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Come fare per dare le dimissioni

19 Aprile 2021 | Autore:
Come fare per dare le dimissioni

Dimissioni online o lettera di dimissioni: qual è la procedura corretta per licenziarsi dal lavoro, tutti gli adempimenti.

Devi cambiare lavoro, oppure devi smettere di lavorare perché hai maturato i requisiti per la pensione? Vuoi terminare la tua attività lavorativa perché il periodo di prova non ti ha soddisfatto, o perché il datore di lavoro si è comportato in modo talmente grave da non consentire, nemmeno temporaneamente, la prosecuzione del rapporto?

Qualunque sia il motivo per il quale vuoi risolvere il tuo rapporto lavorativo, devi sapere che, perché il contratto di lavoro cessi, devi prima rassegnare le dimissioni.

Come fare per dare le dimissioni?

Nella generalità dei casi, per rassegnare le dimissioni non basta più l’invio di una semplice lettera al datore di lavoro, ma bisogna inviare un’apposita comunicazione online, tramite il portale Cliclavoro. La lettera di dimissioni è sufficiente, invece, per i lavoratori domestici, marittimi, i dipendenti pubblici, i collaboratori, i lavoratori in prova, i genitori lavoratori e coloro che devono dimettersi nelle sedi protette. Restano fuori anche i casi di risoluzione del rapporto a seguito di conciliazione stragiudiziale e le dimissioni rassegnate innanzi a una commissione di certificazione.

La lettera di dimissioni, ad ogni modo, deve rispondere a precisi requisiti. Ma procediamo con ordine.

Quando non si possono dare le dimissioni?

In alcuni casi, rassegnare le dimissioni può comportare il diritto al risarcimento del danno a favore del datore di lavoro, salvo giusta causa:

  • contratto a termine, per recesso prima del termine;
  • contratto di lavoro con una clausola di durata minima garantita (il cosiddetto patto di stabilità) a favore del datore di lavoro, relativamente al periodo di tempo fissato nel patto.

Il risarcimento del danno è dovuto anche nell’ipotesi in cui il lavoratore si dimetta senza rispettare il termine di preavviso (indennità di mancato preavviso), salvo giusta causa.

Come fare la lettera di dimissioni?

La lettera di dimissioni deve rispettare i seguenti requisiti:

  • può essere scritta su carta semplice;
  • deve essere spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, posta elettronica certificata (pec) oppure consegnata a mano;
  • deve contenere le seguenti informazioni: dati del dipendente, dati dell’azienda, data di assunzione, volontà di concludere il rapporto di lavoro, data di decorrenza delle dimissioni.

Per maggiori dettagli, puoi osservare il nostro Modulo fac-simile di lettera dimissioni

Come fare le dimissioni telematiche?

A partire dal 12 marzo 2016 [1] le dimissioni volontarie e per giusta causa e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro devono essere inviate in modalità esclusivamente telematica, tramite una semplice procedura online accessibile dal sito Cliclavoro, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

È possibile procedere all’invio delle dimissioni telematiche personalmente, oppure per mezzo dei seguenti soggetti abilitati:

  • patronati;
  • organizzazioni sindacali;
  • commissioni di certificazione;
  • enti bilaterali;
  • consulenti del lavoro;
  • sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Per procedere autonomamente nel portale Cliclavoro, senza l’assistenza dei soggetti abilitati, è necessario avere il Pin dispositivo dell’Inps o l’identità digitale Spid.

Chi è dotato di queste credenziali può difatti accedere al form online per la trasmissione della comunicazione di dimissioni.

Come compilare le dimissioni telematiche?

La procedura di compilazione delle dimissioni telematiche richiede alcuni dati identificativi; l’interessato deve innanzitutto specificare il rapporto di lavoro per il quale vuole presentare le dimissioni (tra quelli proposti).

Per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008, il sistema recupera automaticamente i dati relativi alle comunicazioni più recenti obbligatorie di avvio, proroga, trasformazione o rettifica.

Il lavoratore deve specificare se il rapporto di lavoro è iniziato prima del 2008, o dal 2008 in poi, con l’apposito flag.

Per i rapporti instaurati prima del 2008, il lavoratore deve indicare i seguenti dati del datore di lavoro:

  • il codice fiscale;
  • il comune della sede di lavoro;
  • l’indirizzo e-mail o PEC.

Nella sezione 3 del modello, che riguarda i dati del rapporto di lavoro, deve essere indicata la data d’inizio, assieme alla tipologia contrattuale (a tempo indeterminato, determinato, etc.).

