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Notifica a contribuente deceduto: è valida?

5 Dicembre 2019
Notifica a contribuente deceduto: è valida?

Cartella di pagamento e avvisi di accertamento notificati a persona defunta: gli eredi devono ritirare la raccomandata?

La notifica a un contribuente deceduto è valida? Non sempre. Anzi, il più delle volte l’amministrazione finanziaria commette involontariamente degli errori che salvano il cittadino. Come fare a stabilire se una cartella di pagamento o un avviso di accertamento è illegittimo? Se dovesse bussare alla porta di casa il postino per consegnare un atto che, in verità, è destinato a un tuo parente da poco defunto, sei sicuro di sapere come comportarti? Devi accettare la raccomandata oppure la puoi rispedire al mittente? 

Se ti sei chiesto, almeno una volta nella tua vita, se è valida la notifica a un contribuente deceduto, ecco alcune regole che devi per forza sapere.

La notifica degli atti fiscali agli eredi 

Quando muore una persona, i suoi rapporti attivi e passivi si trasmettono agli eredi. Ciò vale a maggior ragione per i debiti con l’Agenzia delle Entrate o con l’agente per la riscossione esattoriale. Tuttavia, la legge prevede delle rigide regole in materia di notifica degli atti fiscali. La violazione di tali norme implica la nullità dell’atto. 

Le regole sono così sintetizzabili.

La notifica indirizzata al defunto è illegittima. Non si può spedire una raccomandata ad un soggetto che non esiste più, ossia indicando il suo nome e cognome sull’intestazione della lettera. I familiari conviventi non avrebbero del resto alcuna legittimazione a ricevere un atto che non è a questi indirizzato.

Così non si può intestare una cartella al sig. Mario Rossi se questi è morto il giorno prima. Né la legge prevede che, in assenza di ritiro del plico da parte degli eredi, il postino possa depositare l’atto alla Casa Comunale. La notifica insomma è completamente nulla.

Del resto, se anche i familiari trovassero l’avviso di giacenza nella buca delle lettere, si troverebbero nell’assurda condizione, volendo ricevere l’atto, di andare all’ufficio postale e rilasciare un’autocertificazione in cui dichiarano la propria qualità di eredi. Ma ciò implicherebbe una tacita accettazione dell’eredità, andando a pregiudicare chi invece potrebbe volere più tempo per prendere tale decisione.

Dunque, la corretta notifica degli atti fiscali, dal momento della morte del contribuente, deve essere fatta a nome degli eredi, impersonalmente e cumulativamente. In buona sostanza, la cartella esattoriale o l’avviso di accertamento deve essere così intestato: «Eredi del sig. Mario Rossi». Solo così la notifica può ritenersi valida.

Gli eredi devono comunque comunicare le proprie generalità all’Agenzia delle Entrate affinché questa possa, da allora in poi, notificare gli atti fiscali ai singoli interessati e non più “genericamente e impersonalmente” a tutti gli eredi. Tale dichiarazione esplica effetti dopo 30 giorni dal deposito. In pratica, dopo un mese dalla suddetta comunicazione le notifiche vanno indirizzate alla residenza dei singoli eredi ed a nome di questi ultimi (la cartella deve cioè essere intestata “Sig. Antonio Rossi”, figlio del sig. Mario Rossi). In caso contrario, la cartella è da considerarsi nulla.

Quanto al luogo di notifica questo deve essere l’ultimo indirizzo di residenza del defunto fino a quando gli eredi non abbiano comunicato le proprie generalità all’Agenzia delle Entrate.

Notifiche dopo un anno dalla morte

In ogni caso, dopo un anno dalla morte del contribuente, il fisco può notificare gli atti solo nel luogo di residenza dei singoli eredi, indirizzandoli a questi ultimi personalmente. 

Notifica a persona defunta: cosa fare?

Sotto un aspetto pratico, quanto abbiamo detto ti può portare a fare le dovute valutazioni. Se dovesse arrivare il postino per consegnarti una cartella e su di questa dovesse essere scritto il nome e cognome del tuo parente defunto, non accettare la notifica e rimandala al mittente. Se l’accetti, non potrai dopo contestare il difetto di notifica perché l’atto ha raggiunto il suo scopo: arrivare in tuo possesso.

Se invece dovesse esservi scritto “Eredi del sig…” e non è ancora trascorso un anno dal decesso, ti conviene accettare la raccomandata.

Leggi Cartella di pagamento: notifica agli eredi.

Notifiche prima dell’accettazione dell’eredità

Se è vero che la notifica eseguita secondo le suddette modalità è valida, ciò non significa che sei costretto a pagare. Il debito si trasferisce solo se e nel momento in cui accetti l’eredità. Quindi se ancora stai temporeggiando e ti viene notificata una cartella esattoriale, prima dell’accettazione non potrai mai subire un pignoramento.

Se invece hai accettato l’eredità con beneficio di inventario la notifica è valida, ma se non paghi, il fisco non potrà pignorarti i beni personali, potendo aggredire solo quelli pervenuti con la successione. 



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