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Come far fruttare i soldi

5 Dicembre 2019
Come far fruttare i soldi

Investimenti più convenienti e sicuri: dal mercato mobiliare a quello immobiliare è sempre bene guardarsi attentamente dai falsi miti di guadagno facile.

Chi non vorrebbe vivere spensierato, godendosi i propri soldi, senza lavorare? Una simile fortuna è concessa solo a chi ha un capitale da parte da far fruttare. E seppure è vero che «chi si accontenta gode» e che – in determinate zone d’Italia – una persona può arrabattarsi con mille euro al mese, per mettere in moto il circolo virtuoso di una rendita è sempre necessario una somma di partenza che possa generare frutti. 

Chi, invece, non vuol rinunciare alla fortuna del lavoro e, tuttavia, nello stesso tempo, ha dei risparmi da investire, potrebbe chiedersi quale sia il modo migliore per impiegare il proprio denaro e aggiungere, allo stipendio, un ulteriore sostengo economico. Insomma, come far fruttare i soldi?

Rispondere a una domanda del genere non può fare i conti con il contesto economico-politico in cui ci troviamo. Da un lato, la forte crisi con svalutazione degli investimenti, dall’altro l’enorme pressione fiscale non consentono di trovare soluzioni miracolose. Il più delle volte, chi non vuol rischiare, deve accontentarsi di contrastare l’inflazione, almeno se pensa a forme di investimento mobiliare (azioni, obbligazioni, fondi pensione). 

Se si volge lo sguardo al mercato immobiliare, le cose non vanno meglio: la proprietà è oggi al centro di numerose patrimoniali e sostenere una seconda casa è diventato un lusso. L’immobile può diventare un investimento solo nella misura in cui lo si valorizzi con attività commerciali come affittacamere o bed & breakfast. Detto senza peli sulla lingua, il classico affitto non è più un sistema proficuo per far fruttare un capitale.

Ma allora come far fruttare i soldi? Voglio darti qualche suggerimento. Non quelli che improvvisati maghi della finanza dispensano su internet, promettendo la resurrezione dalle paludi del debito. Si tratta di consigli spiccioli, quelli che potrebbe darti il tuo consulente fiscale e che, alla fine dei conti, si rivelano quasi sempre i più preziosi. 

Insomma, non aspettarti, leggendo questo articolo, di scoprire come trasformare il metallo in oro.

Prima di chiederti come far fruttare i soldi, vorrei che ti facessi un’altra domanda: a cosa ti servono questi soldi “in più” che stai cercando? A seconda, infatti, del tipo di investimento al quale ti rivolgi, dovrai orientarti verso una diversa soluzione. Ad esempio, se stai cercando un supporto alla pensione dovrai pensare a investimenti a lungo termine, passando in rassegna alcuni dei più tradizionali strumenti finanziari che propone il mercato. Se, invece, vuoi un sostegno al tuo reddito mensile, dovrai privilegiare altre alternative che ti consentano, peraltro, di mantenere liquido il tuo capitale e di spostarlo rapidamente da una forma all’altra.

I principi degli investimenti

Esistono due principi che il piccolo o il grande risparmiatore deve tenere a mente nel momento in cui decide di fare fruttare un capitale.

La prima cosa che devi sapere è che, quando si fa un investimento, devi sempre mantenere una parte del tuo capitale in forma “liquida”. Non puoi cioè immobilizzare tutto il tuo denaro in un solo progetto. Questo perché, in caso di necessità, il disinvestimento affrettato potrebbe comportare una perdita superiore al guadagno (si pensi a chi, dovendo sostenere una spesa per un intervento medico urgente, è costretto a svendere al più presto la propria casa).

Quindi, devi saper dosare le tue risorse e non utilizzarle tutte insieme. La percentuale del denaro da conservare in liquidi può variare a seconda del capitale e può partire dal 15-20% fino al 35-40%.

Il secondo principio che ogni investitore sa a memoria è la diversificazione. Visti i tempi che corrono, la crisi e i rapidi fallimenti di interi settori economici, ma non in ultimo la facilità con cui i governi cambiano colore e orientamento – e, quindi, anche politica fiscale – è sempre bene non concentrare tutti i propri denari in un solo tipo di investimento. Se infatti questo dovesse, d’un tratto, rivelarsi fallimentare, si potrà contenere la perdita.

Ad esempio, se intendi avviare degli investimenti di tipo mobiliare, sappi diversificare il tuo portafoglio acquistando in parte titoli di stato e in parte obbligazioni private. 

Come far fruttare i soldi per integrare la pensione

Se stai pensando a una forma di investimento a medio-lungo termine (a seconda dell’età lavorativa che hai) e intendi integrare la tua pensione, sicuramente la forma più conveniente è il PIP ossia il programma integrativo pensionistico, più comunemente noto come pensione integrativa. 

Questo strumento, che si acquista presso le normali compagnie assicurative o presso le banche, ti dà innanzitutto un grosso vantaggio di natura fiscale: la deduzione fino a 5.164 euro annui. In pratica, dal reddito che andrai a dichiarare e su cui verrà applicata l’aliquota relativa al tuo scaglione si sottrarranno i soldi che hai destinato alla pensione integrativa. 

Il vantaggio del pip è immediato: paghi meno tasse e, in un certo senso, ti consente di avere più soldi a tua disposizione. È, quindi, già una forma di guadagno. In più ti consente di integrare la tua pensione. Non sarai certo ricco: se utilizzi tutto l’ammontare detraibile, otterrai solo poche centinaia di euro al momento in cui smetterai di lavorare. Ma è sempre meglio di niente, specie in un momento della propria vita – la vecchiaia – in cui si è sempre più deboli.