L’interessato deve poi selezionare la tipologia di comunicazione (dimissioni volontarie, risoluzione consensuale o revoca) e la data di trasmissione (marca temporale). Per maggiori dettagli, qui la Guida come dare le dimissioni.

Al termine della compilazione, appare il messaggio: “La richiesta è stata elaborata con successo. È stata inviata notifica tramite e-mail della sua richiesta al datore di lavoro e all’ITL di competenza.”

Una volta confermati i dati inseriti, il modello può essere salvato in formato Pdf e viene inviato automaticamente al datore di lavoro dal seguente indirizzo di sistema: dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it e all’Ispettorato territoriale del lavoro competente. Il modello salvato viene associato ad un codice identificativo e alla marca temporale.

Come annullare le dimissioni telematiche?

Ci hai ripensato e non vuoi più dimetterti? Per fortuna, è possibile annullare la procedura, ma solo entro 7 giorni dalla comunicazione.

Dall’elenco dimissioni già presentate puoi accedere alla procedura di revoca

Una comunicazione revocabile presenta un’icona colorata sotto la dicitura “Revoca”: se invece l’icona risulta grigia, la comunicazione non è più revocabile.

Il sistema mostra una schermata riassuntiva con i dati della dimissione, i cui campi non sono editabili.

Per poter inoltrare la revoca bisogna cliccare sull’icona “Esegui la revoca delle dimissioni”.

A questo punto, si apre un pop-up di “Esito revoca: la richiesta è stata elaborata con successo, è stata inviata notifica tramite email della sua richiesta al datore di lavoro.” Chiudendo il pop-up di “Esito revoca”, il sistema riconduce alla pagina iniziale con l’elenco delle dimissioni.

Una volta inviata la revoca, la nuova tabella presenterà una valorizzazione del campo “Data revoca” ed una nuova ricevuta di colore rosso, scaricabile sotto la voce “Scarica Pdf”, mentre l’icona presente sotto la voce “Revoca” risulterà di colore grigio e non più attiva.

Cliccando sull’icona rossa presente sotto la dicitura “Scarica Pdf”, è possibile visualizzare e recuperare la ricevuta, che contiene tutti i dati precedentemente inseriti. Nella sezione 5 – Dati invio, risulteranno presenti i campi: “Codice Identificativo Modulo Annullato” e “Data Annullamento”.

Nel sito Cliclavoro è comunque disponibile un supporto per gli utenti e gli operatori. Per quesiti sull’utilizzo della procedura è possibile visitare l’Urp e inviare una richiesta di assistenza.

Chi si pensiona deve presentare le dimissioni online?

Anche i lavoratori che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata, o ad altra tipologia di pensionamento, devono utilizzare la procedura telematica.

Il dirigente deve rassegnare le dimissioni

Che cosa succede se il lavoratore non invia le dimissioni telematiche?

Se il lavoratore rassegna le dimissioni con modalità diverse da quelle telematiche, queste sono inefficaci; in queste ipotesi, è opportuno che il datore di lavoro inviti (tramite pec o raccomandata A/R) il lavoratore a compilare le dimissioni online.

Se il lavoratore, nonostante i solleciti, non segue la prevista procedura online e non si presenta al lavoro, il datore di lavoro può licenziarlo per giusta causa, per le assenze ingiustificate; tuttavia, in questo caso, è obbligato a corrispondere il contributo per il licenziamento all’Inps. Il lavoratore gode invece della Naspi, cioè dell’indennità di disoccupazione, in quanto figura aver perso involontariamente l’impiego.

I dirigenti devono rassegnare le dimissioni online?

l dirigenti possono risolvere il rapporto rassegnando le proprie dimissioni: di norma, devono dare al datore di lavoro regolare preavviso, salvo giusta causa, e seguire la procedura prevista per la generalità dei lavoratori. Vi sono però alcune particolari circostanze nelle quali il dirigente può rassegnare le proprie dimissioni a specifiche condizioni: questo accade quando il dirigente firma un patto di stabilità, in cui si impegna a non recedere per un determinato periodo, stabilito nell’accordo.


note

[1] Dlgs. 151/2015; DM 15/12/2015.


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1 Commento

  1. Buon giorno, nel caso che io avessi già presentato via email pec le mie dimissioni al datore di lavoro e siano già passati più di 7 giorni , chiedo: posso ripensarci e ripresentare (sempre via PEC) nuova lettera di licenziamento anticipando la data dello stesso licenziamento? in quel caso vado incontro a sanzioni? Grazie infinite, Emanuele Arrigoni

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