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Quanto possono pignorarmi se ho in corso cessione e delega?

7 Dicembre 2019
Quanto possono pignorarmi se ho in corso cessione e delega?

Sono un dipendente pubblico. Ho in corso una cessione del quinto dello stipendio ed una delega di pagamento. Quanto possono pignorarmi nel caso in cui ricevessi un atto di pignoramento?

Occorre dire innanzitutto che, essendo lei dipendente pubblico, trovano applicazione le norme del decreto del Presidente della Repubblica n. 180 del 5 gennaio 1950.

In base all’articolo 68, 2° comma, del predetto decreto n. 180 del 1950 se la cessione del quinto dello stipendio del dipendente è stata già notificata, i successivi pignoramenti sono consentiti solo per la differenza tra la metà dello stipendio (al netto delle ritenute per oneri fiscali) e la quota già ceduta dal lavoratore, fermo restando i limiti previsti dall’articolo 2 dello stesso decreto per i singoli pignoramenti.

Questo vuol dire che se lo stipendio al netto di trattenute per oneri fiscali è pari a 100 e c’è già stata una cessione del quinto (pari a 20) il successivo pignoramento non potrà superare la differenza tra metà dello stipendio netto (50) e la quota già ceduta (pari a 20) e cioè non potrà essere superiore a 30, ma si potrà arrivare a pignorare fino a 30 solo nel caso in cui il pignoramento avvenga per crediti alimentari o per concorso di crediti alimentari e crediti di altra natura.

Se invece, come pare essere il suo caso, il pignoramento non avverrà per crediti alimentari e non c’è nemmeno in vista un concorso tra un pignoramento alimentare ed un pignoramento per crediti “ordinari”, allora il pignoramento che le sarà notificato non potrà comunque superare il limite del quinto dello stipendio netto (in sostanza coesisteranno cessione del quinto più pignoramento del quinto).

Infine la possibilità di sottrarre l’importo della delega dalla somma pignorabile, in base agli articoli 58 e 69 del decreto n. 180 del 1950, esiste solo per le deleghe di pagamento delle quote del prezzo o della pigione relativi ad alloggi popolari o economici costruiti da enti o società in base al regio decreto n. 1165 del 1938.

Perciò solo se la sua delega di pagamento è avvenuta con riferimento al prezzo o alla pigione di alloggi popolari ed economici, il suo importo potrà essere preso in considerazione per il calcolo dell’importo pignorabile dello stipendio.

Se, invece, la sua delega di pagamento è avvenuta per altra causa (non per il prezzo o pigione di alloggi popolari o economici) allora l’importo della delega non potrà essere sottratto dallo stipendio e sarà compreso nell’ammontare pignorabile.

Riassumendo:

  • se la sua delega rientrasse tra quelle indicate (cioè quelle per il pagamento di prezzo o pigione di alloggi popolari o economici) il concorso di essa con la cessione non può superare il limite massimo della metà dello stipendio e, quindi, sarebbe pignorabile solo la differenza tra metà dello stipendio netto e sommatoria di cessione e delega;
  • se la sua delega invece non rientrasse tra quelle indicate, allora l’importo della delega non potrà essere sottratto alla parte pignorabile ed il pignoramento che le sarà notificato non potrà superare il limite del quinto dello stipendio netto (in sostanza coesisteranno cessione del quinto più pignoramento del quinto).

Non esiste infine, a differenza dei trattamenti pensionistici, un minimo vitale impignorabile per gli stipendi fissato per legge.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Angelo Forte



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