Istat: occupazione in aumento

4 Dicembre 2019
Istat: occupazione in aumento

Il mercato del lavoro registra un aumento dell’input di lavoro a ritmi superiori a quelli del Pil, mentre il tasso di disoccupazione segna un deciso miglioramento nell’anno corrente.

L’Istat conferma che, nel 2019, il mercato del lavoro italiano ha sperimentato un andamento analogo a quello dell’area euro, caratterizzato da un miglioramento dell’occupazione e una riduzione della disoccupazione.

Le unità di lavoro totali sono aumentate con un ritmo costante nei primi due trimestri (+0,2% la variazione congiunturale) per poi accelerare lievemente tra luglio e settembre (+0,3%), sostenute dalla crescita dei dipendenti (+0,3% in tutti e tre i trimestri). Secondo i dati più recenti della rilevazione sulle forze lavoro, anche ad ottobre la tendenza positiva è proseguita, con un aumento degli occupati (+0,2%) e una stabilità del tasso di occupazione.

Nei primi dieci mesi del 2019, il tasso di disoccupazione ha continuato a scendere, raggiungendo a ottobre un livello (9,7%) inferiore di un punto percentuale rispetto allo stesso mese del 2018. Anche i dati sulla domanda di lavoro si mantengono su livelli massimi del periodo. Nel terzo trimestre il tasso di posti vacanti destagionalizzato, che misura la quota dei posti di lavoro per i qualiè in corso la ricerca di personale, si è attestato all’1,1% nel complesso delle attività economiche e nei due settori aggregati dell’industria e dei servizi.

Nei prossimi mesi, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, si prevede il proseguimento della fase di miglioramento del mercato del lavoro, ma con un’intensità più contenuta. Tale andamento rifletterebbe, con un lieve differimento temporale, il progressivo rallentamento del ciclo economico.

Nel biennio di previsione, l’occupazione, espressa in termini di unità di lavoro, è prevista crescere con un ritmo (+0,7%) superiore a quello dell’output, prefigurando un possibile proseguimento della fase di riduzione della produttività. Il miglioramento dell’occupazione sarà sostenuto dall’aumento delle unità di lavoro dipendenti.

L’aumento dell’occupazione si accompagnerebbe a una crescita del monte salari e a un miglioramento delle retribuzioni lorde per dipendente (+0,7% e +0,6% rispettivamente nel 2019 e nel 2020).


2 Commenti

  1. Si magari i posti di lavoro ci sono pure, ma quanti di questi lavoratori sono assunti regolarmente? Quanti vengono pagati in nero? Quanti sono costretti a straordinari? Quanti sono vittime di mobbing e non possono neppure sostenere una causa perché devono portare il pane a casa e quindi si lasciano umiliare da colleghi e datori di lavoro, con pressioni psicologiche che li distruggono quotidianamente? Quanti lavoratori si vedono sorpassati dai raccomandati? Quanti di questi lavoratori occupati in realtà risultano tali sono perché hanno un contratto di collaborazione che gli fa guadagnare una miseria, ma intanto risultano OCCupati? Meditate gente, meditate!

  2. Occupazione in aumento… Sì, si parla sempre del fatto che non c’è lavoro e che gli stranieri ci fregano i posti di lavoro… Ma fatevi un bell’esame di coscienza. Quanti sono disposti a rimboccarsi le maniche e fare lavori stressanti? Quanti sono disposti ad andarsi a guadagnare il pane anziché chiedere i soldi a mammina e papino? Quanti sono i figli viziati che chiedono una cosa e appena sbattono i piedi a terra ottengono una carta di credito per acquistare e sperperare il denaro??? poi girano con iphone e si lamentano in continuazione? Quanti sono disposti a fare sacrifici e gavetta? Quanti hanno già la tavola bella e apparecchiata e non sanno mantenerla pulita, perché comporterebbe fare troppi sforzi? Quanti preferiscono andare in discoteca e divertirsi piuttosto che svegliarsi presto e lavorare? Si, il lavoro c’è… sono gli italiani che non vogliono lavorare e vorrebbero un posto di lavoro ed una sedia da scaldare.

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