultime sentenze

3 Dicembre 2019
Assegno di invalidità e accertamento tecnico preventivo: ultime sentenze

Stato di salute e cpsoddetto requisito sanitario: la verifica prima della causa sulle condizioni psicofisiche del malato. Accertamento tecnico preventivo obbligatorio ex articolo 445-bis c.p.c..

La verifica del requisito sanitario e accertamento tecnico preventivo obbligatorio

Nelle controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità ai sensi della l. n. 222 del 1984, la pronuncia emessa in esito al giudizio di cui all’articolo 445- bis, ultimo comma, c.p.c., è per legge destinata a riguardare solo un elemento della fattispecie costitutiva (il c.d. requisito sanitario), sicché quanto in essa deciso non può contenere un’efficace declaratoria sul diritto alla prestazione, che è destinata a sopravvenire solo in esito ad accertamenti relativi agli ulteriori requisiti socio-economici.

Corte di Cassazione, sezione VI-L, ordinanza 22 novembre 2019 n. 30596

Il giudice non può condannare l’Inps a pagare l’indennità di frequenza anziché limitarsi ad accertare il requisito sanitario: il legislatore, in linea, con l’obiettivo di deflazionare il contenzioso e contenerne la durata, ha, infatti, attribuito ad un più rapido accertamento della condizione sanitaria un valore risolutivo.

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 9 aprile 2019 n. 9876

Revoca dell’assegno di invalidità in presenza di mutamenti intervenuti successivamente alla sentenza passata in giudicato

In materia di accertamento del diritto a prestazioni d’invalidità, la sentenza passata in giudicato, se non consente una nuova valutazione, mediante diverso parere medico-legale, delle circostanze di fatto da essa già considerate, e come tali, divenute inoppugnabili verità processuali, non impedisce, però, di tenere conto dei mutamenti intervenuti successivamente, che comportino eventualmente la perdita del requisito sanitario da parte del ricorrente, con conseguente legittimità, di una decisione difforme dalla prima sentenza, che confermi l’intervenuta revoca del beneficio in favore della parte che ne ha chiesto il ripristino. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del tribunale che, in sede di ricorso di cui all’art. 445 bis, comma 6, c.p.c., per ottenere il ripristino dell’assegno d’invalidità, aveva ritenuto che il principio del giudicato richiamato dal beneficiario della prestazione revocata – riconosciuta da precedente sentenza di appello passata in giudicato – non era valevole per le valutazioni di carattere tecnico demandate al consulente tecnico di ufficio, che aveva svolto l’indagine sulla base dei dati di rilevanza medico-sanitaria acquisiti nello svolgimento delle operazioni e non contestati).

Cassazione civile sez. VI, 11/07/2016, n.14140

Non è sufficiente una percentuale di invalidità del 60% per avere diritto a richiedere e percepire la pensione di inabilità civile e/o l’assegno di invalidità.

E’ infondata la domanda di accertamento giudiziale del requisito sanitario per il riconoscimento del diritto a percepire la pensione di inabilità civile o, in subordine, l’assegno di invalidità civile, avanzata ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c. da colui nei confronti del quale sia stata accertata una percentuale di invalidità del 60% da parte della Commissione Medica di Prima Istanza. La pensione di inabilità ex art. 12 della legge n. 118/1971, infatti, spetta agli invalidi civili, di età compresa tra i 18 ed i 65 anni di età, nei confronti dei quali sia stata accertata una totale inabilità al lavoro e che si trovino in stato di bisogno economico. Il diritto a percepire un assegno di invalidità, invece, è riconosciuto ai mutilati ed invalidi civili, di età compresa tra i 18 ed i 65 anni, che siano incollocabili al lavoro ed affetti da una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74% ai sensi dell’art. 13 della legge n. 118/1971 e dell’art. 9 del d.lgs. n. 509/1988.

