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Motore spento: multa se ubriachi

5 Dicembre 2019
Motore spento: multa se ubriachi

Guida in stato di ebbrezza: non conta tanto il fatto che l’auto fosse ferma o in movimento quanto le effettive intenzioni del conducente. Se risulta che ha guidato o che stava per mettersi in marcia scatta la multa.

Se la polizia dovesse trovarti dentro la tua auto, ferma a bordo strada e col motore spento, potrebbe farti una multa per guida in stato di ebbrezza? A primo acchito potresti ritenere di no: la legge, nel sanzionare tale comportamento, usa la parola «guida» che, nel gergo comune, sottintende un movimento. 

Senonché la giurisprudenza ha spesso equiparato la sosta alla circolazione, specie nelle cause relative alla responsabilità da incidente stradale. Nel concetto di «circolazione» vengono fatte rientrare tutte le operazioni funzionali alla partenza, all’arre­sto, alla fermata del veicolo. Questo significa che se il poliziotto dovesse accorgersi che il motore è stato spento da poco ed hai appena parcheggiato o che, al contrario, stavi per metterti in marcia (magari perché la chiave è inserita nel cruscotto) potrebbe multarti.

In realtà, l’orientamento non è così pacifico. Più volte la Suprema Corte è stata interrogata sulla validità delle contestazioni eseguite con l’etilometro nei confronti di presunti automobilisti trovati con le “ruote ferme”. E l’esito delle pronunce è stato alterno. Insomma, dinanzi alla domanda se si può sanzionare il guidatore in stato di ebbrezza con il veicolo fermo la giurisprudenza è, ad oggi, incerta. 

Ubriachi al volante ma auto ferma: c’è la multa?

Secondo alcune pronunce, conta più il fatto di trovarsi in posizione di guida che non se il veicolo stia effettivamente circolando. Del resto, se così non fosse, ben potrebbe una persona che si accorge del posto di blocco della polizia o del sopraggiungere di una pattuglia, bloccarsi sul più bello a bordo strada e simulare un riposino in attesa di tornare sobrio.

Alcune pronunce della Cassazione hanno sposato l’orientamento più rigoroso [1]: è irrilevante – è stato detto – se il mezzo sia fermo o in moto; la fermata non è altro che una fase della circolazione. Il che confermerebbe che il solo fatto di trovarsi seduto al posto guida, a prescindere dal fatto che il motore sia spento o acceso, potrebbe costituire presupposto per un processo penale. 

In un’altra occasione [2], però, la Corte ha anche chiarito che ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza rientra la condotta di chi all’interno del veicolo dorma con le mani e la testa sul volante, ma solo se è accertato che egli abbia, in precedenza, deliberatamente movimentato il mezzo in area pubblica o quantomeno destinata al pubblico. Lo stato di ebbrezza è quindi sanzionabile (se l’auto non è in marcia) solo se è comprovato che il conducente ha, in condizioni di alterazione dovuta ad ubriachezza, movimentato il proprio mezzo in un’area pubblica o destinata al pubblico [3]. 

È stato anche detto che «allorché l’automobilista non sia stato fermato alla guida del mezzo e la misurazione alcolemica sia avvenuta quando lo stesso si trovava già davanti al proprio garage con l’auto ferma, non è possibile ricondurre con certezza la condotta contestata all’imputato» [4].

Insomma, da questi primi orientamenti si può dedurre che, per la Cassazione, laddove il poliziotto, pur trovando il motore spento, possa desumere – sulla base degli elementi concreti – che il guidatore stava per mettersi in marcia o abbia da poco spento il motore (cosa peraltro accertabile anche aprendo il cofano e verificando la temperatura delle parti meccaniche) la sanzione è pressoché scontata. 

Al contrario è da escludere la contravvenzione se il veicolo è fermo e nulla lascia ritenere che prima fosse in movimento o che lo sarebbe stato a breve: si pensi al caso del proprietario del mezzo che apra lo sportello solo per sentire la musica dell’autoradio con gli amici.

Qui di seguito troverai un ampio ventaglio di sentenze della Suprema Corte che affermano i principi appena espressi. L’ultima di queste stabilisce quanto segue: «deve ritenersi che la “fermata” costituisca una fase della circolazione, talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto».

