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Cosa succede se abbandoni un cane

11 Dicembre 2019 | Autore:
Cosa succede se abbandoni un cane

Abbandonare un cane è un reato: chi commette l’illecito, qual è la condotta sanzionata e quali sono le pene previste. Cosa fare se si trova un cane abbandonato.

Può sembrare strano sentire affermare che il grado di civiltà di un Paese si misura anche in base all’attenzione che lo stesso dimostra nel prendersi cura degli animali. Emanare leggi che vietano i maltrattamenti e gli abbandoni è, invece, segno di grande sensibilità e rispetto verso i nostri amici a quattro zampe. Non sempre, però, l’esistenza di norme che ne puniscono i trasgressori è sufficiente. Spesso capita di sentire in televisione o di leggere sui giornali, notizie riguardanti casi di animali maltrattati, sfruttati e uccisi senza alcuna pietà.

Per quanto riguarda il fenomeno dell’abbandono soprattutto nel periodo estivo, in concomitanza con le partenze per le vacanze, si registra un notevole aumento del numero dei gatti e dei cani che vengono lasciati per strada. In particolare, per gli “amici più fedeli dell’uomo” un altro picco di abbandono si ha poco dopo l’inizio della stagione venatoria, quando il padrone preferisce disfarsi del cane, se non è rimasto soddisfatto delle sue prestazioni di caccia.

Ma cosa succede se abbandoni un cane? E’ facile da dirsi. La condotta è punita dal codice penale come reato contravvenzionale, nel senso che rientra tra quei reati minori, puniti non con la reclusione ma con l’arresto o l’ammenda. Pertanto, chi abbandona l’animale rischia l’arresto fino a un anno oppure un’ammenda da mille a diecimila euro.

Cos’è l’abbandono di cani

L’abbandono di cani è un atto illecito, riconducibile al reato di abbandono di animali, sanzionato espressamente dal Codice penale [1], il quale prevede che:

  • è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività;
  • alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

Si tratta di una previsione legislativa per così dire “residuale”, in quanto punisce tutte le condotte illecite diverse dall’uccisione e dal maltrattamento.

Perciò, se si applica tale disposto normativo al caso specifico di un cane si ha che sono passibili di punizione:

  • sia coloro che abbandonano l’animale, ad esempio lasciandolo sul ciglio della strada;
  • sia coloro che lo detengono in condizioni di contrasto con la sua natura tale da generare nello stesso sofferenze.

Perché è stato previsto il reato di abbandono di animali 

Il nostro legislatore ha previsto il reato di abbandono di animali al fine di tutelare il sentimento di pietà verso gli stessi e nell’obiettivo di promuovere l’educazione civile attraverso la lotta all’insensibilità e alla crudeltà.

Gli animali sono esseri senzienti, cioè in grado di provare sensazioni e di percepire il dolore che può derivare dall’abbandono e dalla mancanza di adeguate attenzioni. Pertanto, devono essere tutelati da ogni forma di maltrattamento, abbandono ed uccisioni gratuite in quanto capaci di reagire agli stimoli del dolore.

Quali altri reati possono avere ad oggetto animali

Nel 2004 [2] la materia della tutela degli animali è stata rafforzata con l’introduzione nel libro II del codice penale, del titolo IX bis relativo ai delitti contro il sentimento per gli animali.

Il reato di abbandono è stato distinto da quello di maltrattamenti di animali, la cui commissione è punita con sanzioni più gravi. Inoltre, sono stati introdotti i delitti di uccisione di animali, di organizzazione di spettacoli o manifestazioni che provocano sevizie per gli animali e di organizzazione di combattimenti tra animali.

Chi può commettere il reato di abbandono di cani

Nel caso specifico di cani il reato di abbandono può essere commesso non solo dall’effettivo proprietario, cioè dal soggetto che risulta intestatario dell’animale all’anagrafe canina, ma anche da chi lo detiene presso di sé.

Il reato può essere commesso sia intenzionalmente, cioè con dolo, allontanando volontariamente l’animale da sé, sia con colpa, ovvero per negligenza o imprudenza. Sotto questo ultimo punto di vista può costituire abbandono dell’animale ad esempio il caso del soggetto che smarrisce involontariamente il cane se la sua condotta è riconducibile ad una negligenza.

Come va inteso il concetto di abbandono di cani

Il concetto di abbandono di cani va ricondotto non solo ad una precisa volontà di liberarsi dell’animale ma anche nell’intento più generale di non prendersene più cura nella consapevolezza dell’incapacità dell’animale di provvedere autonomamente a sé stesso.

In parole più semplici, commette il reato di abbandono non solo chi si disfa materialmente del cane, ad esempio liberandolo in un bosco, sapendo già che non è in grado di tornare a casa, ma anche chi lo trascura, dimostrando un totale disinteresse nei suoi confronti.

E’ questo il caso di colui che mantiene il cane in condizioni incompatibili con la sua natura al punto di procurargli una profonda sofferenza. Si pensi a chi tiene l’animale legato per tante ore al giorno, senza cibo né acqua, oppure a chi lo lascia in auto, per molto tempo, soprattutto d’estate.

Allo stesso modo, commette il reato di abbandono per trascuratezza e disinteresse il proprietario dell’animale, che avendolo smarrito, non ne denuncia la scomparsa né si attiva nella ricerca.

