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Cosa fare se muore chi detiene l’usufrutto

9 Dicembre 2019 | Autore:
Cosa fare se muore chi detiene l’usufrutto

Un lettore ci chiede: ci sono degli adempimenti da fare da parte del titolare della nuda proprietà oppure il passaggio di proprietà è automatico?

Per usufrutto si intende il diritto reale minore che consente ad un soggetto (l’usufruttuario, appunto) di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto (il nudo proprietario) e di raccoglierne i frutti, pur rispettando la destinazione economica. Ci sono, quindi, due soggetti coinvolti. Cosa fare se muore chi detiene l’usufrutto, però? E se l’usufrutto spetta a due persone, quando muore una delle due la sua quota passa all’altro oppure il diritto si estingue?

Per rispondere alla domanda del nostro lettore, vediamo innanzitutto come funziona e quanto dura l’usufrutto, per poi scoprire cosa fare se muore chi detiene l’usufrutto e che cosa succede se l’usufruttuario è più di uno.

Come funziona l’usufrutto

Come dicevamo, l’usufrutto è un diritto di cui gode una persona su un bene che non è di sua proprietà ma che appartiene ad un altro, cioè al cosiddetto nudo proprietario. L’usufruttuario ha diritto anche di beneficiare dei frutti che quel bene può produrre. Ad esempio, nel caso di un immobile, può dare in affitto e tenersi i soldi del canone. Quello che non può fare è vendere quella casa perché, appunto, non è sua.

L’usufruttuario, inoltre, è obbligato ad utilizzare il bene in modo tale da non rovinarlo, deprezzarlo, distruggerlo o modificare la sua destinazione. Non potrebbe, cioè, trasformare una casa in un ufficio. In cambio, l’usufruttuario ha il diritto di godere in pieno di quel bene perché finché dura l’usufrutto il nudo proprietario non ha il potere di disporre di esso o di utilizzarlo. Da qui il nome «nudo proprietario».

Si faceva notare che l’usufruttuario non può vendere l’immobile perché non è suo. Quello che, invece, può vendere è ciò che gli appartiene, vale a dire il diritto di usufrutto. In pratica, chi acquista questo diritto può abitare in quella casa ma finché dura l’usufrutto.

Durata dell’usufrutto

Da quello che abbiamo appena spiegato si deduce che il nudo proprietario è costretto a concedere all’usufruttuario il pieno godimento del suo bene finché dura l’usufrutto. Ma, appunto: quanto dura? Quando potrà il nudo proprietario rientrare in possesso, in questo caso, del suo immobile?

Normalmente, questo aspetto viene stabilito in un contratto tra le parti. È il caso dell’anziano che dona la casa al figlio ma si tiene l’usufrutto dell’appartamento finché resta in vita. Unico vincolo: l’usufrutto non si può protrarre oltre la vita dell’usufruttuario. E già qui diamo una prima risposta al nostro lettore: se muore chi detiene l’usufrutto, tale diritto scade, non è possibile ereditarlo.

Lo stesso succede se il contratto fissa una scadenza e l’usufruttuario muore prima del termine: in questo caso, ci si trova davanti ad un’estinzione anticipata dell’usufrutto.

Morte dell’usufruttuario: bisogna fare qualcosa?

Se muore chi detiene l’usufrutto, dunque, il diritto cessa ed il bene ritorna a chi fino a quel momento era nudo proprietario, che rientra in possesso del bene con pieni poteri. Bisogna fare qualcosa? No: si tratta di un passaggio automatico per il quale non sono necessari né un nuovo contratto né una pronuncia da parte di un giudice.

A dire il vero, qualcosa bisogna fare e sarà a carico degli eredi dell’usufruttuario: restituire il bene al proprietario completamente libero da ogni arredo o da oggi oggetto che apparteneva al defunto.

Nel caso in cui gli usufruttuari siano in due (ad esempio, marito e moglie) alla morte di uno dei due cessa quella quota di diritto di usufrutto, che non passa all’altro. Così ha stabilito la Cassazione [1]. Il motivo è quello che abbiamo citato poco prima: l’usufrutto non può andare oltre la vita dell’usufruttuario e, pertanto, non si può ereditare.

Questo vuol dire che se muore chi detiene il 50% dell’usufrutto e resta in vita chi detiene l’altro 50%, la prima metà si estingue al decesso dell’usufruttuario e passa nelle mani del proprietario, mentre all’altro soggetto resta in mano solo il suo 50% di usufrutto.


note

[1] Cass. ord. n. 21450/2019 del 19.08.2019.


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