Fattura elettronica: i disagi creati ai cittadini

9 Dicembre 2019 | Autore:
Fattura elettronica: i disagi creati ai cittadini

Arriva la data di scadenza per aderire al servizio di consultazione dell’Agenzia delle Entrate. Che cosa deve fare il cittadino?

Hai un parente anziano che vive in casa con te e che è costretto a letto da una malattia. La sua invalidità è stata riconosciuta e, quindi, puoi beneficiare delle detrazioni fiscali sulle spese per le traverse salva-letto, che hai acquistato su Internet. Hai ricevuto via e-mail la fattura in formato .pdf, ma nel messaggio hai visto che quel documento non è valido ai fini fiscali: avresti bisogno della fattura elettronica. Pensi di risolvere la questione andando sul sito dell’Agenzia delle Entrate per consultare la fattura, ma ti trovi un altro problema: il servizio di consultazione non è attivo. E adesso? Significa che non puoi portare in detrazione le spese di tutto il 2019? Non è proprio così. Ma è inutile negare che sulla fattura elettronica i disagi creati ai cittadini – almeno in termini di chiarezza – non sono stati pochi.

Ora, incombe una scadenza importante. Riguarda il servizio di «Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici». Servizio al quale bisogna aderire entro il 20 dicembre 2019 (ormai ci siamo) per vedere le fatture emesse ai cittadini dal 1° gennaio scorso. Consultazione che non sarà immediata: occorrerà attendere 24 ore per poterlo fare.

Vediamo di fare chiarezza facendo un passo indietro. Oggi come oggi, i disagi creati ai cittadini dal sistema della fattura elettronica sono, sostanzialmente, tre.

Il primo: il servizio di consultazione delle fatture elettroniche per i privati cittadini predisposto dall’Agenzia delle Entrate non è ancora attivo. Infatti, con la risposta faq n. 55 pubblicata il 22.1.2019, l’Ufficio aveva dichiarato che le fatture elettroniche sarebbero state consultabili fino dal secondo semestre 2019. Invece, con interventi successivi, di cui l’ultimo il 30.10.2019 – provvedimento direttoriale n. 738239 – tale servizio è slittato al 21.12.2019.

Il secondo riguarda le problematiche che potrebbero verificarsi nello SdI – ovvero nel Sistema di Interscambio – qualora le fatture elettroniche dovessero essere scartate o non consegnate (fatto che accade spesso, purtroppo). In questo caso, cosa potrebbe o dovrebbe fare il cittadino, al momento non è dato sapere.

Il terzo disagio è quello della conservazione digitale del documento, che, per le norme sulla privacy e per le norme sulla fattura elettronica, crea, a sua volta, altri due problemi:

  • impedirebbe di visualizzare il dettaglio delle indicazioni relative ai beni e servizi acquistati e permette la conservazione solo per due anni dalla data di consegna allo SdI;
  • consente la conservazione digitale della fattura solo agli intermediari autorizzati, escludendo dunque i privati cittadini.

Volendo aggiungere un quarto disagio (ed in certe realtà non è indifferente), per poter accedere allo SdI e consultare le fatture elettroniche, il cittadino si deve dotare di strumenti informatici: un personal computer, un accesso a internet, una stampante, nonché acquistare i software necessari. Cose che non sono alla portata di tutti.

A fronte di tutto questo, che cosa può e deve fare il cittadino che vuole consultare le sue fatture elettroniche? La prima cosa che deve sapere – e che l’Agenzia delle Entrate ha precisato – è che la fattura fornita dal soggetto emittente in versione cartacea (ad esempio, via e-mail in formato .pdf) è perfettamente valida e non vi è alcun obbligo ad acquisire e gestire la fattura elettronica da parte del cliente, fino a quando non sia attivo il sistema di consultazione offerto al consumatore finale.

Seconda cosa, molto importante: l’adesione al servizio di «Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici» può essere effettuata dal consumatore finale fino al 20 dicembre 2019 e consentirà di vedere le fatture emesse nei loro confronti dal 1.1.2019. Ma solo dal giorno dopo a quello di avvenuta adesione al servizio.

Che succede se il cittadino aderisce dopo questa data, cioè dopo il 20 dicembre? In questo caso, non potrà più consultare o scaricare i file delle fatture ricevute precedentemente alla data di adesione compresa.

Dal 21.12.2019, salvo ulteriori rinvii dell’ultimo minuto, o dalla data dell’adesione all’accordo se posteriore al 21.12.2019, il cittadino dovrebbe entrare nel sistema digitale e verificare:

  • la piena e completa lettura della fattura elettronica;
  • la corretta ricezione della stessa o gli eventuali codici di scarto;
  • la possibilità di conservarla digitalmente almeno fino al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale le fatture sono state inserite.

note

Articolo tratto dalla consulenza di Mauro Finiguerra.

Autore immagine: 123rf.com


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