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Isee per gratuito patrocinio

5 Dicembre 2019 | Autore:
Isee per gratuito patrocinio

Ammissione al patrocinio a spese dello Stato: è sufficiente il modello Isee? Quali documenti servono a provare il proprio reddito?

Il diritto alla difesa in giudizio spetta a tutti, anche a coloro che non possono permettersi di pagare la parcella di un avvocato. È la Costituzione a stabilire tale principio. Se sei citato in giudizio oppure coinvolto in altra vicenda giudiziaria, dunque, non devi temere di non poterti difendere: è tuo preciso diritto quello di avvalerti del patrocinio a spese dello Stato, cioè di quell’istituto giuridico che ti consente di avere un avvocato pagato dallo Stato. Per poter ottenere questo beneficio, però, devi dimostrare di possedere un reddito al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Con questo articolo vorrei soffermarmi sull’Isee per il gratuito patrocinio.

Mettiamo il caso che tu non abbia reddito e che, pertanto, non faccia alcuna dichiarazione dei redditi né certificazione unica: insomma, nessuna documentazione inerente ai tuoi guadagni perché, in effetti, non ne hai. Come fare in casi del genere? Come dimostrare di possedere i requisiti per poter accedere al patrocinio a spese dello Stato? L’Isee va bene per il gratuito patrocinio? Forniamo risposte a queste domande.

Cos’è l’Isee?

L’Isee è un acronimo che sta per indicatore della situazione economica equivalente. Possiamo definire l’Isee come quel documento che fotografa la situazione economica di un intero nucleo familiare, cioè di una famiglia così come risulta composta all’anagrafe. Ciò accade perché il calcolo dell’isee non è effettuato soltanto sulla base dei redditi percepiti, ma tiene conto anche del patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto.

L’Isee viene rilasciato dall’Inps su richiesta di un Caf, di un commercialista oppure del diretto interessato tramite internet, ed ha validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello di richiesta.

Isee: a cosa serve?

L’Isee serve per ottenere le principali agevolazioni che lo Stato riconosce alle persone non abbienti: Reddito di cittadinanza, bonus bebè, bonus luce e gas, agevolazioni su bolletta del telefono, canone Rai, ticket sanitario, ecc.

Possiamo pertanto affermare che l’isee è strettamente collegato alle prestazioni sociali che lo Stato riconosce a coloro che posseggono redditi insufficienti o, comunque, inferiori ai limiti stabiliti di volta in volta dalla legge.

L’Isee serve per il gratuito patrocinio?

Veniamo ora al punto principale del nostro articolo. L’Isee serve ai fini del patrocinio a spese dello Stato? La risposta è negativa: l’istituto del gratuito patrocinio non prende in considerazione il complesso calcolo necessario ai fini della determinazione del’Isee, bensì solamente il reddito imponibile.

Nello specifico, la legge [1] dice che può essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato solamente chi possegga un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro (limite per l’anno 2019). I limiti di reddito vengono adeguati ogni due anni in relazione alla variazione dell’indice dei prezzi accertata dall’Istat.

Se l’istante convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso il richiedente.

Eccezionalmente, si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (pensa ad una causa di separazione, ad esempio).

Nel caso di procedimento penale, il limite di reddito visto prima (11.493.82 euro) è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare eventualmente convivente con l’interessato.

Dunque, l’Isee non potrebbe garantire l’ammissione al gratuito patrocinio, in quanto l’Indicatore della situazione economica equivalente fotografa la complessiva situazione economica della famiglia e non indica direttamente il reddito imponibile che, invece, interessa ai fini del patrocinio a spese dello Stato.

Gratuito patrocinio: quali documenti presentare?

Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, dunque, non potrai avvalerti dell’Isee, ma di idonea documentazione che comprovi il reddito imponibile. Potrai dunque presentare tutto ciò che ti è utile per la tua dichiarazione dei redditi: il modello 730, il modello unico, la certificazione unica anche se percepisci solamente la pensione o la disoccupazione; ecc.

Come fare se, invece, non hai assolutamente nessun tipo di introito? Mettiamo il caso che tu non percepisca reddito, sia da lavoro dipendente che autonomo, né pensione o altro tipo di vantaggio economico. Come fare in tali casi?

Ebbene, poiché l’Isee non va bene per il gratuito patrocinio, potrai autocertificare il tuo reddito (equivalente a zero) mediante una dichiarazione in cui, sotto la tua completa responsabilità civile e penale, attesti di non possedere assolutamente nulla.

Dichiarando un reddito pari a zero, però, il giudice (oppure il Consiglio dell’ordine degli avvocati, nel caso di gratuito patrocinio in sede civile) ti chiederà di specificare come fai a provvedere a vitto e alloggio. In altre parole, se dichiari un reddito nullo, il giudice vorrà sapere come vivi come fai a procurarti del cibo. Dovrai, pertanto, specificare che, ad esempio, abiti a casa dei tuoi genitori, i quali provvedono anche al tuo sostentamento grazie alla loro pensione.

note

[1] Decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002.

Autore immagine: 123rf.com


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