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Cartella esattoriale: notifica

5 Dicembre 2019
Cartella esattoriale: notifica

Quando impugnare una cartella esattoriale per difetto di notifica. La sanatoria dei vizi per raggiungimento dello scopo dell’atto. 

Uno dei principali motivi di ricorso contro le cartelle esattoriali e i successivi atti di esecuzione forzata è il difetto di notifica ossia la consegna della raccomandata a un indirizzo sbagliato o la violazione delle procedure imposte dalla legge. Esistono, infatti, delle regole rigide sulla notifica della cartella esattoriale che, se non rispettate, danno luogo a nullità dell’intero procedimento di riscossione. 

Attenzione però: a fronte di tanta forma, è prevista una soluzione “di sostanza” volta a evitare che il minimo errore del postino possa pregiudicare la riscossione delle imposte: se, nonostante il vizio, la notifica raggiunge il suo scopo, e quindi l’atto entra nelle mani del contribuente, la nullità si sana e non è più possibile contestarla.

Per capire, quindi, quando e come opporsi alla pretesa di pagamento dell’Agente per la riscossione esattoriale, è bene prima sapere come si notifica la cartella di pagamento.

Di tanto parleremo in questo articolo: parleremo cioè di come e dove vanno notificate le cartelle esattoriali. Dall’analisi delle norme previste dalla legge potrai farti un’idea dei casi in cui conviene presentare un’opposizione per difetto di notifica e sostenere una causa dinanzi al giudice. Ma procediamo con ordine. 

Il principio di raggiungimento dello scopo

Prima di parlare di come avviene la notifica della cartella esattoriale è necessario approfondire la questione della sanatoria dei vizi di nullità della notifica di cui abbiamo frettolosamente parlato in apertura di questa guida. 

Detta sanatoria si verifica quando la cartella, nonostante l’errore commesso nella procedura di notifica, giunge comunque nelle mani del suo destinatario. Si dice, in tali casi, che «la notifica ha raggiunto il proprio scopo» e, pertanto, il vizio si sana. Facciamo un esempio per comprendere meglio l’orientamento che, sul punto, sposa la giurisprudenza ormai unanime. 

Marco riceve una cartella esattoriale al suo vecchio indirizzo dove non vive più da diversi anni e dove, al momento, c’è solo la madre. L’anziana donna, credendo di fare un piacere al figlio, accetta la raccomandata garantendo al postino di consegnarla personalmente a Marco. Senonché, Marco, che non intende pagare, propone ricorso contro la cartella, sostenendo che la notifica è avvenuta a un indirizzo diverso dalla sua residenza. Il giudice, però, gli dà torto: seppure è vero che l’esattore ha sbagliato luogo di spedizione, è anche vero che Marco ha la cartella in mano (senza la quale, del resto, non avrebbe potuto presentare opposizione), il che conferma che ne ha preso visione. Se solo avesse voluto, Marco avrebbe potuto contestarla nel merito. Insomma, il contribuente è venuto, in un modo o nell’altro, a conoscenza della pretesa tributaria e il suo diritto costituzionale alla difesa non è stato, quindi, pregiudicato. 

La sostanza – ossia il fatto che la notifica ha comunque raggiunto il suo scopo – prevale sulla forma.

Questo significa che se vieni a conoscenza di una notifica errata, se fai ricorso stai ammettendo che la cartella è entrata in tuo possesso e perderai la causa. 

L’unica soluzione, in casi del genere, è “fare finta di nulla”, ossia non presentare opposizione contro la cartella notificata in modo non corretto, per poi contestare il successivo atto notificato dall’Esattore. Contro quest’ultimo potrai opporre di non aver mai ricevuto alcuna precedente cartella, condizione questa di validità dell’intero procedimento.

