Sanità: i cambiamenti del nuovo Governo

7 Dicembre 2019 | Autore:
Sanità: i cambiamenti del nuovo Governo

Aumento delle borse di studio per gli specializzandi; assunzione dei medici con stipendi migliori; investimenti per garantire un servizio a misura di cittadino.

«La salute prima di tutto»: una frase popolare che trova tutti d’accordo. Ed è proprio sulla base di questa esigenza, ovvero quella di dare priorità al benessere della collettività, che il nuovo Governo mette in campo una serie di azioni al fine di costruire un Servizio sanitario nazionale a misura di cittadino.

Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli fa il punto su quanto messo in atto dal Governo, a tre mesi dal suo insediamento, in materia di sanità.

Ma quali sono le proposte nate dalle diverse componenti della professione medica e fatte proprie dalla politica? In una nota stampa che abbiamo appena ricevuto dall’agenzia Adnkronos, Anelli fa riferimento all’aumento delle borse di specializzazione; all’intento di impiegare all’interno del Servizio sanitario nazionale gli specializzandi degli ultimi anni; all’assunzione di più medici con stipendi migliori.

E cosa bisognerebbe fare sul territorio? Occorrerebbe «valorizzare le professionalità dei medici di medicina generale, investendo sulla diagnostica ambulatoriale, e quella degli specialisti ambulatoriali, aumentando, a richiesta, il numero di ore, superando il sistema delle incompatibilità e migliorando le condizioni per gli specialisti convenzionati esterni – evidenzia Anelli – . Possiamo finalmente affermare che siamo sulla strada giusta per garantire non solo la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale, ma anche la sua attualità e la sua aderenza alle domande di salute».

Anelli ritiene che ora la politica si stia muovendo nella giusta direzione. In più, ricorda che i medici, come gli altri professionisti della sanità, sono «i professionisti della salute, coloro che ogni giorno mettono le loro competenze a disposizione del cittadino e del Servizio sanitario nazionale. È per questo che la legge definisce i loro ordini enti sussidiari dello Stato, cui loStato delega la tutela del diritto alla salute e degli altri diritti correlati all’esercizio della professione».

Secondo l’analisi del Censis presentata ieri, le esigenze dei pazienti sono cambiate e bisogna fare i conti con una popolazione sempre più anziana, con molte persone non autosufficienti e con famiglie poco numerose che difficilmente sono in grado di fornire loro l’assistenza necessaria. Ed è per tale ragione che «la sanità ospedaliera deve essere sempre più integrata con quella sul territorio, dove deve essere traslato quel lavoro in equipe che è già patrimonio degli ospedali», aggiunge Anelli.



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