Tribunale Trani sez. lav., 26/11/2018, n.2276

Esame dei presupposti della prestazione richiesta

Nel giudizio di ammissibilità dell’ATP deve essere verificato l’effettivo collegamento dell’accertamento con una specifica prestazione, al fine di evitare il rischio di una proliferazione di ricorsi privi di un reale interesse sostanziale. Per questo il Giudice dovrà valutare in prima battuta oltre agli aspetti legati alla procedibilità anche l’utilità effettiva derivante dall’accertamento sanitario, valutando anche se prima facie gli altri presupposti della prestazione previdenziale o assistenziale in vista della quale il ricorrente domanda l’accertamento tecnico.

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 8 aprile 2019 n. 9755

Il procedimento per ATP ha ad oggetto solo l’accertamento del requisito sanitario

L’accertamento tecnico preventivo ha come suo esclusivo oggetto la verifica della ricorrenza del requisito sanitario necessario per la prestazione assistenziale richiesta e così anche la fase di opposizione. Va dunque ribadito come il procedimento per ATP abbia ad oggetto soltanto l’accertamento del requisito sanitario e, con riferimento alla fase dell’opposizione, se una delle parti contesti le conclusioni del CTU, si apre un procedimento contenzioso, con onere della parte dissenziente di proporre ricorso al giudice, in un termine perentorio, un ricorso in cui, a pena di inammissibilità, deve specificare i motivi della contestazione. Si svolge così una nuova fase contenziosa, ancora limitata “solo” alla discussione sulla invalidità, fase peraltro circoscritta agli elementi di contestazione proposti dalla parte dissenziente (ricorrente).

Tribunale Catania sez. lav., 30/10/2019, n.4781

Invalidità civile: l’accertamento tecnico preventivo è condizione di procedibilità della domanda volta all’accertamento del requisito sanitario

Il procedimento dell’accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 445 bis c.p.c. è condizione di procedibilità della domanda volta all’accertamento del requisito sanitario nelle controversie in materia di invalidità civile, compresi handicap e disabilità, pena la dichiarazione di inammissibilità del ricorso proposto con rito ordinario.

Tribunale Roma, 04/05/2017, n.4221

Ricorso al capo dello Stato

Il ricorso straordinario per cassazione è inammissibile avverso l’ordinanza che, per effetto della mancata comparizione delle parti alla prima udienza, dichiari l’estinzione dell’accertamento tecnico preventivo in materia di invalidità previdenziale e assistenziale.

Cassazione civile sez. lav., 05/05/2015, n.8932

Accertamento sommario di requisiti diversi dal solo stato di invalidità

L’ammissibilità dell’a.t.p.o. richiede che il giudice adito accerti sommariamente, nella verifica dei presupposti processuali, oltre alla propria competenza, anche la ricorrenza di una delle ipotesi per le quali è previsto il ricorso alla procedura prevista dall’art. 445 bis c.p.c., nonché la presentazione della domanda amministrativa, l’eventuale presentazione del ricorso amministrativo, la tempestività del ricorso giudiziario; ed inoltre il profilo dell’interesse ad agire dovrà, dal giudice, essere valutato nella prospettiva dell’utilità dell’accertamento medico richiesto al fine di ottenere il riconoscimento del diritto soggettivo sostanziale di cui l’istante si afferma titolare; utilità che potrebbe difettare ove manifestamente manchino, con una valutazione prima facie, altri presupposti della prestazione previdenziale o assistenziale in vista della quale il ricorrente domanda l’a.t.p.

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 27 aprile 2015 n. 8533

Assegno di invalidità: se dall’istruttoria non emerge il grado di invalidità previsto dalla legge va respinta l’istanza di accertamento tecnico preventivo

In tema di assistenza, va respinta l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa fatta valere quale la corresponsione della pensione di inabilità o dell’assegno mensile di invalidità quando dall’istruttoria non emerga il grado di invalidità previsto dalla legge.

Tribunale Napoli sez. lav., 29/12/2016, n.9563


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