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Come avere codice fiscale

21 Dicembre 2019 | Autore:
Come avere codice fiscale

L’attribuzione del codice fiscale ad una persona cambia a seconda se si tratta di un neonato, di un cittadino italiano, di uno straniero o di un residente all’estero. Come richiedere il duplicato del tesserino e come verificare la correttezza del codice fiscale.

Il codice fiscale è la sequenza alfanumerica che serve ad individuare le persone fisiche all’interno del territorio dello Stato italiano. Solo l’Agenzia delle Entrate è autorizzata all’emissione del codice fiscale e nessun altro soggetto può produrre o esporre programmi per il calcolo e la stampa del codice fiscale. A tutti i cittadini che hanno diritto all’assistenza sanitaria da parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn) viene rilasciata la tessera sanitaria che contiene anche il codice fiscale. Invece, i cittadini che non hanno diritto alle prestazioni del Ssn ricevono il tesserino di codice fiscale al posto della tessera sanitaria. Ma come avere il codice fiscale? Di solito, sono i genitori che si occupano delle pratiche burocratiche necessarie per ottenerlo.

Tuttavia, vi sono dei casi in cui può essere richiesto anche in momenti successivi a quello della nascita (si pensi all’ipotesi di smarrimento o di furto della tessera o anche di deterioramento). Il codice fiscale si trova riportato pure nella parte posteriore della nuova carta d’identità elettronica. Pertanto, qualora venga richiesto, si può consegnare la tessera sanitaria o la carta di identità elettronica.

Come si calcola il codice fiscale

Il codice fiscale è composto da 16 caratteri.

Più precisamente:

  • i primi 15 identificano la persona;
  • il 16° è un carattere di controllo.

Il codice fiscale è formato da lettere e da numeri desunti in base alle lettere che formano il nome, il cognome, il sesso, il luogo e la data di nascita della persona fisica a cui viene attribuito.

Per il calcolo occorre considerare che:

  • i primi 3 numeri corrispondono al cognome della persona;
  • i successivi 3 numeri fanno riferimento al nome;
  • seguono poi, 2 numeri che indicano l’anno di nascita;
  • 1 numero che indica il mese di nascita;
  • altri 2 numeri che corrispondono al giorno di nascita e al sesso della persona;
  • in ultimo altri 4 caratteri, di cui 1 lettera e 3 numeri, che indicano il comune di nascita o lo stato estero di nascita.

A cosa serve il codice fiscale

Il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione del cittadino nelle relazioni tra privati, amministrazioni ed enti pubblici. Pertanto, al fine di richiedere certificati, documenti, atti di varia natura è necessario fornire il codice fiscale come ad esempio quando bisogna stipulare contratti per le utenze domestiche (acqua, luce, gas) oppure per effettuare il pagamento delle tasse, per usufruire di detrazioni fiscali, per versare contributi previdenziali, ecc.

Come può avere il codice fiscale un neonato

Un neonato per ottenere il codice fiscale, deve prima essere iscritto all’anagrafe dello stato civile. In merito va ricordato che quando nasce un bambino bisogna fare la denuncia della nascita presso l’ospedale o la casa di cura privata dove la mamma ha partorito, entro 3 giorni dal parto. La denuncia può essere fatta anche presso l’ufficio dello stato civile del Comune nel quale è avvenuta la nascita o presso il Comune di residenza dei genitori, nei 10 giorni successivi al parto. Dopo la denuncia, il Comune provvede ad iscrivere il neonato all’anagrafe ed in questo momento avviene l’attribuzione del codice fiscale.

Come avviene l’attribuzione del codice fiscale

L’attribuzione del codice fiscale può avvenire con modalità differenti a seconda della Regione in cui è avvenuta la nascita. In alcune Regioni, è il Comune che si occupa della relativa procedura nel momento in cui si avvia la pratica di dichiarazione di nascita.

Se la denuncia della nascita di un bambino avviene all’ufficio della stato civile del Comune di riferimento, l’anagrafe nelle 24 ore successive, trasmette i dati tramite Siatel o InaSaia, all’Agenzia delle Entrate ed automaticamente viene attribuito il codice fiscale. Al momento dell’iscrizione all’anagrafe, il Comune rilascia un codice fiscale provvisorio cartaceo, da utilizzare fino a quando non si riceve la tessera sanitaria con il codice fiscale direttamente a casa.

