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Ferie: il lavoratore propone il periodo, il datore di lavoro decide

29 luglio 2013


Ferie: il lavoratore propone il periodo, il datore di lavoro decide

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 luglio 2013



I lavoratori indicano all’azienda il periodo in cui intendono fruire delle ferie, mentre il datore di lavoro ha sempre l’ultima parola.

 

L’ultima parola sulla scelta dell’inizio delle ferie spetta sempre all’azienda: i dipendenti possono solo indicare il periodo in cui intendono fruire delle giornate di riposto, ma a disporre in via definitiva è il datore di lavoro. Così, nel caso in cui i lavoratori facciano di testa loro e chiudano anticipatamente il locale, possono essere condannati al risarcimento dei danni nei confronti dell’azienda. I danni possono essere parametrati ai mancati guadagni per la ditta.

È quanto emerge da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha confermato il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nei confronti di alcuni dipendenti che avevano anticipato i giorni della chiusura di una pizzeria, facendo perdere al datore di lavoro diverse migliaia di euro in termini di guadagni mancati. Gli stessi dipendenti sono stati condannati al pagamento di una somma, determinata in via equitativa, nella misura di un terzo/un quarto dei ricavi mensili stimati (complessivamente 12 mila euro).

Con la stessa sentenza, la Suprema Corte ha avuto modo di chiarire anche un’altra questione in materia di prova sullo svolgimento di straordinari lavorativi: l’orario di chiusura del registratore di cassa non fa fede per gli straordinari.

note

[1] Cass. sent. n. 18166/2013 del 26.07.2013.

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