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Manovra: le ultime novità sulle tasse

9 Dicembre 2019 | Autore:
Manovra: le ultime novità sulle tasse

Auto aziendali, plastic e sugar tax: Conte ne parla per difendere la legge di Bilancio. Ma nel Governo è in atto una pericolosa battaglia.

È un Giuseppe Conte gongolante quello che questa mattina ha parlato della manovra al vaglio del Parlamento e che, in particolare, ha fornito le ultime novità sulle tasse.

Il premier parte da questo principio: «Nessuno ci dirà più che siamo il Governo delle tasse». E argomenta la sua affermazione elencando ciò che – per ora – è stato inserito nella manovra. Ovvero: «Abbiamo azzerato quella che è passata come la tassa sulle auto aziendali». Probabilmente, quello che Conte voleva dire è che la tassa (che ci sarà, anche se in versione più soft rispetto a com’era stata partorita qualche mese fa) non avrà un effetto retroattivo e che, quindi, non interesserà i contratti in essere ma soltanto quelli stipulati dopo il 30 giugno 2020.

In quale misura? Secondo l’attuale testo della manovra ci saranno quattro fasce:

  • il 25% per le auto con emissioni di CO2 inferiori a 60g/km;
  • il 30% per le auto con emissioni superiori ai 60 g/km;
  • il 40% per le auto con emissioni oltre i 160 g/km (diventerà il 50% dal 2021);
  • il 50% per le auto con emissioni oltre i 190 g/km (diventerà il 60% dal 2021).

Conte, comunque, difende la creatura economica del suo Governo: «Abbiamo elaborato una proposta di manovra molto articolata – sostiene il presidente del Consiglio – che, rispetto a quello che era il quadro iniziale, è molto efficace». Il premier non si stanca di ripetere che «abbiamo sterilizzato l’incremento delle clausole dell’Iva per 23 miliardi, e questo va ricordato. Abbiamo scongiurato un’imposizione sui consumi che avrebbe prodotto per effetto regressivo una probabile recessione economica con un aggravio di oltre 500 euro sulle famiglie. Ci siamo resi conto che la plastic tax poteva avere un impatto problematico, ci sono arrivate varie segnalazioni e allora, pur ritenendola una tassa di scopo che orienti il sistema produttivo verso scelte green».

Già, la plastic tax: uno degli ingredienti della manovra che continua a creare mal di pancia all’interno della maggioranza. «Abbiamo ritenuto di ridurre l’impatto dell’85% e partirà dal 1° luglio, in modo che le imprese abbiamo tutto l’agio di affrontare strategie conseguenti a questo input politico», spiega Conte. Allo stesso scopo, è stata rinviata al 1° ottobre l’entrata in vigore della sugar tax, altro grattacapo del Governo sul quale si è pronunciato sempre questa mattina il ministro per le Politiche agricole, la renziana Teresa Bellanova: «Voglio continuare a combattere – ha annunciato il ministro – per convincere il collega dell’Economia che non è una tassa che educa all’alimentazione ma incide su un pezzo importante della filiera agroalimentare. Non è lo zucchero che fa male – osserva Bellanova –, è l’insieme del prodotto».

La sugar tax, dunque, potrebbe essere una delle mine vaganti in grado di mettere a repentaglio la continuità dell’Esecutivo? Una pericolosa guerra tra poveri, secondo l’economista Carlo Cottarelli: «Si discute e si minaccia di far cadere il Governo – avverte – per cose piccole: la plastic tax originariamente doveva rendere 1 miliardo, quella sullo zucchero 200 milioni, su 750 miliardi di entrate da tasse e tributi pagati. E lo stesso l’Imu sulle finte prime case: sarebbero 200 milioni. Ci si vuole fare vedere come quello che evita le ingiustizie, e la gente spesso non sa che si parla di queste cifre. Non si può far cadere un governo per cose di questo genere – conclude Cottarelli –, sarebbe assurdo».



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