Il pip ha uno svantaggio: se anche è vero che sei tu a decidere quanto versare di anno in anno, potendo anche interrompere i pagamenti o pagare un anno meno degli altri, è anche vero che non puoi più utilizzare il denaro investito prima della pensione (salvo particolari eventi come acquisto della prima casa per te o i tuoi familiari oppure grandi interventi chirurgici). Insomma, la pensione integrativa funziona un po’ come il Tfr per il quale si può chiedere un anticipo durante il lavoro. 

Il pip, come anticipato, è un investimento non particolarmente redditizio se stai pensando a garantirti una serena terza età. Se, quindi, intendi far fruttare meglio i tuoi soldi, puoi accompagnare alla pensione integrativa un altro tipo di investimento pensionistico, più elastico del pip. La banca o la tua assicurazione sapranno consigliarti cosa è meglio, ma sarà sempre opportuno rivolgesti ad istituti affidabili e con una storia alle spalle. Non fidarti, quindi, di piccoli broker o di banche locali. 

Alcuni pensionati spostano la residenza all’estero per avere un regime fiscale più conveniente. Si tratta, il più delle volte, di vere e proprie elusioni fiscali da sconsigliare. 

Come far fruttare il patrimonio immobiliare

Un altro modo per far fruttare i soldi è l’investimento immobiliare che, come detto sopra, si concretizzi in vere e proprie attività commerciali. L’affitto può essere sufficiente a garantirti il denaro per pagare le imposte collegate al mattone, le spese condominiali e gli interventi per la manutenzione dell’immobile, ma non credere di fare affari con gli inquilini che spesso, dopo essere divenuti morosi, scappano senza lasciare tracce (nella peggiore delle ipotesi, dovrai anche pagare un avvocato per eseguire lo sfratto e attendere molto tempo).

Se hai tempo a disposizione e vivi in una città turistica, puoi valutare di fare un piccolo investimento sulla tua casa trasformandola in un B&b o in una struttura “affittacamere”. Anche se vivi in condomino non vi sono divieti di sorta, salvo il regolamento – che, a tal fine, deve essere approvato all’unanimità – non contenga un espresso divieto.  

Di recente, si stanno sviluppando i cosiddetti co-working: strutture ove è possibile affittare una camera a uso ufficio per un tempo limitato (un’ora, un giorno, un mese). Devi, però, dotare ogni singolo angolo degli strumenti che possono servire per il lavoro come un computer, un telefono fisso, le prese elettriche con gli attacchi per i caricatori dei cellulari, una o più scrivanie, un tavolo riunioni, uno schermo per le videoproiezioni. 

Come far fruttare il denaro acquistando titoli e azioni

Come anticipato in partenza, gli investimenti mobiliari in azioni sono i più rischiosi per chi non si sa muovere in questi ambienti. È sempre bene avere un valido consulente oltre a quello offerto dalla banca che, essendo parte in causa, ha un interesse a suggerire alcuni titoli piuttosto che altri. 

Al momento dell’acquisto dei titoli, il funzionario della banca deve sempre domandare al consumatore che livello di rischio intende accettare: ad un rischio elevato corrispondono (potenziali) guadagni più alti e viceversa. Per dormire tranquilli bisognerebbe scegliere dei profili di rischio molto bassi, delle obbligazioni a breve termine o dei Bot e Btp. Queste forme di investimento, però, non consentono certo di vivere di rendita ma tutt’al più integrano lo stipendio o la pensione. 

Leggi anche Come vivere di rendita.

Anche se oggi va molto di moda, accentuato da falsi miti di ricchezza improvvisa, il trading online è molto pericoloso per chi non ha pratica di questo strumento. A questo punto, tanto vale farsi suggerire dalla propria banca che, tutt’al più, se non sarà stata precisa nell’indicare il fattore di rischio al proprio cliente, sarà tenuta a risarcirgli il danno per le perdite economiche subìte. 

Investimenti in crowdfounding 

Il web offre la possibilità di investire i propri soldi in startup o altre piccole aziende che cercano capitale di rischio con cui crescere. È il crowdfounding, una delle forme di investimento più rischiose che ci siano. Il controllo è minimo e, il più delle volte, non si sa mai con chi si ha a che fare. Nessun consulente finanziario potrebbe suggerire un investimento di questo tipo, a meno che non si abbia una forte fiducia nell’imprenditore. Ma anche qui c’è sempre un fattore di enorme rischio: la mutevolezza del mercato. 

Risparmi sul conto corrente

Mantenere i propri risparmi sul conto corrente non può considerarsi un metodo per far fruttare i soldi. Quasi tutte le banche non riconoscono più gli interessi attivi sul deposito e, laddove succeda il contrario, l’importo è talmente basso da non poter contrastare l’inflazione. A ciò bisogna poi aggiungere le spese di tenuta del conto e l’imposta di bollo. 

Insomma, lasciare i soldi in banca è il modo militare per veder svalutare il proprio patrimonio di anno in anno. Leggi La tassa nascosta sui conti correnti.

Al netto dell’inflazione – sempre lei – il rendimento di un conto corrente o di un conto deposito è praticamente zero o poco più. Volendo restare su questo tipo di investimento, bisognerebbe puntare su un conto deposito online che offra un rendimento lordo di almeno l’1%, visto che il tasso di inflazione oggi è allo 0,9%. Purché non si sia vincolati ad avere con quella banca un normale conto corrente: in questo caso, ci sarebbe da valutare rendimenti e spese da sostenere, oltre a quello che si porta via il costo della vita.

Stesso discorso vale per il conto alla posta e per i libretti postali. Un libretto ordinario rende lo 0,01% lordo, da cui bisogna togliere imposte del 26% sugli interessi e un altro 2% di bollo se il deposito medio supera i 5mila euro.

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