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Congedo straordinario retribuito e ricovero del familiare

7 Dicembre 2019
Congedo straordinario retribuito e ricovero del familiare

Desidererei poter avere un chiarimento relativamente ai tempi e modalità per richiedere la fruizione del Congedo Straordinario Retribuito, durante il ricovero in struttura del familiare e la convalescenza dello stesso al proprio domicilio. Ad esempio: – ricovero d’urgenza dell’assistito in data odierna, -il familiare si assenta dal lavoro, quindi dovrà produrre una giustificazione, -quale in attesa dell’attivazione del provvedimento? -E da quando si deve far partire la richiesta del congedo, all’Inps? -Qualora si indichino decorrenza e scadenza del Congedo, se dovesse essere necessaria una proroga, cosa bisogna fare? Durante l’attivazione del Congedo straordinario retribuito, decade automaticamente la L. 104/92, (permessi)? si ripristina in automatico dopo la scadenza del beneficio? Per quanto riguarda invece i permessi mensili L. 104/92, qualora il familiare per necessità dell’assistito, calendarizza prestazioni sanitarie, come deve fare per programmare con l’azienda i gg. di assenza e cosa deve produrre a sostegno delle assenze?

In merito al congedo straordinario, ossia al congedo spettante ai lavoratori dipendenti familiari di persona gravemente disabile ai sensi della Legge 104 (art. 42 D.Lgs 151/2001), bisogna innanzitutto precisare che il beneficio spetta se l’assistito non è ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati. Gli aventi diritto possono però fruire del congedo anche in caso di ricovero se (circolare Inps 6 marzo 2012, n. 32):

  • i sanitari della struttura richiedono l’assistenza da parte di un genitore o di un familiare;
  • il disabile si trova in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
  • il disabile deve recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate.

Se la situazione non rientra in queste casistiche, l’assenza può essere giustificata come congedo non retribuito per gravi e documentati motivi familiari. A questo proposito, è bene ricordare che entrambi i periodi di congedo, straordinario retribuito, e per gravi e documentati motivi familiari non retribuito, rientrano nel limite massimo globale di 2 anni nell’arco dell’intera carriera, spettante a ciascun lavoratore.

Il congedo non retribuito, in particolare, può essere richiesto per gravi motivi relativi alla situazione personale:

  • propria o del convivente (se la convivenza risulta da certificazione anagrafica);
  • dei parenti o affini entro il 3o grado disabili (anche non conviventi);
  • dei seguenti soggetti (anche non conviventi):
    • coniuge (o parte dell’unione civile);
    • figli (anche adottivi) e, in loro mancanza, discendenti prossimi;
    • genitori e, in loro mancanza, ascendenti prossimi;
    • adottanti;
    • generi e nuore;
    • suocero e suocera;
    • fratelli e sorelle germani o unilaterali.

Per gravi motivi si intendono:

  • le necessità familiari derivanti dal decesso di uno dei soggetti sopra indicati;
  • le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o dei familiari nella cura o nell’assistenza dei soggetti sopra indicati;
  • le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;
  • le situazioni, riferite ai soggetti sopra indicati (con l’esclusione del richiedente), derivanti da patologie acute o croniche che:
    • determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, comprese le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
    • richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
    • richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

Il congedo può essere richiesto anche per il decesso del coniuge (anche legalmente separato), della parte dell’unione civile, di un parente entro il 2° grado (anche non convivente) o di un soggetto componente la famiglia anagrafica (convivenza risultante da certificazione anagrafica), per il quale il richiedente non abbia la possibilità di utilizzare i permessi retribuiti.

Tornando invece al congedo straordinario retribuito Legge 104, per quanto riguarda la domanda è necessario presentare all’Inps (in modalità esclusivamente telematica) – e in copia al proprio datore di lavoro – un’apposita istanza, allegando i documenti che attestano lo stato di handicap grave, per chi è dipendente del settore privato.

Se manca la certificazione da parte dell’apposita commissione medica dello stato di handicap grave, nonostante sia stata presentata la relativa domanda da oltre 45 giorni, è possibile presentare un certificato rilasciato da un medico della ASL specialista nella patologia denunciata. Questa certificazione è efficace fino all’accertamento definitivo, ma deve specificare la diagnosi e le difficoltà socio-lavorative, relazionali e situazionali che la patologia determina.