Nell’esempio di poc’anzi, Marco, anziché impugnare la cartella esattoriale notificata a casa della madre, lascia trascorrere il tempo. Dopo un anno, Marco riceve – questa volta al nuovo indirizzo – una intimazione di pagamento da parte dell’Esattore con cui gli anticipa il fermo auto se non pagherà le somme già ingiunte nella precedente cartella. In tale caso, Marco si decide a impugnare il nuovo atto, sostenendo di non aver mai avuto conoscenza della cartella. Qui, il giudice dovrà dargli ragione perché non v’è prova della sua firma sul registro delle raccomandate del postino. Marco, dunque, vincerà la causa e non dovrà pagare più nulla.

A chi deve essere notificata la cartella esattoriale?

La notifica deve essere effettuata al debitore e ai coobbligati in solido col debitore principale. I coobbligati in solido sono:

  • sostituti di imposta;
  • soggetti che dichiarano congiuntamente: le persone i cui redditi sono stati cumulati per l’accertamento dell’Irpef con quelli del soggetto iscritto a ruolo, rispondono in solido con questi per il pagamento dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi, iscritti a nome di quest’ultimo. Questa ipotesi si verifica per lo più nel caso di coniugi che abbiano presentato congiuntamente la dichiarazione dei redditi mediante il Modello 730. Gli accertamenti sono effettuati a nome di entrambi i coniugi e notificati al dichiarante;
  • eredi del contribuente: rispondono in solido fra di loro delle obbligazioni tributarie del defunto, escluse le sanzioni, amministrative e penali, che non sono trasmissibili. In effetti, gli eredi, piuttosto che responsabili d’imposta altrui, sono responsabili in proprio. Ciò è dovuto al fatto che, se l’erede accetta l’eredità, il suo patrimonio si confonde con quello del defunto ed egli, pertanto, risponde dei debiti ereditari – compresi quelli tributari – con tutti i propri beni. Pertanto, l’erede risponde dei debiti anche se sono superiori all’attivo ereditario. Egli può sottrarsi a tale rischio rinunciando all’eredità o accettandola con beneficio d’inventario;
  • soci di società di persone: ad eccezione dei soci accomandanti delle s.a.s., rispondono in solido con la società delle obbligazioni sociali, quindi anche dei debiti tributari. Pertanto, dopo l’iscrizione a ruolo per il debito relativo al reddito della società, l’atto di imposizione può essere notificato anche direttamente al socio, che subisce il pignoramento del debito qualora il creditore non riesca a soddisfarsi sul patrimonio sociale;
  • liquidatori, amministratori e soci di soggetti IRES: dal 13 dicembre 2014, rispondono in proprio del pagamento di tutte le imposte (non solo Ires), se non provano di aver soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione di beni ai soci o associati, ovvero di avere soddisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari: a) i liquidatori che non versano, con le attività della liquidazione, le imposte dovute per il periodo della liquidazione e per quelli anteriori; b) gli amministratori in carica all’atto dello scioglimento della società o dell’ente se non si sia provveduto alla nomina dei liquidatori nonché agli amministratori che hanno compiuto nel corso degli ultimi 2 periodi d’imposta precedenti alla messa in liquidazione operazioni di liquidazione ovvero hanno occultato attività sociali anche mediante omissioni nelle scritture contabili;
  • società cancellata dal registro delle imprese: l’estinzione della società cancellata dal registro delle imprese ha effetto trascorsi 5 anni dalla richiesta di cancellazione del registro delle imprese.  

Come vanno notificate le cartelle esattoriali?

Vediamo le modalità di notifica delle cartelle esattoriali. 

Il mezzo tradizionale resta la raccomandata a/r, tramite cioè il servizio postale.

La cartella può anche essere consegnata a mani del destinatario, tramite l’ufficiale giudiziario o il messo comunale o la polizia municipale.

Professionisti e aziende ricevono, invece, le cartelle esattoriali solo in modalità telematica, ossia sulla propria posta elettronica certificata (Pec). Con l’invio sulla Pec, la notifica si dà per avvenuta anche se il destinatario non apre la casella di posta o ha perso le credenziali di accesso alla stessa. Allegato alla Pec, vi è il file della cartella esattoriali in pdf che, secondo la Cassazione, è correttamente notificato nonostante si tratti di una copia.

