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Party: cosa rischio se c’è droga?

9 Dicembre 2019 | Autore:
Party: cosa rischio se c’è droga?

Sostanze stupefacenti a una festa: quali sono i rischi, chi commette reato e chi no. Quando il consumo di gruppo di droga è legale? Cosa fare se arriva la polizia?

In quasi tutti i film americani, ci sono party organizzati da ragazzi: feste in casa approfittando dell’assenza dei genitori; feste in giardino o in luoghi pubblici; feste negli appartamenti universitari; ecc. Sebbene la realtà sia diversa, bisogna però riconoscere che ad un party, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo partecipato. Il problema legale sorge nel momento in cui alla festa qualcuno dovesse introdurre delle sostanze stupefacenti. Quali sono i rischi di andare a un party se c’è droga?

Mettiamo il caso che tu decida di organizzare un party tra amici a casa tua per festeggiare il compleanno. A un certo punto, nella confusione, noti uno dei tuoi ospiti passare a un altro una bustina contenente dell’erba. Cosa può succedere in un caso del genere? E se qualcun altro dovesse cominciare a fumare uno spinello? Insomma: cosa rischio se c’è della droga a un party? Scopriamolo insieme.

La droga è legale in Italia?

Per capire quali sono i rischi della droga a un party bisogna necessariamente spiegare cosa prevede la legge italiana in materia di sostanze stupefacenti. La droga è legale? Dipende:

  • la detenzione di sostanze stupefacenti destinate all’uso esclusivamente personale (o, al massimo, di gruppo) non costituisce reato, ma può essere sanzionata in via amministrativa, ad esempio, con la sospensione della patente di guida o del porto d’armi;
  • la detenzione per qualsiasi altra ragione (in genere, ai fini di spaccio) costituisce, invece, un grave reato punibile, a seconda della circostanze, perfino con la reclusione fino a vent’anni [1].

Dunque, il possesso di droga non costituisce, di per sé, reato, ma lo diventa nel momento in cui si provvede alla cessione della stessa, anche se a titolo gratuito. Questo significa, in soldoni, che chi si fa uno spinello non commette reato; se, però, inizia a cedere ad altri la droga, andrà incontro a severe sanzioni di tipo penale.

Quando la droga è reato?

Più nello specifico, la legge punisce con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260mila euro chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope.

Dunque, anche la mera coltivazione di droga costituisce reato, anche se poi non la si assume o non la si vende; è reato anche l’offerta gratuita di sostanze stupefacenti, il trasporto o la semplice spedizione.

Portare droga a un party: è reato?

Fatte queste necessarie premesse, vediamo cosa si rischia se c’è droga a un party, partendo però da un fondamentale quesito: portare droga a una festa è reato?

Mettiamo il caso che un tuo amico decida di portare al party che hai organizzato un po’ di marijuana per fumarla in totale spensieratezza, magari insieme alla propria fidanzata. Quali sono i rischi di un comportamento del genere?

Come detto nei precedenti paragrafi, chi fa uso di droghe (qualunque esse siano, leggere o pesanti è indifferente) non commette reato, ma rischia solamente una sanzione amministrativa. Ciò significa che, a meno che colui che ha portato la droga (nel caso di specie, la marijuana) con sé non cominci a distribuirne dosi in giro, non commette alcun reato.

Consumo di gruppo della droga: quando non è reato?

Come accennato nei paragrafi precedenti, l’uso personale di sostanze stupefacenti non è reato; non lo è nemmeno il consumo di gruppo. Ma cosa significa ciò? Quando si può dire che l’acquisto di droga sia destinato all’uso di gruppo, penalmente irrilevante?

Le ipotesi di consumo di gruppo della droga sono essenzialmente due:

  • quando tutti i consumatori si recano congiuntamente ad acquistare la droga, per poi assumerla insieme;
  • quando solamente una persona è incaricata di acquistare la droga per poi condividerla con tutti gli altri.

In entrambi i casi, secondo la Corte di Cassazione [2] ricorrono gli estremi per il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, condotta non punibile penalmente (cioè, con il carcere), bensì solo in via amministrativa.

Il caso di colui che è incaricato ad acquistare la droga è molto delicato. Più nel dettaglio, secondo i giudici vi è consumo di gruppo penalmente irrilevante solo nel caso in cui siano rigorosamente provati dei requisiti idonei a confermare che si sia realmente in presenza di un utilizzo di gruppo mediante “mandato ad acquistare” e non di uno spaccio di droga a terzi fruitori, mascherato come uso collettivo.

In tal senso, perciò, occorre dimostrare che:

  • l’acquirente/mandatario che materialmente procede all’acquisto sia anche uno degli assuntori;
  • sia certa fin dall’inizio l’identità degli altri componenti del gruppo e la loro comune e condivisa volontà di procurarsi droga per il consumo personale;
  • vi sia una intesa tra i vari membri sul luogo e i tempi del consumo;
  • non vi siano passaggi intermedi a terze persone diverse da quelle che hanno raggiunto l’accordo iniziale, altrimenti si configurerebbero autonome cessioni penalmente rilevanti.

Tutto ciò significa che, se un tuo amico porta a una festa della droga e la consuma con gli amici, non risponderà di spaccio di sostanze stupefacenti se dimostra che, sin dall’inizio, la droga era destinata a tutti. Facciamo alcuni esempi.

Droga per uso di gruppo: esempi

Tizio e Caio si recano da Mevio per acquistare alcune dosi di hashish. Invitati a un party, decidono di fumarne un po’ per provarne gli effetti.

