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Diritti e doveri dei diabetici

4 Dicembre 2019 | Autore:
Diritti e doveri dei diabetici

A che cosa ha diritto e che cosa deve rispettare chi soffre di questa malattia invalidante. Dall’esenzione dal ticket alla pensione anticipata, alle detrazioni.

Tra le malattie in grado di cambiare a lungo la vita c’è, senza dubbio, il diabete. Si tratta di una patologia cronica provocata da una quantità o da una funzione alterata dell’insulina, che presenta elevati livelli di glucosio nel sangue (l’iperglicemia). Il diabete è causa di gravi complicazioni e, soprattutto, può capovolgere completamente la qualità della vita di chi ne soffre. Diritti e doveri dei diabetici, dunque, vanno conosciuti per sapere come convivere al meglio con la malattia.

Per quanto riguarda i diritti, è importante stabilire innanzitutto il tipo di diabete di cui si soffre: in base alla gravità del problema, ci sono delle percentuali di invalidità riconosciute di valore più o meno alto. Pertanto, ci saranno o non ci saranno delle prestazioni erogate in modo gratuito dal Servizio sanitario nazionale o dall’Inps (esenzione dal ticket, assegno di invalidità, ausili e presidi gratuiti, ecc.).

Diritti e doveri dei diabetici, dicevamo. Perché ci sono anche dei doveri, come quello di concordare con un medico e di seguire la cura più idonea per migliorare la propria qualità di vita.

Una decina di anni fa, al Senato, è stato firmato il Manifesto sui diritti e i doveri della persona con diabete. Ma prima ancora (bisogna parlare del secolo scorso, siamo a metà degli anni Ottanta), è stata approvata dal Parlamento una legge che contiene le disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito. Insomma, i riferimenti normativi ed i tentativi di richiamare l’attenzione su questa malattia non mancano. Riassumiamo di seguito diritti e doveri dei diabetici.

Il diritto dei diabetici all’invalidità

Ci sono diversi tipi di diabete e ciascuno di loro comporta un grado di riduzione della capacità lavorativa che equivale ad una percentuale di invalidità. Nello specifico:

  • diabete mellito di tipo 1 o 2 con complicanze micro-macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado: invalidità dal 41% al 50%;
  • diabete mellito insulino-dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante la terapia: invalidità dal 51% al 60%;
  • diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva: invalidità dal 91% al 100%.

Quali agevolazioni comportano queste percentuali? Nel primo caso, cioè quello del diabete mellito di tipo 1 o 2 con un’invalidità tra il 41% ed il 50%, il paziente ha diritto all’inserimento nelle categorie protette del lavoro, purché la riduzione della capacità lavorativa sia di almeno il 46%. Non è detto, pertanto, che tutti i soggetti affetti da diabete possano usufruire di questo beneficio; chi non arriva a quella percentuale (cioè chi è compreso tra il 41% ed il 45% di invalidità) ha, comunque, diritto fin dalla prima diagnosi effettuata da uno specialista ai presidi come strisce, aghi o lancette. Anche se, purtroppo, la fornitura di questo materiale non è la stessa da Regione a Regione.

Le altre prestazioni che rientrano tra i diritti dei diabetici a seconda del grado di invalidità sono:

  • l’assegno di inabilità quando la malattia è in uno stadio avanzato, a tal punto di non consentire al paziente di condurre una vita normale pur seguendo una cura specifica. L’assegno viene erogato ai soggetti che soffrono di diabete mellito a cui segue una grave forma di nefropatia (malattia dei reni) e/o retinopatia (pesanti disturbi visivi) ed altre patologie che portano la percentuale di invalidità ad una forbice tra il 91% ed il 100%. Sono necessari almeno 5 anni di contributi, di cui 3 anni versati nell’ultimo quinquennio;
  • la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro, per i soli dipendenti pubblici (i requisiti di contribuzione sono diversi a seconda del tipo di pensione e per i dipendenti dello Stato, degli enti locali e del comparto sanità pubblica);
  • l’esenzione dal ticket sanitario per patologia. La si può richiedere all’Asl di competenza dopo avere accertato la malattia in una struttura pubblica. L’Azienda sanitaria locale rilascia un certificato da portare al medico curante, il quale provvederà ad inserirlo nel proprio database. A quel punto, il medico di base segnalerà l’esenzione sulla ricetta ogni volta che dovrà prescrivere un farmaco, una visita medica di controllo o una cura legati alla patologia;
  • agevolazioni della Legge 104/92. Si tratta di assegni, permessi o altri vantaggi per l’assistenza ai diabetici. L’importo dell’assegno o il numero dei giorni di permesso dipendono dal grado di invalidità del diabetico: dal 74% in su, si può ricevere un assegno calcolato in base al reddito. Se la percentuale di invalidità arriva al 100%, come abbiamo visto prima, si ottiene la pensione. Nei casi di diabete in stadio grave, i parenti del paziente hanno diritto ad ore di permesso sul lavoro per poterlo assistere.

La richiesta di invalidità civile va fatta dopo che il diabete è stato diagnosticato e, successivamente, certificato dal medico curante.

Il certificato va inviato per via telematica all’Inps, dopo di che, sempre per via telematica, si invia la richiesta all’Istituto di previdenza, allegando di nuovo il certificato ed eventuali altri documenti richiesti. Il paziente può appoggiarsi ad un patronato per effettuare questa operazione.

L’Inps convocherà l’interessato per una visita medica davanti all’apposita Commissione, la quale si pronuncerà accogliendo o rifiutando la domanda.

