HOME Articoli

Lo sai che? Accertamento fiscale nullo se scaduti i 60 giorni dall’ispezione

Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 31 luglio 2013

Per le Sezioni unite non è valido l’atto emesso prima dello scadere dei 60 giorni dalla conclusione dell’ispezione, salvo i casi di particolare e motivata urgenza, da provarsi concretamente e non con un semplice rinvio nella motivazione dell’atto.

È nullo l’accertamento fiscale se l’ufficio lo ha emesso prima dello scadere dei 60 giorni dalla conclusione dell’ispezione. Lo prevede lo Statuto dei diritti del contribuente e lo ha ribadito la Cassazione, a Sezioni unite, con una recente sentenza [1].

La Suprema Corte risolve, così, un contrasto che si era venuto a creare in giurisprudenza, e lo fa nel modo più favorevole e garantista per il contribuente.

La legge [2] prevede che il Fisco non può emettere l’accertamento prima dello scadere di 60 giorni dal rilascio del verbale di conclusione delle operazioni di verifica. La norma in questione, però, non precisa le conseguenze in caso di mancato rispetto di tale termine. Si era posto così il dubbio se si potesse parlare di semplice irregolarità dell’atto di accertamento oppure di un più grave vizio di legittimità tale da comportare l’annullamento dell’accertamento medesimo. La risposta delle Sezioni unite propende per quest’ultima soluzione.

Innanzitutto perché la norma è collocata all’interno dello Statuto del contribuente che costituisce un punto di riferimento nell’indirizzare i rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti. In particolare tale lasso di tempo di 60 giorni serve per garantire al contribuente la facoltà di partecipare al procedimento stesso, esprimendo le proprie osservazioni.

L’unica eccezione in cui è possibile operare anche senza il rispetto di tale termine sono i casi di particolare e motivata urgenza: quelli che permettono all’Amministrazione di anticipare i tempi dell’accertamento. Ma l’urgenza deve essere reale: non è sufficiente indicare tale urgenza nella motivazione dell’atto, ma deve essere provata.

note

[1] Cass. sent. n. 18184/2013.

[2] Legge 212/00, art. 12.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI