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Pirateria digitale: rimozione delle lesioni al diritto d’autore su ricorso all’Agcom

29 luglio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 luglio 2013



Richiesta all’Autorità Garante di cancellazione dei contenuti caricati su Internet in violazione del diritto di autore: questa la misura delineata nello schema di regolamento appena varato dall’Agcom per la tutela del copyright su internet.

Ritorna, puntuale come un orologio svizzero, il tentativo dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (Agcom) di regolamentare i conflitti sul diritto d’autore per violazioni commesse su internet (in parole povere: la pirateria digitale).

Ce ne eravamo quasi dimenticati. Il problema dei download illegali di film e musica, che da un decennio occupa le agende degli Stati occidentali, era stato – negli ultimi mesi – messo da parte dal nostro Paese, alle prese con problemi più seri. Ma, in tempo di vacanze, evidentemente, secondo l’Agcom, il popolo è pronto ad affrontare questioni meno stringenti. Così torna a far capolino il famigerato “regolamento”, promesso e minacciato a più riprese dall’Autority, con cui si vorrebbero regolare – in via amministrativa e, quindi, fuori dalle aule dei tribunali – i conflitti sulle violazioni del copyright in rete.

Rimasto in bilico per molti mesi, criticato perché lesivo della privacy, della net neutrality, del diritto di manifestazione del pensiero, del diritto di accesso alla rete, del diritto alla difesa giudiziale innanzi a un organo terzo e imparziale, il vecchio schema di regolamento era caduto travolto da mille censure (anche quelle della stessa Agcom, che si era accorta di non avere i poteri per emettere un provvedimento di tale forza coercitiva).

Con l’ultimo schema, invece, che sarà posto a una consultazione della durata di 60 giorni (dovrebbe quindi terminare a fine settembre), l’Agcom, pur dimostrando di voler perseguire con fermezza le finalità di una rete “pulita”, sembra aver ammorbidito la linea.

Al di là della solita intempestività nella scelta del periodo (ancora una volta quello estivo) in cui porre alla consultazione il testo di regolamento – periodo in cui la gente è distratta da altre questioni – ecco come funziona il nuovo meccanismo “punitivo”.

Innanzitutto, il nuovo regolamento (dovremmo essere arrivati, ad occhio e croce, alla versione 3.0) sarà destinato ai gestori di pagine internet o di portali, ossia ai soggetti che esercitano attività di lucro. Restano fuori, dunque, i consumatori, cioè gli utenti finali che scaricano attraverso file torrent e peer to peer.

Il procedimento per la rimozione dei contenuti illeciti può essere avviato non prima che l’interessato (il titolare dei diritti d’autore violati) abbia inviato una richiesta scritta (si presume con PEC o raccomandata a.r.) al gestore della pagina internet con cui gli domanda la cancellazione del contenuto lesivo del proprio diritto d’autore.

Se, a seguito di ciò, l’opera non viene rimossa, l’interessato può rivolgersi all’Autorità Garante per le Comunicazioni ed inoltrare un’istanza con cui richiede la rimozione del contenuto lesivo.

L’Agcom non ha, a riguardo, alcun potere di avviare indagini d’ufficio, ma deve sempre attendere richieste delle parti.

A questo punto si attiva una fase di conciliazione: se l’uploader, il gestore della pagina internet o i prestatori di servizi si adeguano, l’Agcom archivia il procedimento. In caso contrario, il procedimento prosegue e il Garante adotterà tutti i provvedimenti che si renderanno necessari a tutela del diritto di autore.

L’Agcom potrà adottare uno dei seguenti provvedimenti:

– una rimozione selettiva delle opere digitali piratate;

– la disabilitazione dell’accesso alle medesime;

– il reindirizzamento automatico verso una pagina internet, appositamente redatta, delle richieste di accesso alla pagina internet su cui è stata accertata la presenza di opere digitali diffuse in violazione del diritto d’autore o dei diritti connessi.

Come anticipato in apertura, gli smanettoni della rete possono stare relativamente tranquilli: il nuovo regolamento 3.0 non si riferisce ai downloader e alle applicazioni e ai programmi per elaboratore attraverso i quali si realizzi la condivisione diretta tra utenti finali di opere digitali attraverso reti di comunicazione elettronica. Insomma, ad essere colpiti saranno solo i (grandi?) portali che ospitano link pirata.


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