Sempronio acquista diverse dosi di marijuana per sé e per i propri amici, i quali gli hanno dato anche i soldi per pagarla. Dopo l’acquisto, si vedono tutti a un party, dove decidono di assumerla insieme.

Filano acquista della droga per sé e per la propria ragazza, che lo aspetta a un party. Dopo l’acquisto, si reca alla festa e, oltre ad assumerla per sé e a darla alla fidanzata, ne cede un paio di dosi anche ad alcuni amici.

Analizziamo questi esempi:

  • nei primi due casi, l’acquisto è destinato al consumo di gruppo: anche se nella seconda ipotesi v’è solo una persona che effettua l’acquisto e che poi provvede alla cessione ai singoli, la giurisprudenza ritiene che colui che abbia agito su mandato di altri non può rispondere di spaccio;
  • nell’ultimo esempio, invece, si configura lo spaccio di sostanze stupefacenti in quanto il consumo di droga non si è limitato solamente a coloro che originariamente ne erano interessati (il compratore e la sua fidanzata), ma si è esteso anche ad altri, cosicché l’acquisto si è poi tramutato in cessione punibile penalmente.

Droga a un party: responsabilità dell’organizzatore

Non ci resta che esaminare la responsabilità di colui che ha organizzato la festa nel caso in cui:

  • qualcuno abbia portato la droga al suo party;
  • egli stesso abbia provveduto a mettere a disposizione la droga.

Poiché la responsabilità penale è sempre personale, nel senso che nessuno può rispondere del reato commesso da altri, se una persona organizza una festa e qualcuno, a sua insaputa, decide di portarci la droga, chiaramente nessun addebito potrà essergli mosso.

In altre parole, l’organizzatore del party, anche nel caso in cui fosse il proprietario dell’immobile in cui si tiene, non risponde dello spaccio eventualmente posto in essere da colui che, invitato, abbia pensato di cominciare a trarre profitto dalla vendita della droga che ha con sé.

Droga party: è reato?

Diverso, invece, è il caso in cui sia lo stesso organizzatore del party a predisporre tutto quanto necessario per intrattenere i suoi invitati con distribuzione di sostanze stupefacenti. In un’ipotesi del genere, chi ha messo su un droga party rischia certamente le manette e la condanna a una grossa pena detentiva.

Il droga party, infatti, non è altro che un modo per diffondere la droga, a pagamento o anche gratuitamente (cosa rara). Si tratta, pertanto, di una condotta vietatissima, che va ben oltre il consumo personale, al contrario consentito.

Nemmeno si può dire che un droga party rappresenti una forma di consumo di gruppo di sostanze stupefacenti: ciò potrebbe aversi solamente se l’organizzatore della festa avesse ricevuto mandato da tutti gli invitati per acquistare la droga per poi consumarla insieme, secondo le condizioni che abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

Droga a un party: cosa fare se arriva la polizia?

Può accadere che, durante un party, facciano irruzione le forze dell’ordine, soprattutto se ci sono problemi di ordine pubblico (schiamazzi, volume alto della musica, ecc.) o se qualcuno ha segnalato la presenza di droga. Come comportarsi in questo caso? Soprattutto: cosa fare se la polizia ferma anche te e vuole portarti in caserma?

Il consiglio è quello di non opporre resistenza per non aggravare la situazione. Le circostanze che possono verificarsi sono sostanzialmente due:

  • la polizia chiede di identificarti ma, poiché non hai con te i documenti e la tua risposta non appare convincente, decide di portarti in caserma. Stessa sorte se rifiuti di fornire le tue generalità. In ipotesi del genere, ci troviamo davanti al fermo per l’identificazione personale. Non ti resta che seguire gli agenti i quali, normalmente dopo poche ore, effettuate le indagini sulla tua identità, provvederanno a rilasciarti. Ricorda che, nel caso di fermo per l’identificazione, non hai diritto all’avvocato, ma hai diritto che tutto termini entro massimo ventiquattro ore;
  • la polizia, avendo fondati sospetti (ad esempio, ha trovato diverse dosi di droga nel tuo cappotto), procede all’arresto vero e proprio. In tal caso, hai il diritto di restare in silenzio, di conoscere il motivo dell’arresto e, ovviamente, di nominare un avvocato con cui parlare il prima possibile. L’arresto verrà comunicato ai familiari solamente con il tuo assenso. Dell’arresto verrà data immediata notizia al magistrato del pubblico ministero il quale dovrà verificarne subito la sussistenza dei presupposti: ed infatti, se risulta evidente che è stato commesso un errore, il pm deve disporre subito la liberazione. Tra l’altro, il pm può anche decidere di interrogare l’arrestato, ovviamente alla presenza dell’avvocato. Se l’arresto è confermato dal pm, entro quarantotto ore deve essere fissata l’udienza di convalida davanti al giudice.

Droga a un party: devo denunciare?

Infine, concludiamo rispondendo a questa domanda: se c’è della droga a un party, devo sporgere denuncia? Sappi che, per legge, non sei obbligato a denunciare l’eventuale spaccio di droga che si sta verificando davanti ai tuoi occhi; non sei obbligato nemmeno qualora fossi il proprietario di casa.

Ricorda bene, inoltre, che la denuncia penale può essere fatta solamente se ricorre almeno una delle ipotesi delittuose viste nei paragrafi precedenti; se, invece, denunci una persona perché sta fumando uno spinello, al massimo potrai farlo incorrere in una sanzione amministrativa.

note

[1] Art. 73 D.P.R. n. 309/90.

[2] Cass., sent. n. 532 del 9 gennaio 2015.

Autore immagine: 123rf.com


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