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Cosa succede se mi trovano con della droga?

5 Dicembre 2019 | Autore:
Cosa succede se mi trovano con della droga?

Detenzione sostanze stupefacenti: è sempre reato? Quando la droga è per uso personale? Quali sono le sanzioni amministrative per chi si droga?

Agli inizi degli anni Settanta, negli Stati Uniti, il presidente Nixon inaugurò quella che venne definita “La guerra alla droga”, ritenuta il vero pericolo per la salute pubblica. Da allora, i governi di tutto il mondo hanno posto in essere misure volte a impedire la diffusione delle sostanze stupefacenti, le quali sono, allo stesso tempo, causa di morti tra gli assuntori e di ricchezza illecita per gli spacciatori. In Italia, la legge punisce la cessione (gratuita o meno) della droga, non il suo consumo; può sembrare paradossale, ma chi compra la droga non è dunque perseguibile per legge, mentre lo è chi la vende. Detto ciò, proviamo a rispondere a questa domanda: cosa succede se mi trovano con della droga?

Mettiamo il caso che, mentre sei alla guida della tua autovettura, ti fermi la polizia e scopra che, all’interno dell’abitacolo, c’è una piccola bustina trasparente contenente della marijuana; oppure, immaginiamo che, a seguito di perquisizione domiciliare all’interno di un’abitazione ove vivono più persone, le forze dell’ordine rinvengano un modesto quantitativo di sostanza stupefacente. Cosa accede in questi casi? La polizia può procedere all’arresto? Quali sono i diritti di chi viene trovato con la droga? Se l’argomento ti incuriosisce e vuoi saperne di più, prenditi soltanto dieci minuti di pausa e prosegui nella lettura: scopriremo insieme cosa succede se ti trovano con della droga.

Drogarsi è reato?

Partiamo subito da una premessa, già vagamente accennata in apertura: in Italia, drogarsi non è reato. Ciò significa che, chi fa uso di sostanze stupefacenti, anche se colto in flagranza, non commette alcun delitto.

Diversa è la situazione, invece, nell’ipotesi in cui all’utilizzo di sostanze stupefacenti segua una condotta che, abbinata alla precedente assunzione, possa essere pericolosa: emblematico è il caso della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che costituisce reato a tutti gli effetti [1]. In questa ipotesi, ad essere punita non è l’assunzione della droga, bensì la successiva condotta di essersi posti alla guida di un veicolo, creando così un serio pericolo per sé e per gli altri.

Droga: quando è reato?

La legge italiana punisce severamente una serie di condotte diverse dall’uso personale di droga. La legge sanziona (con pene diverse, e per un massimo fino a venti anni di detenzione) una serie di condotte che riguardano le sostanze stupefacenti: si va dalla coltivazione alla produzione, dalla fabbricazione all’estrazione passando per la cessione, l’offerta, la distribuzione, il commercio e il trasporto di sostanze stupefacenti [2].

Il classico spaccio di sostanze stupefacenti rientra nella condotta della cessione, punita dalla legge anche se avvenuta a titolo gratuito: in altre parole, passare della droga a un amico costituisce reato anche se non la si vende.

Cosa succede se la polizia ti ferma con la droga?

Affrontiamo ora il tema principale di questo articolo: cosa succede se mi trovano con della droga? Detto in altri termini: cosa succede se la polizia ti ferma e ti trova con la droga? Non si può dare una risposta univoca a questa domanda, perché dipende dalla situazione concreta. Più nello specifico, possono aversi due situazioni diverse:

  • le modalità di detenzione della droga fanno presumere un uso personale della stessa. In questo caso, non ti potrà essere contestato alcun reato (a meno che non ti trovi in circostanze particolari, tipo alla guida di un’auto), ma potresti essere sanzionato in via amministrativa;
  • le modalità di detenzione della sostanza stupefacente inducono a pensare che essa sia destinata allo spaccio. In questo caso, possono scattare le manette.

Analizziamo singolarmente ciascuna ipotesi, cercando di fare chiarezza sugli aspetti più controversi.

Droga: quando è uso personale?

Affrontiamo la prima ipotesi indicata nel paragrafo precedente, e cioè che la polizia ti fermi e ti trovi con la droga, la quale però è destinata all’uso personale. Sorge spontanea una domanda: quando la droga è per uso personale? Facciamo degli esempi.

Tizio è nella sua auto e sta fumando uno spinello. Il veicolo è fermo, perfettamente parcheggiato. La polizia, incuriosita da un uomo che sosta in auto da lungo tempo, si avvicina e scopre che Tizio ha con sé della marijuana.

