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Pallonata in faccia: conseguenze

8 Dicembre 2019 | Autore:
Pallonata in faccia: conseguenze

Colpo di pallone in pieno volto: quali sono le conseguenze civili e penali? Quando si può chiedere il risarcimento? Quando si può sporgere querela?

«A cosa servono i palloni incastrati sotto le marmitte? A ricordare quando fuori si giocava fra le 127»: così recitava un verso di una nota canzone del cantautore Samuele Bersani. Praticamente, non c’è maschietto che, quando era bambino, non abbia organizzato una partitella di pallone tra amici, approfittando anche di pochi metri quadrati ricavati tra auto parcheggiate oppure tra piante e alberi all’interno di un piccolo giardino. Puntualmente, ogni evento del genere terminava con qualche infortunio: ginocchia sbucciate, contusioni, distorsioni e, più frequentemente, una bella pallonata in pieno volto. Quali sono le conseguenze di questo episodio?

Ti parrà strano, ma anche da una ragazzata come una pallonata in faccia potrebbero derivare esiti poco felici, sia dal punto di vista civile che penale. È inutile girarci troppo intorno: se provochi un danno a qualcuno, devi pagarne le conseguenze. Tradotto: se colpisci in pieno volto una persona, dovrai risarcirgli gli eventuali danni subìti; per non parlare, poi, delle possibili conseguenze sul piano penale, visto che le lesioni personali sono punite anche a titolo di colpa. Come avrai capito, ci accingiamo ad analizzare quali sono le possibili conseguenze di una pallonata in faccia.

Colpo di pallone in viso: quando spetta il risarcimento?

Cominciamo subito con i profili civilistici e vediamo quando spetta il risarcimento per un colpo di pallone in viso. Secondo la legge italiana [1], chiunque commette un fatto che arreca danno ad altri è tenuto a pagare il risarcimento del danno, a prescindere dal fatto che l’abbia voluto o meno.

Dunque, la regola è molto semplice: chi rompe, paga, a prescindere dalle modalità con cui è avvenuto il danneggiamento. Ciò significa che, se con una pallonata infrangi il vetro di una finestra o, peggio ancora, provochi una ferita a una persona, sarai chiamato a risarcire il danno.

Dunque, possiamo sin da subito dire che una pallonata in faccia può avere come conseguenza quella di dover risarcire il danno. Quando, concretamente, possiamo dire che spetta il risarcimento?

La vittima di una pallonata in faccia, per poter chiedere il risarcimento, dovrà dimostrare di aver subito una conseguenza pregiudizievole che sia quantificabile in denaro: ad esempio, la deviazione del setto nasale causata da un violento colpo di pallone in pieno viso può giustificare una richiesta risarcitoria. La quantificazione del danno dovrà essere fatta da un medico legale, il quale potrà prendere come parametri di riferimento le tabelle create dalla giurisprudenza a proposito delle lesioni da sinistro stradale.

Marta è una fotomodella e, a causa di una pallonata in pieno viso ricevuta accidentalmente mentre passeggiava in un parco, non può recarsi alla sfilata che si sarebbe tenuta l’indomani per via dell’occhio livido causato proprio dal colpo di pallone. In tal caso, il risarcimento riguarderebbe non tanto la lesione, quanto la conseguenza negativa in ambito lavorativo.

Matteo porta gli occhiali e, a causa del colpo al volto provocato da una pallonata, subisce una lesione della cornea per via dei vetri che, per l’urto, si sono frantumati. D’altronde, anche la semplice rottura della montatura delle lenti può giustificare una richiesta risarcitoria.

Pallonata e risarcimento se l’autore è un minore

Il problema giuridico che maggiormente si pone nel caso di danni derivanti da pallonate sta nell’età dell’autore della condotta illecita: quasi sempre, infatti, chi ha tirato la pallonata è un minorenne. In questi casi, chi risarcisce?

Ebbene, nel caso di danno provocato da un minore d’età, la legge è chiara [2]: a rispondere del risarcimento saranno i genitori, ovvero coloro che ne hanno la tutela legale, purché siano con essi conviventi.

In altre parole, i genitori sono responsabili dei danni cagionati dai figli, purché questi vivano ancora sotto lo stesso tetto: solo in questo caso, infatti, è possibile attribuire ai genitori una responsabilità legata alla loro colpa nel non aver vigilato sui figli oppure nel non averli educati a dovere.

Pallonata in faccia: quando è reato?

Una violenta pallonata in faccia può costituire reato anche se il fatto è avvenuto senza la volontà di fare del male: il codice penale, infatti, punisce le lesioni personali commesse sia dolosamente (cioè, intenzionalmente) che colposamente (cioè, senza la precisa volontà di arrecare un pregiudizio). Analizziamo entrambe le ipotesi.