Nel caso in cui l’invalidità non venga riconosciuta, è possibile contestare il verbale e fare ricorso entro sei mesi dalla notifica.

IL diritto dei diabetici alla pensione anticipata

Un’altra prestazione a cui ha diritto il diabetico è la pensione anticipata quando ha una percentuale elevata di invalidità e determinati requisiti di contribuzione. Nel dettaglio, si ha diritto a:

  • la pensione anticipata di vecchiaia a 55 anni e 7 mesi di età per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini nel caso in cui si abbia almeno 20 anni di contributi con una percentuale di invalidità di almeno l’80%. Questo tipo di pensione viene riconosciuta solo ai dipendenti del settore privato. I lavoratori statali devono attendere una finestra di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione;
  • una maggiorazione pari a 2 mesi di contributi figurativi in più ogni anno, se l’invalidità è almeno pari al 74%.

Il diritto dei diabetici alle agevolazioni fiscali

Quando al diabetico viene riconosciuto un grado di invalidità in virtù del quale viene considerato un soggetto disabile, sia lui sia le persone che ha fiscalmente a carico hanno diritto alla detrazione fiscale del 19% sulle spese di acquisto e di adattamento di un’auto. L’agevolazione spetta a chi ha dei limiti visivi alla guida, a chi è gravemente limitato nei movimenti a causa del diabete oppure a chi, nonostante i problemi di mobilità, riesce a mettersi al volante di una macchina adattata alle sue condizioni fisiche con una patente speciale.

Oltre alla detrazione del 19% si ha il diritto di beneficiare dell’Iva agevolata al 4% sull’acquisto del veicolo e, in alcune Regioni, dell’esenzione permanente dal pagamento del bollo auto.

Se il grado di invalidità è molto elevato, si ha diritto sia alla detrazione del 19% sia all’Iva agevolata al 4% anche per l’acquisto di strumenti tecnologici come pc, tv via satellite o accesso alla banda larga.

Chi soffre di diabete ed ha un apposito certificato di uno pneumologo, può rifiutarsi di fare l’alcoltest.

C’è anche un piccolo sconto fiscale per le spese di assistenza non professionale a persone con gravi difficoltà nel compiere atti di vita quotidiana. In pratica, un’agevolazione per i diabetici che, a causa del progredire della malattia, hanno bisogno di una badante.

Il diritto dei diabetici alla prevenzione

La legge [1] impone alle Regioni e alle Province autonome di Bolzano e di Trento di attivare delle iniziative volte alla prevenzione del diabete, nell’ambito dei loro piani sanitari e nel rispetto dei limiti finanziari indicati dal Fondo sanitario nazionale.

In particolare, questi enti sono tenuti ad avviare degli interventi rivolti:

  • alla prevenzione e alla diagnosi precoce della malattia diabetica;
  • al miglioramento delle modalità di cura dei diabetici;
  • alla prevenzione di eventuali complicanze della malattia;
  • all’inserimento agevolato dei diabetici in attività scolastiche, sportive e lavorative;
  • al reinserimento sociale agevolato dei diabetici colpiti da gravi complicanze;
  • al miglioramento dell’educazione e della coscienza sociale generale per la profilassi del diabete;
  • all’educazione sanitaria del diabetico e della sua famiglia;
  • alla preparazione e all’aggiornamento professionale del personale sanitario.

Questi interventi, dunque, rientrano tra i diritti dei diabetici.

Il diritto dei diabetici ai presidi sanitari

L’articolo 3 della stessa legge, inoltre, dispone per le Regioni e per le Province autonome l’obbligo di fornire gratuitamente ai diabetici, tramite le rispettive Asl, oltre ai presidi diagnostici e terapeutici, anche altri eventuali presidi sanitari ritenuti idonei, nel caso in cui ci sia una specifica prescrizione e sia garantito il diretto controllo dei servizi di diabetologia.

Tali presidi devono essere forniti ai diabetici in possesso della tessera personale che deve essere fornita dagli enti sovracomunali per attestare l’esistenza della patologia.

Il diritto dei diabetici all’attività fisica, alla scuola e al lavoro

Secondo la citata legge, il diabete che non comporti delle complicanze invalidanti non può essere ritenuto un ostacolo per il rilascio del certificato di idoneità fisica relativo all’iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, allo svolgimento di attività sportive non agonistiche e all’accesso ai posti di lavoro pubblico o privato.

Per quanto riguarda l’attività sportiva agonistica, il certificato di idoneità viene rilasciato previa presentazione di un attestato del medico diabetologo curante o del medico responsabile dei servizi specialistici in cui si certifichi lo stato di malattia diabetica compensata nonché la condizione ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del diabetico.

I doveri dei diabetici

Non solo diritti, ma anche doveri per i diabetici. Sono contenuti nell’apposito Manifesto presentato nel 2015 come «momento di auto-verifica per l’associazione dei diabetici e come punto di partenza per il dialogo con le istituzioni».

Tra i punti segnalati in questo documento c’è anche quello in cui si sottolinea l’importanza di «richiedere alle persone con diabete di rispettare i propri doveri riguardanti la corretta assunzione delle terapie prescritte, le modalità di controllo del diabete e le indicazioni sullo stile di vita fornite dagli operatori sanitari, così da raggiungere gli obiettivi terapeutici programmati nel rispetto delle risorse messe a disposizione dal sistema sanitario».

note

[1] Legge n. 115/1987 del 16.03.1987.

Autore immagine: 123rf.com


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