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Detrazioni fiscali su antifurto e cassaforte

5 Dicembre 2019 | Autore:
Detrazioni fiscali su antifurto e cassaforte

Ci sono delle agevolazioni per il sistema di protezione della casa? Rientrano anche i sopralluoghi? E come funziona l’Iva agevolata?

Forse, anche tu avrai sentito parlare spesso della scarsa sicurezza che c’è nelle nostre città. Non passa giorno senza leggere sui giornali (soprattutto su quelli locali) di furti o rapine in appartamento. Le forze dell’ordine fanno quello che possono, ma non sempre è abbastanza. E allora è probabile che tu ti sia posto questa domanda: se lo Stato non mi garantisce la protezione di cui ho bisogno e ci devo pensare io a mie spese, perché proprio lo Stato non mi dà economicamente una mano? Se devo pagare un tecnico per far mettere a casa mia un impianto di allarme perché l’organico di Polizia e Carabinieri non è sufficiente a garantire la mia sicurezza, perché non mi viene scalata una percentuale da questa spesa? In realtà, c’è una legge che ti riconosce delle detrazioni fiscali su antifurto e cassaforte. Forse non è molto conosciuta, ma esiste.

Poniamo il caso di chi ha appena comprato una casa sprovvista di ogni sistema di sicurezza. Marito e moglie lavorano lontano da casa e hanno dei figli che, quando tornano da scuola, passano qualche ora da soli. La preoccupazione è lecita e la voglia di proteggerli pure. Vorrebbe, dunque, installare un sistema di antifurto e delle inferriate sugli infissi in modo da evitare qualche incursione che possa mettere in pericolo l’incolumità dei ragazzi.

Ci sono anche dei gioielli di famiglia da custodire e degli oggetti preziosi ereditati dai nonni da depositare in una cassaforte che, però, non c’è. Antifurto e cassaforte possono beneficiare delle detrazioni fiscali. Vediamo come.

Detrazioni su antifurto e cassaforte: cosa dice la legge

Come accennato, c’è una legge che prevede delle detrazioni fiscali su antifurto e cassaforte [1], alla quale bisogna aggiungere la Legge di Bilancio 2019 [2]. Che cosa dicono?

Dicono che ha diritto alle detrazioni chi sostiene delle spese in un edificio residenziale per effettuare degli interventi mirati a prevenire il compimento di atti illeciti da parte di terzi. Basta che l’immobile sia accatastato e sia stato acquistato prima di realizzare le citate opere. Ma non è necessario che si tratti di lavori di manutenzione straordinaria.

Infatti, la legge include le opere per la protezione della casa tra quelle di ristrutturazione edilizia per le quali viene riconosciuta la detrazione, insieme ad esempio alla realizzazione di box e di posti auto, all’isolamento acustico dell’edificio, alle misure antisismiche o all’abbattimento di barriere architettoniche.

Significa che si può beneficiare di una detrazione fiscale per mettere un impianto di allarme e per fare installare la relativa centralina, oltre che per mettere una cassaforte murata dove tenere custoditi gioielli, preziosi o documenti di particolare valore.

Più nel dettaglio, sono detraibili le spese per l’acquisto dei singoli componenti dell’antifurto (oltre alla centralina, anche i sensori, i rilevatori da installare su finestre o persiane, le telecamere, ecc.) e degli altri elementi per la protezione della casa, come la porta blindata, la cassaforte o le inferriate.

Inoltre, rientrano nell’agevolazione i servizi annessi e connessi, come il sopralluogo di un tecnico, la consulenza, la progettazione ed il collaudo dell’impianto.

Detrazioni su antifurto e cassaforte: come fruire delle detrazioni

Alle detrazioni fiscali su antifurto e cassaforte hanno diritto sia il proprietario dell’immobile sia l’inquilino o chiunque utilizzi l’impianto perché abita in quella casa.

Va da sé (ma tanto vale ricordarlo) che per usufruire delle detrazioni fiscali su antifurto e cassaforte occorre pagare con uno strumento tracciabile il tecnico o l’azienda che fa l’installazione. In particolare, bisogna farlo con bonifico bancario o postale indicando:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale di chi beneficia della detrazione;
  • la partita Iva di chi ha eseguito il lavoro.

Se il pagamento non verrà fatto in questo modo, addio detrazione.

Non è finita, però. Al momento di fare la dichiarazione dei redditi, occorrerà riportare l’importo delle spese sostenute e gli estremi catastali dell’immobile.

Va detto che se gli interventi realizzati danno diritto alla detrazione fiscale del 50% per ristrutturazione, c’è l’accesso al bonus mobili, cioè alla detrazione del 50% su un massimo di spesa di 10mila euro, purché i lavori siano iniziati dopo il 1° gennaio 2018 (non ci vuole una vita a mettere un impianto di allarme o una cassaforte).

È importante conservare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, nel caso in cui non ci sia bisogno di chiedere un’abilitazione al Comune. Non tanto per inviarla all’Agenzia delle Entrate (non è necessario) quanto per mostrarla nel caso in cui venisse richiesta per un controllo. Tale dichiarazione deve contenere la data di inizio dei lavori e la certificazione del fatto che le opere rientrano tra quelle che danno diritto alla detrazione fiscale.

Detrazioni su antifurto e cassaforte: l’Iva agevolata

Non solo detrazioni fiscali, ma anche Iva agevolata al 10% su antifurto e cassaforte. Entro certi limiti, però. L’Iva agevolata non si applica sul totale della spesa, ma sulla differenza tra quella per l’impianto ed il prezzo dei singoli componenti.

Hai speso 2.000 euro per tutto il sistema di antifurto. Il costo dei singoli componenti, però (sensori, telecamere, centralina, cablatura, rilevatori, ecc.) è stato di 1.200 euro. Su quest’ultima cifra (i 1.200 euro) pagherai l’Iva normale al 22%, mentre l’Iva agevolata al 10% verrà applicata sui restanti 800 euro (2.000 euro totali – 1.200 euro di materiale).


note

[1] Art. 16-bis Tuir DPR n. 917/1986.

[2] Legge n. 145/2018.

Autore immagine: 1223rf.com


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