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Lo sai che? Nessun diritto al mantenimento del figlio universitario che si trasferisce fuori sede

Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 luglio 2013

Il genitore ha diritto a percepire direttamente l’assegno di mantenimento del figlio solo finché quest’ultimo abita con lui; quando il ragazzo maggiorenne si trasferisce, il genitore perde il diritto al mantenimento del figlio.

L’ex moglie non ha diritto di chiedere l’aumento dell’assegno di mantenimento del figlio maggiorenne che ormai si è trasferito per studi universitari e non convive più con lei.

Il genitore divorziato ha diritto a percepire l’assegno di mantenimento per il figlio solo finché abita con lui, dovendo, fino a quel momento. provvedere materialmente alle sue esigenze di vita.

È quanto stabilito dalla Cassazione in una recente sentenza [1]. La Corte ricorda che, nel momento in cui il figlio va a vivere da solo, non è più la madre, ma il figlio stesso, ad avere il diritto di chiedere la corresponsione dell’assegno di mantenimento (e il suo eventuale aumento) al padre obbligato.

In particolare, il pagamento dell’assegno di mantenimento direttamente al figlio maggiorenne deve avvenire quando questi conduce già una vita proiettata prevalentemente fuori dalle mura domestiche, come può avvenire nel caso di studente universitario fuori sede, perché in tal caso egli sostiene da sé le spese del suo mantenimento [2].

La coabitazione tra figlio e genitore beneficiario dell’assegno è il requisito essenziale per la percezione diretta dell’assegno da parte del genitore. Se viene meno la coabitazione, il genitore perde la legittimazione a richiedere all’ex il mantenimento del figlio perché tale legittimazione si trasferisce al figlio stesso.

note

 

[1] Cass. sent. n. 18075 del 25.07.2013.

[2] Trib. di Lodi sez. I, sent. del 19.12.2008.


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1 Commento

  1. Ancora peggio. Mia figlia maggiorenne in sede di divorzio in combutta con il padre, asserisce di abitare presso di lui, scopo richiedere a me 300 euro al mese per il suo mantenimento versati direttamente al padre. Nella realtà dei fatti, mia figlia lavora e convive con il fidanzato a 70 km dal padre. L’assurdo e’ che dopo un anno di questa situazione, non riesco a contattarla perché ovviamente mi evita per non farsi sgamare, il padre ne gode e continua a chiedermi spese extra assurde e per di più sono io che devo dimostrare una cosa che è ormai più che palese. La legge a furia di proteggere i figli dei divorziati ha finito con farli diventare dei viziati arroganti, forti perché la legge li tutela oltre ogni ragionevole senso di civiltà e sono mezzo di vendetta di un genitore verso l’altro genitore, alla faccia del rispetto, e dell’onestà verso chi ti ha cresciuto e dedicato tanto…che schifo.

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