Se la denuncia viene fatta in ospedale, esiste uno sportello dedicato, che fa da tramite tra cittadino e Comune. Dunque, è sufficiente che il genitore si rivolga allo sportello per la dichiarazione di nascita. L’ospedale, raccolte le dichiarazioni, le invia al Comune. Il Comune, a sua volta, quando arriva la richiesta di trascrizione dell’atto di nascita, si occupa dell’attribuzione del codice fiscale. In entrambi i casi, il genitore non deve fare alcuna richiesta di codice fiscale, perché arriva a casa automaticamente, generalmente nel termine di un mese circa dalla nascita del bambino.

In altre Regioni, la mamma o il papà (o entrambi, anche se non è necessario che siano presenti tutti e due) devono recarsi personalmente all’Agenzia delle Entrate della propria città, muniti del certificato di nascita e compilare un apposito modulo per la richiesta (il modello-domanda AA4/8). L’Agenzia dell’Entrate rilascia il codice fiscale del bambino in forma cartacea. Successivamente, arriva a casa il tesserino magnetico che funge da codice fiscale e da tessera sanitaria. 

In tutti i casi, è bene informarsi presso il proprio Comune di residenza subito dopo la nascita per sapere se attendere il tesserino a casa oppure recarsi presso l’Agenzia delle Entrate.

Come può avere il codice fiscale un cittadino italiano

Il cittadino italiano, per richiedere il codice fiscale, deve presentarsi presso l’Agenzia delle Entrate munito di un documento di identità valido e compilare il modulo domanda AA4/8.

Il modello può essere consegnato anche da una persona diversa dal richiedente purché munita di apposita delega e di una fotocopia del documento di identità dell’interessato.

Come può avere il codice fiscale un cittadino straniero

L’attribuzione del codice fiscale ad un cittadino straniero in possesso di un regolare permesso di soggiorno, avviene quando questi presenta domanda di ingresso nel territorio agli sportelli unici per l’immigrazione, per lavoro subordinato e ricongiungimento familiare. L’attribuzione del codice fiscale viene effettuata dagli stessi sportelli attraverso il sistema telematico di collegamento con l’Anagrafe tributaria.

Al momento della convocazione allo sportello, il cittadino straniero riceve anche il certificato di attribuzione del codice fiscale. Si tratta, però, di un codice fiscale provvisorio valido in attesa del definitivo, che gli verrà inviato dal ministero delle Finanze all’indirizzo indicato.

Spetta, invece, alle questure l’attribuzione del codice fiscale per gli stranieri che sono sprovvisti e richiedono il rilascio del permesso di soggiorno. All’atto della richiesta di attribuzione del codice fiscale il richiedente deve indicare il suo domicilio fiscale, ossia l’indirizzo dove riceverà l’apposito tesserino.

Se il codice fiscale attribuito ad uno straniero non è corretto in quanto il calcolo è avvenuto su dati anagrafici errati, questi può utilizzare il codice fiscale provvisorio, ma deve richiedere nuovamente quello definitivo entro sei mesi a partire dalla data in cui è stato emesso il certificato provvisorio di attribuzione.

Come può avere il codice fiscale un cittadino residente all’estero

Un cittadino italiano residente all’estero può ottenere il codice fiscale, chiedendone l’attribuzione alla rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel Paese di residenza. Il codice fiscale viene attribuito dai Consolati attraverso il sistema telematico di collegamento con l’Anagrafe tributaria. Il cittadino sprovvisto del codice fiscale può richiederlo a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello AA4/8.

Nella richiesta di attribuzione vanno indicate correttamente le generalità anagrafiche e il domicilio fiscale, presso il quale verrà recapitata la tessera con l’indicazione del codice fiscale attribuito. Insieme alla richiesta, il cittadino italiano o appartenente a uno Stato dell’Unione Europea deve esibire un documento di riconoscimento in corso di validità. Per i minori, la richiesta viene presentata dal genitore che esibisce il proprio documento d’identità.

Il cittadino proveniente da un Paese extra UE esibisce, in alternativa:

  • il passaporto valido, con relativo visto (quando prescritto), o altro documento riconosciuto dalle autorità italiane;
  • l’attestazione di identità rilasciata dalla rappresentanza diplomatica o consolare in Italia del Paese di appartenenza (con relativa foto dell’interessato);
  • il permesso di soggiorno valido;
  • la carta d’identità rilasciata dal comune di residenza.

