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Cosa succede se non pago una multa

3 Dicembre 2019
Cosa succede se non pago una multa

Ecco cosa rischia chi strappa il verbale, non ritira la raccomandata o fa finta di nulla quando arriva la cartella esattoriale. 

Hai ricevuto una multa. La cifra non è molto alta ma non ti va di regalare i tuoi soldi al Comune che già ne sperpera a sufficienza. Sei sul punto di strappare il verbale e fare finta di nulla. Prima però ti chiedi: cosa succede se non pago una multa? 

Quante possibilità ci sono che il debito cada in prescrizione e quante invece che ti possa succedere qualcosa come, ad esempio, il fermo dell’auto o il pignoramento dello stipendio? Quanto tempo c’è per ravvedersi e pagare in ritardo onde scongiurare le sanzioni e gli interessi?

Qui di seguito ti forniremo alcuni utili consigli per risolvere il tuo problema. 

Quando non pagare una multa?

Prima di stabilire cosa succede se non pago una multa, dovresti piuttosto chiederti quali possibilità hai per non pagarla legittimamente, ossia senza violare la legge. Queste possibilità sono legate al ricorso dinanzi al giudice o al prefetto, al fine di far valere (rispettivamente entro 30 o 60 giorni) eventuali vizi inerenti alla contravvenzione stessa.

Se la multa, pur viziata, non dovesse essere contestata, diventa definitiva per sempre e non potrai sollevare opposizioni neanche al ricevimento della successiva cartella esattoriale. 

Il primo consiglio è quindi farsi assistere da un legale specializzato in materia che ti sappia dire quando conviene fare ricorso.

Si pensi al caso della notifica della multa dopo 90 giorni dall’infrazione: si tratta di un vizio che comporta la nullità della sanzione amministrativa, ma se questa non viene opportunamente contestata in giudizio, la multa diventa definitiva. 

Che succede se non ritiro la raccomandata con la multa

C’è molta gente che non ritira la raccomandata con la multa credendo così di poter evitare il pagamento contestando l’omesso ricevimento della stessa. In realtà, la legge stabilisce l’esatto contrario: la multa non accettata si considera come notificata. Lo stesso dicasi quando il vigile ferma l’automobilista sul momento per contestargli l’infrazione e questi si rifiuta di firmare il verbale e prenderne la copia.

Il rischio, quindi, di non ritirare la raccomandata è, non solo di dover pagare, ma di non poter controllare se ci sono vizi che rendano la multa annullabile.

Che succede se non pago la multa?

Ci sono vari momenti per pagare la multa:

  • entro 5 giorni dalla contestazione immediata o dal ricevimento della raccomandata a.r. si può pagare con lo sconto del 30%: l’importo è indicato in un apposito bollettino allegato al verbale. Se si tratta di multa per divieto di sosta, i 5 giorni decorrono dal successivo ricevimento del verbale a casa e non da quando si ritira la copia sul tergicristalli (che non è peraltro obbligatoria). Tuttavia, in quest’ultimo caso, se si versa il dovuto subito, si evitano le spese postali di circa 20 euro;
  • entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dal ricevimento della raccomandata a.r. si può pagare in «misura ridotta». Anche qui l’importo è quello indicato nel verbale e riportato nel secondo bollettino ad esso allegato;
  • dopo il 60° giorno dalla contestazione immediata o dal ricevimento della raccomandata a.r. si paga la multa in «misura intera» ossia in misura pari quasi al doppio rispetto all’importo indicato nel verbale. Basta anche un solo giorno di ritardo per far scattare l’aggravio. In più, ogni 6 mesi scattano gli interessi pari al 10%.

Che succede se non pago la multa neanche dopo 60 giorni?

Come detto, dopo 60 giorni dal ricevimento della multa l’importo lievita al doppio e scattano gli interessi del 10%. 

L’ente titolare del credito non invia ulteriori solleciti ma “iscrive a ruolo” la sanzione: significa che forma un atto interno con cui passa al recupero coattivo del credito. Recupero che viene affidato all’Agente della Riscossione delle entrate locali, di norma una società privata (potrebbe anche trattarsi di Agenzia Entrate Riscossione). L’esattore emette la cosiddetta cartella esattoriale che viene notificata al proprietario del veicolo. Alla cartella vengono addizionali gli interessi nel frattempo maturati.

Contro la cartella non è più possibile far valere i vizi di forma o di sostanza che si potevano contestare contro la multa. Le uniche contestazioni ammesse sono solo quelle contro la cartella per vizi verificatisi dopo la sua stessa formazione. 

Posto che la cartella esattoriale va notificata entro 2 anni da quando il ruolo è stato dichiarato esecutivo, una possibile causa di contestazione è quindi la decadenza della cartella per decorso dei termini.

Altro motivo di impugnazione della cartella è la prescrizione della multa che scatta dopo 5 anni da quando è stato notificato il verbale. 

Altra tipica contestazione contro la cartella è la omessa notifica della multa. In tal caso bisogna agire entro massimo 30 giorni dal ricevimento della cartella stessa dinanzi al giudice di pace. 

Che succede se non pago la cartella esattoriale per la multa?

Vediamo ora quali conseguenze può avere il mancato pagamento anche della cartella esattoriale contenente la multa. Di solito, l’esattore iscrive il fermo amministrativo sull’auto. Tale misura, che dovrebbe essere funzionale al successivo pignoramento della macchina, di solito è da sola sufficiente a costringere l’automobilista a pagare subito o a rateizzare l’importo.

Oltre al fermo è chiaramente possibile il pignoramento dei beni come il quinto dello stipendio o della pensione (da cui va sempre detratto il «minimo vitale») o del conto corrente. Impossibile pensare all’ipoteca sulla casa che scatta solo per debiti superiori a 20mila euro; tantomeno possibile è il pignoramento della casa che scatta solo per debito oltre 120mila euro. 

Anche la cartella esattoriale può cadere in prescrizione se, dopo 5 anni dalla sua notifica, l’esattore non invia alcun sollecito o non avvia alcuna misura esecutiva. 

Che succede se ricevo un’ingiunzione del Comune?

Il Comune potrebbe provvedere direttamente alla riscossione della multa senza incaricare l’Agenzia Entrate Riscossione. In tal caso invierà al trasgressore la cosiddetta ingiunzione fiscale. Pertanto, se le violazioni sono accertate da organi di polizia stradale statali o provinciali, o dal personale degli uffici viabilità delle Regioni, si procederà alla riscossione tramite ruolo; se, invece, sono accertate dalla polizia municipale si può procedere con l’ingiunzione fiscale.

Il procedimento di coazione comincia con l’ingiunzione, la quale consiste nell’ordine, emesso dal competente ufficio dell’ente creditore, di pagare entro trenta giorni, sotto pena degli atti esecutivi, la somma dovuta.

Contro l’ingiunzione fiscale si può proporre opposizione davanti al giudice di pace del luogo in cui ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento opposto.



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