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La nuova mediazione dopo le modifiche della Camera

30 luglio 2013


La nuova mediazione dopo le modifiche della Camera

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 luglio 2013



Più spazio agli avvocati nella nuova mediazione; assistenza obbligatoria sin dal primo incontro, ma possibilità di abbandonare la conciliazione senza dover pagare l’organismo di mediazione.

La mediazione riparte: ma solo per un periodo sperimentale di quattro anni. Il ministero della Giustizia dovrà monitorare gli esiti della sperimentazione e, dopo i primi due anni, dovrà decidere il da farsi per il periodo residuo.

Da quando entra in vigore

L’applicazione delle disposizioni sulla mediazione è sospesa fino a 30 giorni dopo la conversione in legge del decreto. In ogni caso, sul testo del decreto legge appena approvato dalla Camera potrebbe ancora intervenire il Senato proponendo ulteriori emendamenti.

Condizione di procedibilità e assistenza obbligatoria

La mediazione sarà obbligatoria. Pertanto è necessario adire un organismo di mediazione se si intende (in caso di fallimento dell’accordo) iniziare successivamente una causa davanti al giudice. In tal senso, come condizione per avviare un giudizio in tribunale, la mediazione dovrà essere affrontata dal cittadino con la necessaria assistenza dell’avvocato. Senza il legale, in caso di esito negativo della mediazione, non si potrà fare causa.

Materie

La mediazione è obbligatoria solo in determinate materie (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari). Il legale è tenuto a indicarle al proprio cliente, chiarendogli la necessità procedere, prima del giudizio, al tentativo di mediazione.

Primo incontro, gratuità e possibilità di abbandonare la mediazione

Se dopo il primo incontro con il mediatore le parti non raggiungono l’accordo, l’organismo di mediazione non dovrà essere compensato (pertanto la mediazione è gratuita) e i cittadini potranno liberamente adire il tribunale per la causa. Diversamente, le parti saranno libere di continuare i tentativi di conciliazione con il mediatore: solo in questo caso l’organismo matura il diritto al compenso. In ogni caso, a tutela delle parti, il procedimento dovrà avere una durata massima di tre mesi.

In pratica, il primo incontro di mediazione è diventato una sorta di filtro. Le parti, infatti, devono decidere se proseguire o meno la procedura: il mancato accordo all’esito di questo primo incontro è necessario e sufficiente a consentire l’accesso in tribunale e non fa scattare costi per i mediatori.

Titolo esecutivo

È stata prevista la possibilità di trasformare l’accordo conciliativo in titolo esecutivo con la semplice sottoscrizione degli avvocati che certificano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico. Mentre è necessaria l’omologazione del presidente del tribunale se l’accordo non è sottoscritto dai legali.

Competenza degli organismi

Gli organismi di mediazione sono stati regolamentati secondo una competenza territoriale: la domanda di mediazione dovrà infatti essere indirizzata a un organismo del luogo del giudice territorialmente competente (ossia del tribunale ove, altrimenti, si sarebbe proposto il giudizio).

Avvocati mediatori e formazione obbligatoria

Gli avvocati sono mediatori di diritto. La Camera ha però introdotto un obbligo di formazione e di aggiornamento, anche in coerenza con il Codice deontologico forense, per i legali che si iscriveranno agli organismi di mediazione.

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