L’Agente per la riscossione deve conservare la matrice o la copia della cartella con la relata di notifica oppure l’avviso di ricevimento (nel caso di notifica a mezzo raccomandata), per 5 anni ed ha l’obbligo di esibirli su richiesta del contribuente.

La notifica deve essere effettuata entro un termine di decadenza differente a seconda dell’oggetto del ruolo.

Dove vanno notificate la cartelle esattoriali

La notifica tramite Pec deve avvenire all’indirizzo del destinatario risultante dagli elenchi, a tal fine, previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dall’Esattore.

Negli altri casi, il luogo di notifica è il domicilio fiscale del contribuente che, nel caso di persona fisica, se non altrimenti indicato, corrisponde con la sua residenza o il luogo di dimora abituale.

Notifica a mani della cartella esattoriale

Quando l’Esattore opta per la notifica a mani della cartella, la consegna tramite:

  • gli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati;
  • i messi notificatori;
  • i messi comunali previa convenzione fra Esattore e Comune;
  • gli agenti della polizia municipale, previa convenzione fra Esattore e Comune.

In caso di contestazione, l’AdR deve provare la regolarità della nomina o della delega.

Come detto, la notifica avviene presso la residenza del contribuente nelle mani proprie di quest’ultimo o di persone di famiglia o addette alla casa, all’ufficio o all’azienda. In tali casi, non è richiesta la sottoscrizione dell’originale da parte del consegnatario.

Se il destinatario non è a casa (assenza momentanea o più tecnicamente detta «irreperibilità relativa») e se gli altri soggetti abilitati a ricevere l’atto (familiari conviventi, colf, segretaria, ecc.) non sono anch’essi presenti o rifiutano la consegna della raccomandata, il notificante deposita la copia dell’atto presso la casa comunale, affigge l’avviso alla porta del contribuente o, il più delle volte, immette detto avviso nella relativa cassetta della posta; successivamente, spedisce una raccomandata al destinatario avvisandolo dell’avvenuto deposito al Comune dove l’atto resta in giacenza per 30 giorni e lì può essere ritirato (anche su delega prestata a terzi).

In tal caso, la notifica si perfeziona, per il destinatario, al ricevimento della raccomandata informativa o, comunque, decorsi 10 giorni dalla spedizione della stessa.

Se, invece, nel domicilio fiscale indicato il contribuente non abita più e non v’è traccia di lui (cosiddetta irreperibilità assoluta), il notificante procede a:

  • depositare l’atto presso la casa comunale;
  • affiggere avviso dell’avvenuto deposito in busta chiusa e sigillata nell’albo del Comune.

La notifica si intende perfezionata (diversamente a quanto accade per l’accertamento) il giorno successivo a quello di affissione.

Notifica per posta della cartella esattoriale

La notifica può avvenire anche tramite raccomandata a.r. spedita anche tramite corrieri privati. La busta e gli avvisi utilizzati sono di colore bianco e non del classico verde degli atti giudiziari. 

Il destinatario deve sottoscrivere l’avviso di ricevimento. Se rifiuta la sottoscrizione, la notifica si considera ugualmente avvenuta. 

In caso di momentanea assenza (irreperibilità relativa), il postino prova a consegnare la busta a persone di famiglia, colf o segretaria (purché con più di 14 anni); poi, invia al destinatario un avviso di giacenza con raccomandata. Il destinatario può ritirare la raccomandata presso l’ufficio postale di distribuzione, entro i termini di giacenza (30 giorni).

Anche qui in caso di irreperibilità assoluta il postino procede a:

  • depositare l’atto presso la casa comunale;
  • affiggere avviso dell’avvenuto deposito in busta chiusa e sigillata nell’albo del Comune.


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