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Amazon sta arrivando al supercomputer

3 Dicembre 2019
Amazon sta arrivando al supercomputer

Amazon punta a incrementare la potenza di calcolo dei computer e ad interconnettere ogni aspetto della nostra vita. Con un’occhio di attenzione all’ambiente.

Una nuova sorpresa da Amazon, che punta a estendersi sempre più in tutti gli ambiti ma non dimentica di essere nata come azienda informatica. Ecco allora che adesso vuole ‘reinventare’ i super computer, quelli in grado di effettuare calcoli estremamente complessi (Hpc, high performance computing) in poco tempo, non solo per aumentare le performance ma anche per tagliare i costi di queste infrastrutture, così elevati oggi da non permettere l’accesso a tutti.

Lo ha spiegato oggi in apertura dei lavori del Re:invent 2019, l’evento annuale di Amazon Web Services, che si svolge a Las Vegas, il vicepresidente delle global infrastructure di Aws, Peter DeSantis. L’agenzia stampa Adnkronos ha raccolto le sue dichiarazioni su questo progetto.

La rivoluzione nel settore del supercalcolo, ha spiegato, “passa per la rete. Non è possibile definire esattamente quali siano i carichi di lavoro di un supercomputer, ma è chiaro che ci sia una costante: sono talmente grandi da non poter passare per singoli server”.

Da qui la necessità, ha detto ancor DeSantis, “di reti estremamente performanti che collegate tra loro possono permettere ai supercomputer di lavorare assieme e risolvere i problemi per i quali sono chiamati a operare”. Del resto “gli Hpc influiscono oramai in ogni singolo aspetto della nostra vita, come ad esempio le problematiche legate all’ingegneria o alla ricerca scientifica.

Il supercalcolo – ha ricordato – ha bisogno di singoli server che effettuano le operazioni per poi ricollegarle tutte assieme. E’ uno scambio di informazioni costante e questo continuo passaggio di dati permette di continuare a svolgere calcoli. Per cui c’è necessità di uno stretto coordinamento che esercita una forte pressione sulla rete”.

Per cui, “quello che serve è una rete dalle elevate prestazioni e dalla bassa latenza. Se guardiamo da vicino un supercomputer, non è altro che un insieme di server appositamente strutturati”. Sommando tutti questi elementi, quindi, il risultato sono infrastrutture estremamente costose che non tutti possono permettersi. “Se vogliamo reinventare il supercalcolo, l’unico modo è reinventare i super computer. Anche perché – ha proseguito DeSantis – con un maggiore accesso all’Hpc più realtà potrebbero contribuire e avremmo automobili connesse più sicure, previsioni del tempo più precise ma anche diagnosi e cure migliori per le malattie, scatenando così l’innovazione”.

Efficienza di calcolo significa anche un consumo minore di risorse. E così, dal palco del Sands Expo Convention Center di Las Vegas, DeSantis ha anche parlato di sostenibilità. Amazon è un’azienda, ha ricordato, che vuole raggiungere in anticipo gli obiettivi fissati nella conferenza di Parigi, che chiedono il raggiungimento di emissioni zero nel 2050. ”Noi – ha detto DeSantis citando il ceo di Amazon Jeff Bezos – ci siamo posti l’obiettivo di anticipare questi traguardi 10 anni prima, fissandoli al 2040. Se ci riesce un’azienda delle dimensioni della nostra, tutti possono riuscirci”.

Secondo quanto ha illustrato il manager di Aws, ”nel 2024 arriveremo ad avere l’80% dell’energia che utilizziamo da fonti rinnovabili, nel 2030 saremo al 100%. E poi nel 2040 sarò la volta dell’obiettivo delle zero emissioni”. Per arrivare a questi traguardi, Amazon ha deciso quindi di estendere i suoi progetti di impianti di produzione di energia alternativa al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa. Nel corso del suo keynote, DeSantis ha annunciato sei nuovi progetti che vedranno la luce in Australia. Si tratta, ha spiegato, “di cinque infrastrutture per la produzione di energia solare, mentre l’altro sarà un parco eolico”.

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Immagine: 123rf.com


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