Caio, durante un party tenuto in casa di amici, assume della cocaina. A causa degli schiamazzi in piena notte, i vicini chiamano la polizia la quale, intervenendo per far abbassare il volume della musica, scopre che Caio ha con sé una bustina contenente droga.

Cosa succede se mi trovano con della droga? Come posso dimostrare che è per uso personale e, dunque, non sto commettendo alcun reato? Come detto, dipende dalle circostanze e, nello specifico, dalla quantità di droga di cui si è in possesso.

In altre parole, bisogna comprendere qual è la soglia entro la quale la sostanza di stupefacente che si detiene si presume destinata all’uso personale e non allo spaccio. In tal senso, ci aiutano le tabelle ministeriali [3] che stabiliscono il quantitativo di sostanza stupefacente che una persona può tenere con sé senza correre il rischio di essere accusato di spaccio.

Secondo la legge, la quantità massima (in termini di principio attivo) detenibile per evitare di incorrere in responsabilità penale è pari a:

  • 250 mg di principio attivo nel caso di eroina (circa dieci dosi);
  • 750 mg di principio attivo nel caso di cocaina (pari a circa cinque dosi);
  • 500 mg di principio attivo nel caso di cannabis, marijuana, hashish (equivalenti all’incirca a 35 – 40 spinelli confezionati);
  • 750 mg di principio attivo per Mdma (circa cinque pasticche di ecstasy);
  • 500 mg di principio attivo nel caso di Amfetamina (cinque pasticche);
  • 0,150 mg di principio attivo nel caso di Lsd (circa tre quadratini).

In pratica, chi viene trovato con tali quantità di droga (espressa in principio attivo), non può essere accusato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti poiché si tratta di dosi ritenute idonee all’uso personale.

Questa presunzione, tuttavia, può essere superata nel momento in cui il soggetto venga sorpreso in circostanza che, nonostante il modesto quantitativo, facciano presumere che la droga fosse destinata alla cessione: si pensi a colui che abbia già precedenti per spaccio, oppure a chi venga trovato in possesso dei classici strumenti che accompagnano la cessione, tipo il bilancino, il coltellino, la carta stagnola, bustine di plastica pronte per separare le dosi, ecc.

Droga per uso personale: ci sono sanzioni?

Nonostante l’uso personale della droga non costituisca reato, è possibile comunque irrogare delle sanzioni a colui che viene trovato in possesso della sostanza stupefacente. Secondo la legge, le sanzioni previste per chi viene trovato in possesso di sostanze stupefacenti sono:

  • sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
  • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
  • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
  • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario [4].

A queste ipotesi vanno aggiunte quelle specificamente previste dagli altri provvedimenti, come già anticipato sopra a proposito, ad esempio, della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Dunque, drogarsi non costituisce reato, se la detenzione è per uso personale; resta comunque una condotta punita a titolo di illecito amministrativo.

Droga: il reato di spaccio

Se la polizia ti ferma e ti trova con un quantitativo di droga superiore ai limiti indicati in precedenza, allora è molto probabile che tu venga fermato dalle forze dell’ordine, le quali presumeranno che le sostanze stupefacenti siano destinate allo spaccio.

Non è, dunque, necessario che si venga colti nel momento di cedere la droga per incorrere in reato: anche il semplice trasporto o la detenzione di sostanze stupefacenti costituisce reato, a meno che non sia per uso personale.

La legge dice che chiunque, senza autorizzazione governativa, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a euro 260mila euro.

Tuttavia, chiunque commette uno dei fatti appena descritti (coltivazione, produzione, ecc.) che, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità, è punito con le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da 1.032 a 10.329 euro.

Cosa succede se la polizia ti trova con la droga?

Tirando le fila di quanto detto sinora, volendo definitivamente rispondere alla domanda posta nel titolo dell’articolo («Cosa succede se mi trovano con della droga?»), se la polizia ti trova con la droga possono aversi due scenari diversi:

  • se il quantitativo è modesto ed è compatibile con un uso esclusivamente personale, il possesso della droga non integrerà alcun reato ma, al massimo, l’applicazione di una delle sanzioni amministrative sopra viste;
  • se il quantitativo è incompatibile con l’utilizzo personale, allora scatterà il reato di detenzione ai fini dello spaccio.

Quantità di droga superiore ai limiti: è sempre reato?

