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Buoni pasto elettronici cosa sono

5 Dicembre 2019 | Autore:
Buoni pasto elettronici cosa sono

Come funzionano i ticket per il servizio sostitutivo di mensa, quando si possono utilizzare, quali caratteristiche, esenzione fiscale.

I buoni pasto elettronici, con tutta probabilità, a breve saranno sempre più utilizzati rispetto a quelli cartacei. In base a quanto emerge dal disegno di legge di bilancio, difatti, i ticket elettronici beneficeranno di un’esenzione fiscale e previdenziale sino a 8 euro giornalieri (l’attuale limite giornaliero di esenzione è pari a 7 euro), al contrario dei buoni cartacei, che saranno esenti sino all’importo giornaliero di 4 euro, e non più di 5,29 euro.

Ma i buoni pasto elettronici cosa sono e come funzionano? Quali sono le differenze rispetto ai voucher cartacei?

Per rispondere alla domanda dobbiamo innanzitutto capire che cosa sono i buoni pasto: si tratta di documenti di legittimazione che consentono al titolare di ricevere un servizio sostitutivo di mensa, di importo pari al valore facciale del buono stesso.

Questi buoni possono essere emessi sia in forma elettronica che cartacea. Una parte del loro valore non rientra nell’imponibile fiscale e previdenziale del lavoratore, cioè, in parole semplici, tra i compensi sui quali sono dovuti i contributi previdenziali e le imposte.

Il valore giornaliero che non rientra nell’imponibile, però, è più elevato per i buoni elettronici, che la normativa “favorisce” in quanto può essere controllato più facilmente il loro utilizzo.

Che cos’è il servizio mensa?

Il servizio mensa consiste nel mettere a disposizione dei lavoratori un pasto durante l’intervallo di lavoro; nel dettaglio, può essere realizzato non soltanto tramite la mensa aziendale interna (gestita dal datore di lavoro o affidata in appalto ad un’altra azienda), ma anche attraverso le seguenti modalità:

  • mensa esterna presso apposite strutture;
  • corresponsione ai lavoratori di buoni pasto pari a un determinato valore giornaliero, da utilizzare presso esercizi convenzionati;
  • corresponsione di un’indennità di mensa o di un’indennità sostitutiva di mensa.

Per servizi sostitutivi di mensa resi a mezzo dei buoni pasto, si intendono le somministrazioni di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo.

Quali caratteristiche devono avere i buoni pasto?

I buoni pasto:

  • consentono al titolare di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale del buono stesso;
  • consentono all’esercizio convenzionato di provare alle società emittenti di aver eseguito al prestazione (somministrazione/ vendita di alimenti e bevande);
  • possono essere utilizzati dai dipendenti, part time o full time, anche qualora l’orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto, e dai collaboratori;
  • non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare;
  • sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore facciale.

Quali sono i requisiti dei buoni pasto cartacei?

I buoni pasto cartacei devono riportare:

  • il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;
  • la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione;
  • il valore facciale espresso in valuta corrente;
  • il termine temporale di utilizzo;
  • uno spazio riservato alla apposizione della data di utilizzo, della firma del titolare e del timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;
  • la dicitura «Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare»[1].

Quali sono i requisiti dei buoni pasto elettronici?

Nei buoni pasto elettronici:

  • il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro, la ragione sociale e il codice fiscale della società di emissione, il valore facciale espresso in valuta corrente ed il termine temporale di utilizzo sono associati elettronicamente ai buoni in fase di memorizzazione, sul relativo carnet elettronico;
  • la data di utilizzo del buono pasto e i dati identificativi dell’esercizio convenzionato presso il quale si fruisce del voucher sono associati elettronicamente al buono stesso in fase di utilizzo;
  • l’obbligo di firma del titolare del buono pasto è assolto associando, nei dati del voucher memorizzati sul relativo supporto informatico, un numero o un codice identificativo riconducibile al titolare stesso;
  • la dicitura «Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare» è riportata elettronicamente.

Le società di emissione sono tenute ad adottare idonee misure antifalsificazione e di tracciabilità dei buoni [1].

Come sono tassati i buoni pasto?

Prima di capire qual è il regime di tassazione dei buoni pasto, cartacei ed elettronici, bisogna ricordare che il valore facciale del buono pasto comprende l’Iva prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo [2].

I buoni pasto cartacei sono esclusi dall’imponibile fiscale e previdenziale sino a 5,29 euro giornalieri, mentre i buoni elettronici sino a 7 euro. Dal 2020, le soglie di esenzione previste sono pari, rispettivamente, a 4 euro per i voucher cartacei ed a 8 euro per quelli elettronici (la disposizione, che emerge dal disegno di legge di bilancio 2020, deve però essere ancora confermata).

Le modifiche saranno verosimilmente applicate ai buoni pasto (cartacei ed elettronici) assegnati a partire dal 12 gennaio 2020: restano ferme le vecchie soglie di esenzione per i buoni assegnati fino al 31 dicembre 2019, secondo il principio di cassa allargato: i buoni pasto, e tutti i benefit in generale, si considerano, difatti, percepiti dal lavoratore quando il relativo valore entra nella sua «disponibilità giuridica».

Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate [3], comunque, l’esenzione dalla tassazione e dall’imposizione contributiva dei buoni pasto, sino alle soglie esposte (vecchie e nuove), vale soltanto quando i ticket sono offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di lavoratori.

In concreto, i buoni possono essere poi utilizzati anche solo dai dipendenti aventi diritto in base all’orario effettuato. Se i ticket sono offerti anche ai lavoratori part time che in teoria non ne avrebbero diritto, secondo quanto precisato dalle Entrate [3] sono comunque esenti da imposizione.

Card mensa aziendale diffusa

Non devono essere confusi con i buoni pasto elettronici le card ed i badge assegnati al dipendente per fruire del servizio di «mensa aziendale diffusa». Il servizio, per le modalità elettroniche di utilizzo della card, non è assimilabile al buono pasto ma permette un controllo immediato sull’utilizzo del beneficio fiscale. Sul punto, le Entrate [4] hanno precisato che le prestazioni rese attraverso la card non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, a prescindere dal superamento delle soglie limite giornaliere di esenzione.


note

[1] Art.4 DM 122/2017.

[2] Art.6 DM 122/2017.

[3] Circ. 188/E/1998; Circ.326/E/1997. Circ.118/E/2006.

[4] Ris. 63/E/2005.

Autore immagine: 123rf.com


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