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Quanti finanziamenti si possono avere?

8 Dicembre 2019
Quanti finanziamenti si possono avere?

Quanti mutui si possono avere con lo stesso stipendio? Le regole sui prestiti di banche e finanziarie. 

Hai già un prestito che stai pagando regolarmente tutti i mesi con addebito delle rate sul conto corrente. Ora, vorresti un secondo mutuo per ristrutturare casa. Te ne servirà poi un terzo per acquistare alcuni mobili di arredo per tua figlia che si sta per sposare. Prima di andare in banca, consapevole che il direttore opporrà certamente dei problemi per via della coesistenza di più rate nello stesso tempo, ti chiedi quanti finanziamenti si possono avere. C’è un limite di legge? Ecco alcuni chiarimenti che potranno tornarti utili.

Chi decide i prestiti?

Anche se è vero che, all’ultimo, è sempre la banca a decidere se fornire o meno un prestito ad un proprio cliente, i direttori non hanno più quella libertà di manovra che avevano un tempo. I computer hanno sostituito il fiuto del buon funzionario e gli algoritmi stabiliscono in partenza se il cittadino può o meno sostenere le rate del finanziamento. 

La materia dei prestiti viene regolata attraverso disposizioni interne emanate per garantire la stabilità del sistema creditizio. In buona sostanza, gli istituti di credito – anche per il bene dell’economia nazionale che spesso dipende dalla liquidità delle banche – creano una sorta di rating, di schede sull’affidabilità del cliente. 

A questo servono, ad esempio, i diversi Sic, ossia i sistemi di informazione creditizia, come la Crif o Experian. Queste società controllano quanti debiti ha una persona, la puntualità dei pagamenti e la residua parte del prestito che resta da versare. In questo modo, si crea una sorta di “documento di identità” del soggetto finanziato e si può valutare la sostenibilità, in relazione al reddito, di eventuali ulteriori prestiti.

Una banca può, quindi, sapere, in tempo reale, quanti mutui una persona ha in corso, se ha pagato tutte le rate con puntualità e quali, invece, non sono state ancora versate. In questo modo, i Sic diventano un cervello che non contiene solo i “cattivi pagatori”, ma anche quelli “buoni” e precisi.

Come si forniscono i prestiti?

I prestiti vengono concessi previa valutazione del rischio per la banca. Tale rischio viene, ovviamente, calcolato in base al reddito del cliente. Il reddito è cosa diversa dal patrimonio: non contano tanto gli immobili che una persona ha intestati, le azioni o i titoli, ma la liquidità, ossia lo stipendio. Del resto, in fin dei conti, è solo coi liquidi che si pagano le rate del finanziamento. Detto in parole più povere, la banca vuol sapere quanto guadagni e, a tal fine, ti chiederà il 730 o le ultime dichiarazioni dei redditi.

Una volta valutata la sostenibilità della rata in relazione al tuo reddito mensile, al numero di familiari a tuo carico e alla tua età (tanto più sei anziano, tanto maggiore è il rischio di decesso e, quindi, la difficoltà di recupero del credito per la banca), il direttore dell’istituto di credito a cui ti sei rivolto vorrà avere delle garanzie. Garanzie cioè di restituzione dei soldi che gli stai chiedendo. Queste possono essere di due tipi:

  • garanzie reali, costituite cioè da cose (in latino: res): in altre parole, la banca ti chiederà un’ipoteca su un immobile tuo o di un’altra persona che acconsenta a tale peso (un familiare, un amico, un socio, la società a te intestata, ecc.). L’ipoteca servirà alla banca, nell’ipotesi in cui tu non dovessi pagare le rate, a pignorare l’immobile su cui essa è iscritta e a soddisfarsi sul ricavato dall’asta con privilegio rispetto ad altri tuoi eventuali creditori. In più, l’ipoteca garantisce alla banca la possibilità di pignorare il bene anche se tu dovessi cederlo a terze persone. La regola, però, che le banche si sono date è quella di non concedere un prestito superiore all’80% del valore dell’immobile (valore ricostruito dalla stima del perito nominato dalla stessa banca). Puoi ottenere anche un prestito superiore se fornisci un’ipoteca su un ulteriore immobile;
  • garanzie personali, costituite cioè da fideiussione: in questo caso, un terzo soggetto ti farà da garante, ossia si impegna a pagare nell’ipotesi in cui tu non dovessi farlo. In questo modo, se neanche questi dovesse adempiere, la banca potrà pignorare i suoi beni così come potrebbe fare coi tuoi.

