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Editoriali LLPT tra crisi economica e Papa Francesco. Lo stile rivoluzionario della semplicità

Editoriali Pubblicato il 31 luglio 2013

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> Editoriali Pubblicato il 31 luglio 2013

Tra discussioni sulla crisi economica e le immagini di Papa Francesco, anche quest’anno “La Legge per Tutti” va in vacanza, rinnovando il proprio impegno a tradurre, in un linguaggio semplice e orientato alle esigenze del cittadino, la legge e le sentenze.

Dal primo agosto “La Legge per Tutti” andrà in vacanza. Come già era stato per l’anno scorso, non si tratterà di una vacanza completa. I nostri articoli continueranno a uscire, ma in numero ridotto; inoltre il servizio di newsletter resterà sospeso fino a domenica 1 settembre.

Gli italiani vanno in vacanza, mentre l’Italia va a fondo lentamente, dolcemente e qualche volta allegramente, perché gli interessi delle singole categorie prevalgono sull’interesse generale, ha detto l’ex presidente del Consiglio Mario Monti.

L’ultimo studio economico dell’OCSE afferma che per tenere sotto controllo il deficit di bilancio, l’Italia dovrebbe abbandonare la politica di aumento delle tasse e tagliare di più la spesa pubblica. Ma l’Italia non sembra riuscirci. Secondo il Financial Times, le cause stanno nel potere esercitato da certe lobby, da certe professioni, dai sindacati e dalle amministrazioni regionali che, per esempio, gestiscono la sanità pubblica, diventata un’importante fonte di guadagno per la mafia, la più potente e la più oscura di tutte le lobby.

L’immagine che diamo anche all’estero è quella di un Paese indifferente all’interesse generale. A nessuno, insomma, interessa di nessuno. Il cosiddetto “grande cuore” dei nostri conterranei è di pura facciata: siamo un popolo che sa parlare, ma non sa dialogare, pronto solo alla strombazzata di piazza. Per dire la propria opinione, si è costretti a chiedere permesso, in una società che non accetta la diversità.

Andiamo in vacanza, nello stesso tempo, mentre, all’orizzonte, dirompe una luce nuova e di speranza. Quella di un uomo semplice e forte, che solo per caso ha deciso di far parte del clero.

Papa Francesco abbraccia molto, stringe decine di mani e parla tantissimo: dritto come una “i” nella papamobile scoperta e senza vetri blindati, le guardie del corpo trasformate in “portaneonati” che gli presentano bambini interdetti. Il Papa che critica il lusso e il “feticismo del denaro”, che vuole promuovere una chiesa povera per i poveri. “A me fa male quando vedo un prete o una suora con la macchina ultimo modello”, ha commentato di recente, di fronte a un’assemblea di migliaia di seminaristi e di novizie che ascoltavano rapiti. Allo stesso modo si scaglia spesso contro lo sperpero e “la cultura degli scarti” delle società occidentali. “Il cibo buttato via è come se fosse rubato dalla tavola di un povero”, ha affermato con decisione in una domenica di giugno. “San Pietro non aveva conti in banca, non lasciatevi sedurre dalle tentazioni dei soldi”.

È la rivoluzione della semplicità, il linguaggio diretto che mira al cuore e lo colpisce in pieno.

La crisi economica e Papa Francesco sono venuti insieme, come sempre succede quando c’è il preludio ad una grande battaglia. Sono le due immagini di una realtà contemporanea: una che demolisce, una che costruisce.

Ci piace essere spettatori attivi di questo: “La Legge per Tutti” vuole prendere parte allo scontro e avere un ruolo nella costruzione della nuova società. Abbiamo scelto l’arma bianca del dialogo, della semplicità, del linguaggio diretto al popolo. Ci siamo spogliati del vocabolario dei libri universitari, delle astrazioni giuridiche, delle parole latine. E tutto questo perché crediamo fortemente e sinceramente in una democratizzazione della cultura. Specie di quella giuridica. Che, nata per il popolo, deve sempre tornare al popolo.


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