Come avere il duplicato della tessera sanitaria con il codice fiscale

Se la tessera sanitaria sulla quale è riportato il codice fiscale viene smarrita o rubata, bisogna richiederne il duplicato. Allo stesso modo, occorre richiedere il duplicato se la tessera è diventata illeggibile o si è rovinata.

Se la tessera sanitaria era dotata di microchip e, quindi, valeva anche come Carta nazionale dei servizi, il duplicato può essere richiesto solo utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, previa autenticazione.

Dopo la registrazione, bisogna accedere, con le credenziali ricevute, al servizio Fisconline/Entratel. Compare, quindi, la schermata “la mia scrivania” e va cliccato prima su “servizi per”, poi su “richiedere” e su “duplicato della tessera sanitaria o del tesserino di codice fiscale”. Va poi, inserito  il codice pin, rilasciato al termine della registrazione su Fisconline, e va premuto su “invia”. Se la richiesta del duplicato è per “sostituzione tecnica”, si deve inserire il numero di identificazione della attuale Carta nazionale dei servizi. Nella pagina di riepilogo dei dati inseriti bisogna cliccare su “conferma” e la procedura è terminata.   

Se, invece, la tessera sanitaria non era dotata di microchip, allora bisogna collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate ed entrare nel box “servizi”; quindi, si deve cliccare su “duplicato tessera sanitaria e codice fiscale”. A questo punto, vanno inseriti il codice fiscale del richiedente o in alternativa i suoi dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita).

Successivamente, per evitare un uso improprio del servizio, occorre indicare alcuni dati relativi alla dichiarazione dei redditi presentata nell’anno precedente, come ad esempio il reddito dichiarato, il modello utilizzato e le modalità di presentazione dello stesso.

Quindi, vanno specificati i motivi della richiesta (ad esempio se si chiedendo un duplicato perché si è subìto un furto, uno smarrimento oppure se si tratta di una sostituzione tecnica in quanto la tessera è troppo rovinata). In quest’ultima ipotesi, si deve indicare anche il numero di identificazione della tessera sanitaria che si intende cambiare.

Dopo che il cittadino ha compilato ed inviato la richiesta per il rilascio del duplicato della tessera sanitaria con il codice fiscale, l’Agenzia delle Entrate provvede a verificare la correttezza dei dati inseriti, confrontandoli con quelli registrati all’Anagrafe tributaria. Se le informazioni sono corrette, viene inviata il duplicato della tessera sanitaria con il codice fiscale all’indirizzo di residenza del richiedente. Se il richiedente il duplicato ha perso il requisito di assistenza al Ssn, l’Agenzia delle Entrate invia un tesserino di codice fiscale.

In caso di problemi nell’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, è possibile richiedere il duplicato della tessera sanitaria con il codice fiscale anche presso un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate ovvero presso l’anagrafe del distretto sanitario di appartenenza compilando un apposito modulo. 

Come si può verificare un codice fiscale

Per verificare la correttezza del codice fiscale bisogna collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate e seguire il percorso guidato a seconda se si intende accertare se un codice fiscale esiste davvero oppure se vi è corrispondenza tra il codice fiscale di una persona fisica e i suoi dati anagrafici.

Nel primo caso, dall’homepage del sito dell’Agenzia delle Entrate bisogna cliccare su “servizi” e, quindi, su “servizio di “verifica codice fiscale di persona fisica”. Nella pagina che si apre va inserito il codice fiscale e quello di sicurezza che appare in automatico. Infine, va cliccato su “invio”. Se il codice fiscale inserito è esatto appare la scritta “valido”.

Nel secondo caso, il percorso è simile. Dall’homepage bisogna cliccare su “servizi” e poi, su “verifica e corrispondenza tra il codice fiscale e i dati anagrafici di una persona fisica”. Nella pagina successiva vanno riportati il codice fiscale e i dati anagrafici della persona e anche il codice di sicurezza automatico. Premendo su “invio” se vi è corrispondenza, appare il messaggio “dati validi“. L’applicazione verifica anche la validità e la corrispondenza tra un codice fiscale provvisorio numerico e i dati anagrafici completi di una persona fisica.


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