Si possono avere più prestiti nello stesso momento?

Alla luce di quanto abbiamo appena detto, è ben possibile chiedere e ottenere più finanziamenti nello stesso momento, sempre che vengano rispettate le seguenti condizioni:

  • il richiedente deve essere stato sempre puntuale nei pagamenti delle rate del primo prestito e non deve avere subito alcuna segnalazione alla Centrale Rischi Interbancaria. Egli, insomma, non deve essere quello che comunemente viene detto “cattivo pagatore”;
  • il reddito del richiedente deve essere sufficientemente elevato da poter sostenere la seconda rata, tenendo altresì conto delle spese necessarie per la quotidianità propria e della propria famiglia. Di solito, banche e finanziarie tendono a non concedere finanziamenti se il rapporto rata-reddito supera 1/3 dello stipendio mensile (questo vale anche se il prestito richiesto è uno solo). Ciò perché si presume che una parte delle spese mensili finisca sempre in utenze, carrello della spesa, tasse, condominio, affitto, ecc.: insomma, in quelle spese che ognuno di noi fa e che finiscono per assorbire il 75% circa della retribuzione mensile;
  • il prestito deve essere garantito con una fideiussione o un’ipoteca, al pari del primo. Non può essere concessa un’ipoteca sullo stesso immobile, ma bisognerà fornirne un altro. 

Si possono avere più cessioni del quinto sullo stipendio?

Spesso, il finanziamento viene pagato con la cosiddetta cessione del quinto sullo stipendio. In pratica, è già il datore di lavoro a erogare una busta paga al netto della rata – di massimo il 20% della retribuzione – da versare alla finanziaria o alla banca. 

La legge non consente di avere anche più di una cessione del quinto sullo stipendio. Quindi, non è possibile cedere due quinti dello stipendio nello stesso momento: prima è necessario estinguere il primo debito e poi si può passare alla seconda cessione. Il Testo Unico sulla cessione degli stipendi, salari e pensioni stabilisce che il lavoratore non può avere allo stesso tempo più cessioni del quinto. La norma precisa espressamente quanto segue: «in uno stesso atto non può essere stipulata la cessione di quote di stipendio o di salario se non da parte di un solo cedente in favore di un solo istituto cessionario».

Questo significa che se il dipendente ha già in corso una cessione del quinto dello stipendio può ben sottoscrivere un’altra cessione del quinto sullo stesso stipendio, tuttavia la seconda partirà solo dopo che la prima si sarà esaurita, ossia con l’estinzione del precedente debito. Di conseguenza, se il datore riceve più atti di cessione relativi alla stessa retribuzione (ed al medesimo Tfr) prevale la cessione che è stata notificata per prima. In caso di due cessioni del quinto sullo stipendio, la seconda si mette – per così dire – “in coda” finché la prima non è stata completata.

La cessione dello stipendio ha un limite quantitativo: essa non può mai essere superiore a un quinto della busta paga. Quindi, se il dipendente ha uno stipendio di mille euro può cedere solo 200 euro al mese alla finanziaria.

Quindi l’unico modo per ottenere due finanziamenti sullo stipendio è fare in modo che la loro somma non superi il 20%. Ad esempio, è possibile avere due trattenute del 10% oppure una del 15% e l’altra del 5%. L’importante è che la somma delle cessioni non superi mai il 20%.

Chiaramente, una “frammentazione” di tale tipo è subordinata al consenso della finanziaria, più facile da ottenere se è sempre la stessa per entrambi i prestiti. Così, ad esempio, chi ha acquistato un materasso con una cessione del quinto e voglia effettuare un’altra cessione per la sostituzione dell’auto potrà trattare, con la stessa società, una seconda cessione nei limiti massimi del 20% complessivo.

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