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Lo sai che? Svelare i segreti e le confidenze di qualcuno è illecito?

Lo sai che? Pubblicato il 29 luglio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 luglio 2013

Chi diffonde informazioni altrui ricevute in confidenza è tenuto a risarcire il danno, anche morale, causato alla persona interessata.

 

È illecito svelare ad altri i fatti che qualcuno ci ha rivelato in confidenza?

Non esiste nessuna disposizione di legge che vieti espressamente e in generale la divulgazione dei fatti di cui si è venuti a conoscenza tramite confidenze personali. Tuttavia è possibile ricavare dalla attuale disciplina sulla privacy un implicito divieto applicabile a simili casi, ma solo in presenza di determinate condizioni.

Il Codice della privacy prevede che chiunque provochi a qualcuno un danno a causa del trattamento di dati personali è obbligato a risarcire il danno causato [1]. Il divieto è rivolto anche a chi tratta i dati altrui per fini esclusivamente personali [2].

La parola “trattamento” comprende anche l’acquisizione e la diffusione, con qualsiasi mezzo, di informazioni riguardanti una persona [3].

La legge obbliga quindi chiunque sia in possesso di informazioni personali altrui e le diffonda a risarcire all’interessato il danno così causato.

Pur non essendo previsto quindi un generale divieto di diffondere le informazioni confidenziali altrui, tuttavia quando ciò provoca un danno alla persona interessata questa ha diritto al risarcimento.

Il risarcimento può essere chiesto soltanto a condizione che si possa provare l’esistenza del danno, anche morale, e che tale danno sia conseguenza diretta (cosiddetto “nesso di causalità”) della diffusione di informazioni sul proprio conto.

Il nesso di causalità sussiste ovviamente soltanto nel caso in cui si tratti di informazioni confidenziali, che non siano quindi già note.

È bene ricordare infine che la comunicazione a più persone di informazioni che offendono la reputazione altrui costituisce reato di diffamazione [4].

L’eventuale divulgazione del segreto diventa, ovviamente, ancora più grave quando la persona che diffonde il messaggio è tenuta, in virtù della propria professione o carica, a rispettare il riserbo di terzi (si pensi, per esempio, al medico che diffonde notizie personali sullo stato di salute o sulle abitudini del proprio paziente).

note

[1] Art. 15 D.Lgs. n. 196/2003.

[2] Art. 5 D.Lgs. n. 196/2003.

[3] Art. 4 D.Lgs. n. 196/2003.

[4] Art. 595 cod. pen.


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1 Commento

  1. E quando la diffusione avviene nell’esrcizio si un diritto o nell’adempimento
    di un dovere ? Il giornalista che rivela le confidenze del politico, commette illecito ?

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