Nel caso in cui la polizia ti trova con della droga la cui quantità è superiore ai limiti fissati dalle tabelle ministeriali, non è detto che scatti automaticamente il reato. Secondo la giurisprudenza [5], se la quantità di droga detenuta supera di pochissimo il tetto dell’uso personale fissato dalle tabelle, è possibile applicare l’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, evitando così conseguenze negative al possessore.

Secondo i giudici, la condotta di colui che è trovato in possesso di droga è particolarmente tenue (e, dunque, non punibile) in relazione a una serie di circostanze, tipo l’occasionalità della condotta, l’esigua quantità di droga che supera di poco il limite concesso per l’uso personale, ecc.

Così, per esempio, se il superamento della soglia-limite è modesto e si tratta di droghe leggere, prima di presumere lo spaccio è indispensabile valutare l’eventuale stato di tossicodipendenza  o anche solo l’uso abituale di droga: in casi del genere, è molto probabile che la detenzione sia per uso personale.

In buona sostanza, dunque, il mero superamento della soglia stabilita dalla legge non è idoneo di per sé a integrare la condanna per spaccio.

Droga per uso terapeutico

Tutto quanto detto sinora non vale, ovviamente, nel caso di utilizzo si droghe per uso terapeutico. Tali sostanze possono essere prescritte dal medico solo quando i trattamenti convenzionali non danno risultati soddisfacenti o non sono più sufficienti a controllare i sintomi indotti da alcune patologie.

Ad esempio, la prescrizione di farmaci contenenti marijuana è frequente per alleviare dolori cronici di forte intensità dovuti alle sedute chemioterapiche oppure ogniqualvolta ci sia bisogno della terapia del dolore.

note

[1] Art. 187 cod. della strada.

[2] Art. 73, D.P.R. n. 309/90.

[3] D.M. dell’11 aprile 2006.

[4] Art. 75, D.p.r. 309/90.

[5] Cass., sent. n. 36447 del 27 agosto 2019.

Autore immagine: 123rf.com


3 Commenti

  1. Speravo di trovare qualcosa di più utile in questo articolo, peccato. Esempio con domanda per Mariano Acquaviva o per altri lettori. “Io non ho mai usato, spacciato, girato ad altri droga, nè frequentato spacciatori o consumatori. A casa mia non entra mai nessuno, tranne la donna delle pulizie. Un giorno, arrivano i carabinieri per una perquisizione domiciliare, dichiarando che c’è droga in casa e, magicamente, la trovano davvero. Io, che a me stesso sono innocente, a quel punto, come mi tutelo? E come faccio ad evitare le ingiuste sanzioni amministrative, giudiziarie ed economiche per un ingiusto sopruso altrui? Spero che Mariano Acquaviva, mi risponderà.

    1. Gent. Sig. Maurizio,
      innanzitutto La ringrazio per aver letto l’articolo. Proverò a risponderLe brevemente, anche se l’argomento è molto complesso e La invito a leggere un mio articolo che è di prossima pubblicazione dal titolo “Polizia trova droga in casa: come difendersi?” che riguarderà proprio alcuni aspetti del Suo quesito.
      Ai sensi dell’art. 103 d.P.R. n. 309/90, in tema di sostanze stupefacenti la polizia può effettuare perquisizioni domiciliari anche senza previo decreto autorizzatorio dell’autorità giudiziaria. Secondo la giurisprudenza, si tratterebbe di una perquisizione di tipo preventivo, per la quale la persona perquisita non ha nemmeno diritto a un avvocato.
      Ciò premesso, difendersi in un caso come quello da Lei esposto è davvero difficile; diciamo che, a seconda delle circostanze, si potrebbe sostenere che la droga sia del convivente o coinquilino (https://www.laleggepertutti.it/344894_droga-in-casa-quali-rischi-se-non-si-denuncia), ovvero che, attesa l’esiguità del quantitativo rinvenuto, non si può procedere penalmente perché l’uso personale non è reato.
      Se queste tesi non sono sostenibili (perché non corrispondono al vero oppure perché si è soli in casa), allora la strada si fa in salita, in quanto, in presenza di sospetta attività di narcotraffico, la polizia è tenuta a procedere all’arresto. Si avrà dunque diritto a nominare un avvocato e ad avere un colloquio con lui nel minor tempo possibile. Entro ventiquattro ore dell’arresto è data notizia al p.m., il quale può procedere a interrogatorio per verificare i presupposti dell’arresto, ovviamente dandone avviso all’avvocato. Entro quarantotto ore, invece, va fissata l’udienza di convalida innanzi al gip. E’ questa la sede più idonea per poter difendersi e ottenere, così, la non convalida dell’arresto e la restituzione della libertà.

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