Lesioni personali da pallonata in faccia

Come anticipato, le lesioni personali possono derivare anche da un violento colpo di pallone inferto in pieno volto. Bisogna distinguere, però, a seconda dell’intenzionalità o meno della condotta:

  • se la pallonata è volontaria, allora si integrerà il reato di lesioni personali dolose, punito con la reclusione anche fino a dodici anni nei casi di conseguenze particolarmente gravi, come ad esempio l’indebolimento permanente o la perdita di un senso (vista, udito) o di malattia particolarmente seria (si pensi a un grave trauma cranico) [3];
  • se la pallonata è involontaria, allora si integrerà il delitto di lesioni personali colpose, punite al massimo con la reclusione fino a due anni [4].

Pallonata in faccia e reato di percosse

Se dalla volontaria pallonata in pieno volto deriva solamente una sensazione di dolore senza alcun’altra ripercussione sulla salute della vittima, allora potrà integrarsi il più lieve reato di percosse [5] la cui competenza, essendo devoluta al giudice di pace, fa sì che, in caso di condanna, non si debba mai scontare il carcere, ma al massimo pagare una multa o prestare qualche lavoro di pubblica utilità.

Perché una pallonata in faccia possa integrare il reato di percosse, però, è fondamentale che il colpo sia stato scagliato volontariamente: un’accidentale pallonata in viso non giustificherebbe un reato del genere.

Come denunciare una pallonata in volto?

Se sei stato colpito da una pallonata in faccia e ritieni di aver subìto una lesione personale (deviazione del setto nasale, danno momentaneo alla vista, commozione cerebrale certificata dal medico, ecc.), allora potrai sporgere querela entro tre mesi dal fatto.

Nei casi di lesioni gravi o gravissime (perdita o indebolimento di un senso, malattia con prognosi superiore ai quaranta giorni, ecc.), il reato è procedibile d’ufficio, nel senso che chiunque potrà denunciare l’accaduto, anche un passante che ha casualmente assistito allo sfortunato evento, senza alcun limite di tempo.

Nel procedimento penale che verrà intrapreso contro l’autore del fatto potrai costituirti parte civile per chiedere il risarcimento del danno patito: e infatti, anche la pallonata in faccia che ha conseguenze penali giustifica il risarcimento del pregiudizio subito.

Lesioni da pallonata in faccia: se l’autore è minorenne?

Anche nel caso di conseguenze penali da pallonata in faccia si pone il problema dell’età dell’autore del gesto, cioè di colui che, materialmente, ha tirato il pallone sul volto di un’altra persona. Secondo la legge, il minore di quattordici anni non è imputabile [6]; colui che ha compiuto i quattordici anni ma non ancora i diciotto, invece, è imputabile, a meno che non si dimostri che egli non fosse in grado di intendere e di volere; in ogni caso, la pena gli è diminuita [7].

Cosa vuol dire ciò? Significa che la legge non ritiene responsabile, dal punto di vista penale (la responsabilità civile è un’altra questione), il minore di anni quattordici, contro il quale non sarà dunque possibile agire in sede penale. In pratica, se ritieni che un tredicenne ti abbia volontariamente tirato una pallonata in faccia per farti del male, non potrai denunciarlo, ma al massimo potrai rivalerti contro di lui (o meglio, contro i suoi genitori) in sede civile.

Misure di sicurezza per minori

In realtà, va precisato che, se è vero che un minore di quattordici anni non è imputabile e, dunque, non può andare in galera, è anche vero che la legge, per i casi di persone per qualsiasi ragione non imputabili, ha previsto un apparato sanzionatorio  a parte: si tratta delle misure di sicurezza.

Le misure di sicurezza sono sanzioni previste per persone socialmente pericolose; esse possono sommarsi alla pena classica prevista per i reati (cioè la reclusione), oppure essere applicate in via esclusiva, quando il soggetto non è imputabile, ad esempio per vizio di mente o perché minore degli anni quattordici.

Dunque, se denunci un minore di quattordici anni perché ti ha volontariamente cagionato una grave lesione personale tirandoti una pallonata in faccia, il giudice, tenuto conto della personalità del minore, di eventuali precedenti e della sua pericolosità sociale, potrebbe comunque infliggergli una sanzione, cioè una misura di sicurezza, che potrebbe consistere in una misura come la libertà vigilata oppure perfino nel collocamento in comunità. Tuttavia, è difficile pensare che, a seguito di una pallonata, il giudice possa arrivare a tanto.


note

[1] Art. 2043 cod. civ.

[2] Art. 2048 cod. civ.

[3] Artt. 582 e 583 cod. pen.

[4] Art. 590 cod. pen.

[5] Art. 581 cod. pen.

[6] Art. 97 cod. pen.

[7] Art. 98 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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