Cartelle esattoriali in scadenza a dicembre

4 Dicembre 2019
Cartelle esattoriali in scadenza a dicembre

A fine anno, scadono i termini per la notifica delle cartelle esattoriali relative alle imposte non versate negli ultimi anni. Ecco quali.

Così come avviene ogni anno, anche durante questo mese di dicembre, l’Agenzia delle Entrate si affretterà a notificare ai contribuenti le contestazioni per l’omesso versamento delle imposte relative agli ultimi anni così come gli accertamenti per i redditi non dichiarati. 

Come noto, i termini di decadenza sono di cinque anni (dall’anno di presentazione della dichiarazione) per le dichiarazioni irregolari, quelle cioè che hanno mentito sugli effettivi ricavi o hanno ingigantito i costi; ci sono, invece, sette anni per accertare i contribuenti che hanno omesso l’invio della dichiarazione.

Tanto per fare un esempio, chi più di cinque anni fa ha ricevuto un bonifico sul proprio conto corrente senza dichiararlo al Fisco, a partire dal sesto anno da quando avrebbe dovuto riportarlo nella dichiarazione dei redditi sarà in salvo da eventuali controlli fiscali.

Sono poi in scadenza le notifiche delle cartelle esattoriali per i controlli formali delle dichiarazioni dei redditi per gli errori commessi dal contribuente (ad esempio, la non corretta indicazione degli oneri deducibili o detraibili). 

Vediamo meglio quali saranno le attività che l’Agenzia delle Entrate svolgerà nel corso di questo mese.

Controlli sui redditi: decadenza a 5 e 7 anni

Gli avvisi di accertamento per le imposte sui redditi e per l’Iva vanno notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione; nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Tali disposizioni introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 [1] si applicano, però, solo agli avvisi relativi al periodo d’imposta 2016 e ai periodi successivi, mentre per i periodi d’imposta precedenti, gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione ovvero, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di dichiarazione nulla, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Controlli formali sulle dichiarazioni e termini per l’invio delle cartelle

A dicembre, scade anche il termine per l’invio delle cartelle esattoriali, quelle in particolare derivanti dalla liquidazione delle dichiarazioni e dai controlli formali delle dichiarazioni dei redditi.

Come noto, secondo la Cassazione, non tutte le suddette cartelle devono per forza essere precedute dagli avvisi bonari. Sicché, il contribuente potrebbe ricevere direttamente la famigerata busta bianca da parte di Agenzia Entrate Riscossione. 

Naturalmente, se la cartella è il primo atto ricevuto dal contribuente, la stessa dovrà essere opportunamente motivata affinché il destinatario possa comprendere la violazione commessa ed, eventualmente, contestarla. La violazione dell’obbligo di motivazione delle cartelle diventa, quindi, presupposto indefettibile per la loro validità e, in caso di lacuna, si potrà ricorrere al giudice per l’annullamento.

Le cartelle in esame dovrebbero essere precedute dalla notifica degli avvisi bonari. Si tratta di atti con cui l’Ufficio comunica le irregolarità riscontrate nella lavorazione della dichiarazione, per consentire al contribuente di definire bonariamente le relative pretese, versando una sanzione ridotta che, nel caso delle liquidazioni redditi e Iva, è pari al 10%, mentre nel caso dei controlli formali è pari al 20%, in luogo della sanzione edittale del 30 per cento.

A tale scopo, occorre pagare anche ratealmente le somme dovute, con la dilazione di otto rate trimestrali, per importi non superiori a 5mila euro, ovvero di 20 rate trimestrali, per importi maggiori.

In realtà, come anticipato, più di una sentenza ritiene che l’avviso possa essere omesso, nel qual caso il contribuente riceverebbe direttamente la notifica della cartella esattoriale, contro cui può fare opposizione entro 60 giorni alla commissione tributaria. 

note

[1] Art. 43 del Dpr 600/1973 e Art. 57 del Dpr 633/1972.


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