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Decreto flussi: l’invio della domanda e le quote per l’immigrazione

29 luglio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 luglio 2013



Per aderire al decreto flussi, è necessario conoscere la procedura, la documentazione necessaria e la tempistica necessaria.

Il decreto flussi è un atto normativo con cui il governo stabilisce, ogni anno, quanti cittadini extracomunitari possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Nel decreto viene fissato il numero di posti disponibili, chiamati “quote”. La procedura è attivata dal datore di lavoro, che presenta una richiesta di “assunzione a distanza”, quando cioè ancora lo straniero non è entrato nel nostro Paese. Il datore di lavoro deve quindi attendere di sapere se la domanda inoltrata sia rientrata nel numero di “quote” disponibili. Questa attesa può durare anche alcuni anni.

In caso di esito positivo, lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilascia al datore di lavoro il nulla osta all’assunzione con la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato. Tale documentazione deve essere poi inviata dal datore di lavoro al lavoratore, nel suo Paese d’origine. Il cittadino extracomunitario, con la suddetta documentazione, deve recarsi presso il consolato italiano per ottenere il visto d’ingresso, indispensabile per entrare in Italia.

Entrato in Italia, lo straniero ha otto giorni di tempo per recarsi allo Sportello unico per l’immigrazione per sottoscrivere il contratto lavoro (contratto di soggiorno) e richiedere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

L’invio della domanda

Il datore di lavoro deve registrarsi sul sito internet del Ministero dell’Interno e scaricare uno specifico programma per la presentazione della domanda.

Si procede poi alla compilazione della domanda, che deve contenere:

1. le generalità del datore di lavoro e del lavoratore;

2. la caratteristiche del contratto che verrà stipulato tra le parti in base al CCNL di riferimento;

3. una dichiarazione in cui il datore di lavoro:

a. attesta che lo straniero ha la disponibilità di un alloggio rispondente ai requisiti igienico-sanitari e di abitabilità richiesti dalla legge;

b. si impegna a sostenere eventuali spese di rimpatrio;

c. si impegna a comunicare alle autorità preposte.

L’utente invia la domanda online tramite il sito del Ministero dell’Interno. Nel decreto flussi è indicata la data e l’ora dalla quale è possibile procedere all’invio. Queste informazioni sono fondamentali perché il numero di “quote” è limitato e le domande prese in considerazione saranno quelle pervenute prima della altre, fino all’esaurimento dei posti disponibili.

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