Se invece è rilasciata una certificazione provvisoria rilasciata dalla commissione medica integrata, quest’ultimo documento può essere preso in considerazione anche prima dei 45 giorni dalla domanda di riconoscimento di disabilità grave, e ha validità fino all’emissione del provvedimento definitivo.

In caso di patologie oncologiche, la certificazione provvisoria è valida dopo 15 giorni dalla domanda presentata alla commissione medica integrata e ha efficacia fino all’accertamento definitivo.

Se, però, la certificazione definitiva non accerta la disabilità grave, l’Inps procede al recupero del beneficio eventualmente già fruito.

La documentazione necessari all’istruttoria deve essere allegata alla domanda in formato digitale, seguendo le istruzioni indicate nella procedura telematica, oppure presentata alla sede Inps competente (allo sportello o spedita per posta), unitamente alla ricevuta dell’invio telematico della domanda (Circ. Inps 30 dicembre 2011 n. 171).

La domanda di congedo straordinario deve essere presentata attraverso uno dei seguenti tre canali (Circ. INPS 30 dicembre 2011 n. 171):

  • servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin dispositivo Inps, Spid o carta nazionale dei servizi, attraverso il portale dell’Inps, seguendo il percorso: “Prestazioni e servizi/ Indennità per congedi straordinari (assistenza familiari disabili)”;
  • patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • call center Inps, al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.

Per i lavoratori del settore privato, non è necessario presentare un’apposita domanda di autorizzazione al congedo straordinario legge 104 al datore di lavoro, ma è sufficiente inoltrare una copia dell’istanza inviata all’Inps. Alcune aziende richiedono comunque l’invio di una richiesta: non esiste un modello prestabilito di domanda, in quanto la forma è libera, non essendo questa obbligatoria.

Nel caso in cui il datore di lavoro richieda l’istanza, è necessario indicare i dati del lavoratore, quelli del disabile, il legame di parentela esistente (unitamente all’assenza di altri familiari disponibili), l’impegno a prestare la propria opera di assistenza ed a comunicare ogni variazione, nonché allegare la certificazione dell’handicap ed altra documentazione necessaria a seconda della situazione.

Per i dipendenti pubblici, la circolare Inpdap del 10 gennaio 2002, n. 2 prevede che la domanda debba essere inoltrata all’amministrazione od ente di appartenenza, e che gli interessati abbiano diritto ad usufruire del congedo entro sessanta giorni dalla richiesta.

La circolare Inpdap del 28 dicembre 2011, n. 22 ribadisce che la domanda per ottenere il beneficio vada inoltrata all’Amministrazione o ente datore di lavoro di appartenenza. Nella Pubblica Amministrazione, la domanda va presentata al dirigente responsabile individuato dall’ente (in alcuni enti la competenza è attribuita l’Ufficio personale e risorse umane, in altre realtà è attribuita direttamente al responsabile dell’unità o del servizio cui afferisce il dipendente). Il compito di valutare la correttezza formale e sostanziale della domanda e di concordare l’articolazione della fruizione dei congedi, se frazionata, è una responsabilità del dirigente.

Alla domanda deve essere allegato il certificato di handicap grave (art.3 comma 3 Legge 104/92) relativo alla persona da assistere. Nello specifico, normalmente i dati richiesti da inserire nella domanda sono lo stato di handicap del familiare da assistere, il grado di parentela, dati anagrafici del richiedente e del familiare da assistere, la convivenza (per il coniuge, fratello/sorella, figlio, parente o affine entro il 3° grado) della persona da assistere.

Anche per il settore pubblico, comunque, ad oggi non è previsto un modulo di domanda “prestampato tipo” per effettuare la richiesta di congedo straordinario.

Bisogna in ogni caso precisare che l’azienda, o l’amministrazione da cui si dipende, non ha discrezionalità in merito alla concessione del congedo, ma può esclusivamente verificare in concreto l’esistenza dei presupposti per la sua fruizione (Circ. Inps 29 aprile 2008 n. 53).

