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Cadere per terra: quando c’è risarcimento

4 Dicembre 2019
Cadere per terra: quando c’è risarcimento

Cosa succede se qualcuno cade per terra: le cause contro Comune, condominio, supermercato e padrone di casa. 

Non puoi avere idea di quante siano le cause per le cadute a terra. Il più delle volte, vengono intentate contro il Comune, da sempre parafulmine delle cosiddette «insidie stradali». Ma non sono infrequenti anche le cadute all’interno dei centri commerciali, dei supermercati, nei negozi, sulle scale del condominio o, addirittura, a casa altrui. Ad esempio, si pensi alla domestica che, mentre fa le pulizie, inciampa in un tappeto e si fa male a un ginocchio. Si tratta di un tipico infortunio sul lavoro per il quale il padrone di casa – suo datore di lavoro – dovrà risarcire. 

Ma non sempre ad ogni caduta corrisponde un risarcimento. Tutte le volte in cui l’evento può essere evitato con un minimo di attenzione e diligenza, il danneggiato non può rivendicare alcun diritto. 

In questo articolo, cercheremo di capire cosa succede se qualcuno cade per terra, quali sono le azioni che questi può intentare contro il titolare del “suolo” e come può esonerarsi dalla colpa. Ma procediamo con ordine.

Caduta a terra e risarcimento del danno

Chi ha una cosa in custodia – sia che si tratti di un oggetto, di una strada, dei gradini di una scala, di un pavimento o del terreno su cui si apre un giardino – è responsabile per tutti i danni causati dalla cosa stessa [1] a meno che non dimostri che l’evento si è verificato per «caso fortuito». 

Il caso fortuito è ciò che avviene per cause di forza maggiore: si tratta di quegli eventi imprevedibili, che non possono essere evitati in anticipo neanche usando la normale diligenza richiesta in questi casi da chi ha l’obbligo di custodire la cosa, sottoporla a manutenzione, tenerla pulita e sgombera da oggetti oppure ostacoli.

La forza maggiore può essere determinata da un evento naturale (come, ad esempio, un sisma o un fortissimo temporale) o dalla condotta colpevole del danneggiato (si pensi a chi cammina con la testa tra le nuvole).

Il risarcimento del danno, quindi, passa attraverso tre accertamenti:

  • il fatto in sé, ossia la caduta a terra;
  • il rapporto di causa-effetto: la caduta deve essere stata determinata dall’insidia presente sul suolo e non da altre ragioni (come un laccio di scarpa slacciato o la spinta di un cane);
  • il danno fisico: senza una lesione non si può chiedere un risarcimento. La lesione fisica può avere riflessi anche sul patrimonio, quando ad esempio costringe il danneggiato a non lavorare. Ecco perché parliamo di danno non patrimoniale e di danno patrimoniale: entrambi sono due componenti del risarcimento che si può chiedere al proprietario del suolo.

Questi tre elementi devono essere provati dal danneggiato. Soprattutto il rapporto di causa effetto richiede, di norma, la presenza di un testimone che possa affermare, in caso di controversia dinanzi al giudice, le ragioni che hanno determinato la caduta a terra. 

Il danno fisico può essere dimostrato coi certificati del pronto soccorso, la cartella clinica, gli scontrini per le medicine.

La presenza dell’insidia può essere provata anche con una fotografia o con la dichiarazione di un testimone. 

Il danneggiante, invece, se vuole essere esente da responsabilità, deve dimostrare il caso fortuito di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Quando non è dovuto il risarcimento per caduta a terra

Abbiamo detto che il caso fortuito è fonte di esonero della responsabilità per il danneggiante. Questi, però, deve dimostrare non solo che il fatto – la caduta – non è a lui addebitabile, ma che non poteva essere né prevista né evitata.

Il caso tipico è la distrazione dell’infortunato: tanto più evidente è il pericolo (la buca, il pavimento bagnato, la presenza di un ostacolo o di altra insidia), tanto più difficile è ottenere l’indennizzo. 

Il danneggiato che abbia percorso una strada in palese stato di dissesto prende una scelta consapevole che esclude poi la possibilità di chiedere il risarcimento. Se questi si fa male cadendo dalle scale del proprio condominio, a causa di un gradino pericolante di cui ha consapevolezza, non può pretendere alcunché. Così come non può vantare diritti chi cade in una buca sotto casa, di cui è già a conoscenza.

Molto frequenti sono i casi di caduta al supermercato che danno diritto al risarcimento quando ci sono: acqua, foglie di verdura o bucce di frutta che rendono scivoloso il pavimento. Ma se è presente un cartello con l’avviso alla clientela, non si può più invocare il risarcimento.

La rassegna dei casi di cadute per terra non lascia esenti da colpe neanche i ristoranti o i negozi quando l’acqua sgocciolata dagli ombrelli dei clienti può generare rischi per l’utenza.  

Nel caso di caduta per strada, la giurisprudenza ha ritenuto che il caso fortuito scatta in due casi (che, tuttavia, sono così ampi da abbracciare numerose ipotesi):

  • quando il pericolo si è verificato nell’immediatezza tanto da non dare il tempo al proprietario della strada di agire tempestivamente per mettere il suolo in sicurezza (si pensi a un improvviso acquazzone che abbia determinato l’apertura di una fossa sulla strada e a un’auto che vi cada prima ancora della fine della pioggia);
  • quando il danneggiato pone un comportamento imprudente, come tale imprevedibile (nessuno è tenuto a prefigurarsi le condotte incoscienti e incaute della gente). È il caso di chi cammina distratto, con la testa tra le nuvole, o di chi, pur di fronte a una buca palesemente visibile, vi cade ugualmente. La Cassazione ha esteso questo concetto fino a ricomprendervi anche l’ipotesi di chi percorre una via a lui già nota, su cui non può non essere a conoscenza della presenza di insidie (si pensi al percorso per arrivare a casa); o di chi sceglie deliberatamente di percorrere una strada in palese stato di dissesto, accettando così il rischio di una possibile caduta.

Pavimento scivoloso: risarcimento

Il più delle volte, un pavimento scivoloso costituisce un’insidia perché non visibile. Di qui, il diritto al risarcimento del danno se non c’è l’apposito cartello mobile – di solito di colore giallo o arancione – che avvisa i passanti. Il fatto che, a pochi passi, sia presente l’addetto alle pulizie con lo straccio per l’acqua e la candeggina non significa nulla. 

La responsabilità è naturalmente di carattere civile, ossia risarcitorio, a meno che non vi siano i presupposti per parlare del reato di lesioni colpose. Ma, in questo caso, deve essere ravvisabile una colpa grave. 

Per ottenere il risarcimento, bisogna presentare innanzitutto una diffida scritta al proprietario dell’immobile, sia esso una persona fisica, una società o una ditta individuale. Nel caso di diniego al risarcimento, bisognerà intentare un’azione legale con una causa in tribunale o al giudice di pace a seconda dell’importo richiesto a titolo di risarcimento. 

note

  • [1] Art. 2051 cod. civ. 

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