Insomma, non conta tanto il movimento ma le intenzioni dell’automobilista. 

Guida in stato di ebbrezza in sosta: ultime sentenze

Ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza non rileva che il controllo sia effettuato quando il veicolo è in sosta

In tema di guida in stato di ebbrezza, non rileva che il veicolo fosse fermo al momento dell’effettuazione del controllo, giacché la “fermata” costituisce una fase della circolazione. (In motivazione la S.C. – con riferimento al caso di un’auto in sosta su carreggiata autostradale all’interno della quale veniva trovato l’imputato in stato di incoscienza ed una bottiglia di superalcolici vuota – ha precisato che tale principio vale anche quando la fermata si tramuti in una sospensione della marcia protratta nel tempo, ovvero in una sosta). 

Cassazione penale sez. IV, 25/01/2018, n.21057

Guida sotto l’effetto di droghe

Ai fini della configurabilità del reato di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, è necessario provare che il conducente si trovasse alla guida dell’autovettura in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti. (Nella fattispecie è stato escluso il reato “de quo” poiché il ricorrente era stato controllato dalla Polizia quando si trovava nella sua vettura ferma in area di sosta mentre discuteva con la propria fidanzata).

Cassazione penale sez. IV, 09/04/2013, n.30209

Transito, fermata, sosta, parcheggio

In tema di guida in stato di ebbrezza, non rileva che il veicolo fosse fermo al momento dell’effettuazione del controllo, giacché la “fermata” costituisce una fase della circolazione.

Di conseguenza è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, che il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto.

Cassazione penale sez. IV, 07/03/2013, n.45514

Il reato di guida sotto l’influenza dell’alcool risulta integrato non solo allorquando la persona sia sorpresa nell’atto di condurre un veicolo, ma anche quando sia stata sorpresa (nella specie, in stato di incoscienza) all’interno del veicolo in sosta, se sia stata acquisita la prova che, in precedenza, vi sia stata una deliberata movimentazione del veicolo in area pubblica in alterate condizioni psicofisiche.

Cassazione penale sez. IV, 27/10/2011, n.5404

Il reato di cui all’art. 186 del C.d.S. risulta integrato allorché sia stata acquisita la prova della deliberata movimentazione del veicolo in area pubblica, tale da creare pericolo alla circolazione o anche solo ad intralciare il traffico, e che ciò può assumersi, non solo allorché la persona sia sorpresa nell’atto di condurre un veicolo, ma anche nei casi, come di specie, in cui essa si trovi, a bordo di un veicolo in sosta e nelle condizioni di ripartire, in alterate condizioni psicofisiche (nella specie, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza del Tribunale che aveva assolto l’imputato dal reato di guida in stato di ebbrezza, atteso che lo stesso era stato rinvenuto privo di conoscenza a bordo della propria auto ferma, ma con il motore acceso).

Cassazione penale sez. IV, 27/10/2011, n.5404

È ravvisabile la contravvenzione di guida sotto l’influenza dell’alcool nella condotta di chi sia sorpreso, in stato di ebbrezza, all’interno del veicolo, con il motore acceso e la cintura di sicurezza allacciata, nell’atto di partire. Infatti, il concetto di “circolazione” di un veicolo non si esaurisce nella fase dinamica del mezzo, ma deve intendersi riferibile anche alle fasi di sosta, che ugualmente ineriscono alla circolazione; e ciò soprattutto allorquando la sosta di un veicolo in un’area di pubblico transito si palesi dimostrativa, per il contesto, non solo circa il precedente sopraggiungere del veicolo sul posto, ma anche circa l’intenzione, una volta avviato il motore, di ripartire.

Cassazione penale sez. IV, 26/01/2011, n.17238

In materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la “fermata” costituisca una fase della circolazione, talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto.

Cassazione penale sez. IV, 25/09/2007, n.37631

note

[1] Cass. sent. nn. 37631/2007 e 45514/2013.

[2] Cass. sent. n. 10476/2010.

[3] Cass. sent. n. 2770/2012


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