Per quanto riguarda la durata del congedo, questo può essere richiesto solo per periodi successivi alla presentazione della domanda. Il lavoratore ha diritto a usufruire del congedo entro sessanta giorni dalla richiesta, sia nel settore pubblico che in quello privato: per la precisione, il congedo straordinario e le relative prestazioni decorrono dalla data indicata sulla domanda, salvo diversa indicazione del datore di lavoro, ma il lavoratore ha comunque diritto a fruirne entro 60 giorni dalla richiesta

Il congedo può essere concesso per un massimo complessivo di due anni (tra tutti gli aventi diritto) per ogni familiare disabile assistito e nel limite di due anni per ogni singolo lavoratore dipendente. In caso di lavoro part time verticale non è possibile usufruire del congedo durante le pause di sospensione contrattuale (giornate in cui il contratto part time non prevede l’attività lavorativa). I periodi di congedo possono essere fruiti in modo frazionato. Se non c’è ripresa di lavoro tra un periodo e l’altro di congedo, il sabato (in caso di settimana corta) e la domenica compresi tra i due periodi saranno conteggiati come congedo straordinario.

Il richiedente deve comunicare tempestivamente, e in ogni caso nel termine di 30 giorni dall’avvenuto cambiamento, le eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni inizialmente dichiarate, sia all’Inps che al datore di lavoro, in particolare:

  • il ricovero a tempo pieno della persona disabile in situazione di gravità;
  • la revisione del giudizio di gravità della situazione di disabilità da parte della competente Commissione Medica Integrata ASL/Inps (art. 20, legge n. 102 del 03.08.2009) o comunque la cessazione della validità del riconoscimento della disabilità in situazione di gravità;
  • le modifiche ai periodi di congedo richiesti;
  • l’eventuale decesso del disabile in situazione di gravità.

In pratica, è necessaria una nuova istanza all’Inps e al datore di lavoro, nel caso in cui si voglia posticipare la scadenza del congedo. Per i dipendenti pubblici, è sufficiente l’istanza all’amministrazione di appartenenza.

Una nuova istanza va presentata anche nelle more della revisione della certificazione legge 104. Come chiarito nella circolare Inps 127/2016, è infatti tenuto a presentare nuova domanda il lavoratore che, nel periodo compreso tra la scadenza del verbale e il completamento dell’iter di revisione, desideri fruire del Congedo straordinario, in quanto si tratta di una prestazione richiesta al bisogno, per periodi determinati di tempo.

Per quanto riguarda, poi, la compatibilità con i permessi legge 104, come chiarito al punto 7 della circolare Inps 64/2001, non è possibile fruire del congedo straordinario e dei permessi art. 33 legge 104/92, per lo stesso disabile nelle stesse giornate; i due benefici possono essere percepiti nello stesso mese ma in giornate diverse (come chiarito anche nella circolare Inps 53/2008); il verificarsi per lo stesso soggetto di altri eventi che potrebbero giustificare l’astensione dal lavoro durante la fruizione del congedo non determina l’interruzione del congedo stesso.

Per quanto riguarda, infine, la calendarizzazione dei permessi legge 104, è bene sapere che il datore di lavoro può chiedere al lavoratore che assiste il disabile una programmazione dei 3 giorni di permesso mensile, a condizione che (Risp. Interpello Min. Lav. 27 gennaio 2012 n. 1):

  • il lavoratore sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • non venga compromesso il diritto del disabile ad avere una effettiva assistenza;
  • tale programmazione segua criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze.

Il lavoratore può comunque modificare unilateralmente la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data (le esigenze di assistenza e di tutela del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze organizzative imprenditoriali: Risp. Interpello Min. Lav. 6 luglio 2010 n. 31).

A sostegno delle assenze calendarizzate non va prodotta documentazione aggiuntiva rispetto a quella già prodotta per ottenere l’autorizzazione ai permessi Legge 104. Eventualmente, può essere opportuno presentare la documentazione relativa alle prestazioni sanitarie a favore del disabile, nell’ipotesi in cui sia necessario modificare le giornate di permesso programmate in precedenza. Per i dipendenti pubblici sarebbero dovute entrare in vigore particolari procedure relative alla programmazione dei permessi, ma ad oggi non sono ancora operative.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla Dott.ssa Noemi Secci, Consulente del lavoro.



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