Manovra: aumenti al casello

6 Dicembre 2019
Manovra: aumenti al casello

Come la Robin Tax inserita nella manovra impatterà sui consumatori.

Robin Tax: così si chiama la tassa sulle concessioni governative che l’Esecutivo ha deciso di istituire con la Legge di Bilancio 2020 e che, con l’aumento dell’aliquota Ires di ben tre punti percentuali, mira a recuperare dalle aziende ciò che non si è potuto spremere dai privati. 

Tra le concessionarie pubbliche toccate dalla nuova imponente tassazione ci sono anche quelle autostradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. 

Si chiama Robin Tax perché promette – proprio come faceva Robin Hood – di ridistribuire la ricchezza, sottraendola ai ricchi per darla ai poveri. Peccato che non si tiene conto di come l’incremento del gettito su chi ha il potere di determinare il prezzo “per chi entra e chi esce” dal tratto in concessione potrà pesare sui consumatori. E, difatti, sono le stesse concessionarie – in rivolta contro il Governo – ad annunciare come la nuova decisione potrà impattare sugli utenti. 

La nuova addizionale non può essere giustificata per il suo fine di «richiedere un particolare contributo solidaristico a soggetti privilegiati, in circostanze eccezionali». Tanto più che questo contributo, alla fine, lo daranno in molti casi gli utenti e i consumatori.

Stessa fine era successa all’addizionale del 6,5% varata nel 2008 a carico dei soggetti operanti nel settore petrolifero (quella dell’epoca fu denominata, ancora più sfacciatamente, Robin Hood Tax per le sue enfatizzate finalità redistributive). Appare, però, evidente come anche quella finì per determinare un unico effetto: l’incremento dei prezzi sui consumi. Insomma, laddove si tassa un soggetto che vende è verosimile che questi scaricherà il peso fiscale – percepito come un costo – sui propri clienti. Che, alla fine della filiera, sono sempre i cittadini.

Insomma, quale Robin Hood tax se si toglie ai poveri per dare allo Stato?

Tant’è che l’imposta fu dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nel 2015. Come spiega Il Sole 24 Ore, «La illegittimità fu dichiarata perché la discriminazione impositiva tra il settore produttivo colpito (quello petrolifero) e gli altri non trovava idonea giustificazione. Se pure si poteva ipotizzare che nel settore si conseguissero sovraprofitti, la Robin Hood tax non colpiva solo questi, ma tutta l’ordinaria base imponibile Ires. Né si potevano addurre finalità solidaristiche del prelievo, dal momento che questo era destinato inevitabilmente ad essere traslato sui consumatori».

Le stesse considerazioni possono farsi ora per la nuova Robin Tax: non è difficile ipotizzare aumenti sui prezzi come, tanto per fare qualche esempio, il pedaggio autostradale o i biglietti di aerei, treni e aliscafi.



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