Com’è perseguibile il reato di abbandono di cani

Il reato di abbandono di cani è procedibile d’ufficio nel senso che una volta che l’autorità giudiziaria è venuta conoscenza del fatto riconducibile a questo tipo di atto illecito, ha il dovere di procedere autonomamente, con le indagini, anche in assenza di un atto di impulso da parte di soggetti terzi eventualmente offesi.

Pertanto, chiunque dovesse assistere o venire a conoscenza dell’abbandono di un cane è tenuto a denunciarlo presso le autorità competenti (polizia, carabinieri, ecc.) in modo tale da consentire alla magistratura di procedere contro il responsabile del reato. In questi casi, la competenza a decidere spetta al Tribunale in composizione monocratica.

Com’è punito il reato di abbandono di cani

Abbiamo già visto in precedenza che le pene previste per il reato di abbandono di animali e, dunque, di cani, sono quelle dell’arresto o in alternativa della ammenda. Inoltre, secondo il Ministero della salute, chi abbandona un cane, non solo commette un illecito penale ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo, qualora l’animale abbandonato dovesse provocare un incidente stradale mortale.

Se vi è pericolo di reiterazione del reato, il cane può essere sottoposto a sequestro e nell’ipotesi di condanna del proprietario dell’animale è possibile procedere alla confisca dell’animale.

Qual è la giurisprudenza sul reato di abbandono di animali

Sono moltissime le sentenze pronunciate dalla Cassazione in merito al reato di abbandono di animali, dall’esame delle quali è possibile dedurre dei principi generali che si possono applicare anche al caso specifico dell’abbandono di cani. Vediamone solo alcune a titolo di esempio.

Per i giudici della Suprema Corte, costituiscono maltrattamenti, che integrano il reato di abbandono di animali e, quindi, pure di cani, non solo quei comportamenti che offendono il sentimento di pietà verso gli animali per la loro manifesta crudeltà ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità psico-fisica dell’animale, procurandogli dolore e afflizione [3].

Inoltre, colui che detiene animali/cani in condizioni incompatibili con la loro natura o in stato di abbandono, tanto da privarli di cibo e acqua, è penalmente imputabile anche per semplice negligenza [4].

Con riferimento ai cani poi, commette il reato di abbandono colui che dopo avere affidato l’animale ad un canile privato, contrattualmente obbligato alla sua cura e custodia, sospende i pagamenti o non si preoccupa di ritirarlo ben consapevole che da questo suo comportamento deriverà l’abbandono del cane da parte del canile, per inaffidabilità o mancanza di professionalità del canile medesimo [5].

Cosa fare se si trova un cane abbandonato

Spesso, capita di trovare un cane abbandonato e di volersene prendere cura. A tal fine, è opportuno adoperare determinati accorgimenti e cautele al fine di non spaventare l’animale.

Innanzitutto, occorre mostrarsi calmi ed avvicinarsi con prudenza in quanto il cane potrebbe essere confuso o spaventato. Non vanno compiuti movimenti bruschi né bisogna alzare la voce bensì usare un tono pacato e rassicurante.

Se il cane vaga sul ciglio della strada, non bisogna frenare bruscamente la propria auto perché rumori esagerati potrebbero indurre l’animale a reagire in malo modo. Se il cane dà segni di aggressività, allora è opportuno chiamare subito le autorità competenti per il recupero.

Una volta che si è riusciti ad avvicinare il cane, bisogna accertarsi delle sue condizioni di salute. Se è gravemente ferito, va portato subito dal veterinario.

E’ bene ricordare che i servizi veterinari delle Asl (Azienda sanitaria locale) hanno l’obbligo di reperibilità anche di notte e nei giorni di festa. In alternativa si possono chiamare i vigili urbani (trovando i centralini di polizie municipali – locali – provinciali su Comuni-italiani.it) o il centro soccorso animali. Anche i carabinieri sono obbligati ad intervenire (112) o i carabinieri forestali (1515).

Altra cosa da fare è quella di accertare l’identità del cane in quanto l’animale potrebbe avere un collare con attaccata una medaglietta dalla quale risalire alla sua identità. Il cane va, quindi, consegnato alle autorità competenti o al canile comunale più vicino al luogo del ritrovamento. Si possono anche chiamare i vigili urbani o le guardie cinofile.

In ogni caso, è bene effettuare la denuncia di ritrovamento presso la sede della polizia municipale del Comune nel quale è stato ritrovato.

Cosa fare se si vuole adottare un cane abbandonato

Quando si presenta la denuncia di ritrovamento di una cane alle autorità, si può fare presente di avere deciso di ospitare presso di sé l’animale. A questo punto, è bene farlo visitare da un veterinario anche se sembra godere di ottima salute. La visita medica a cui l’animale è sottoposto, è di norma gratuita e serve per accertarne le sue condizioni generali di salute.

note

[1] Art. 727 cod. pen.

[2] L. n. 189/2004.

[3] Cass. pen., sez. VII, sent. n. 46560/2015.

[4] Cass. pen., sez. III, sent. n. 41362/2014.

[5] Cass. pen., Sez. III, sent. n. 12852/2013.


1 Commento

  1. Chi commette questo è difficile da individuare perchè lo fà di nascosto o comunque in modo da non essere riconosciuto o visto; come i rapinatori a volto coperto.

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