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Mes: la bozza di accordo della maggioranza

9 Dicembre 2019
Mes: la bozza di accordo della maggioranza

Ecco i punti principali della risoluzione comune sul Meccanismo europeo di stabilità che sta facendo litigare le forze politiche italiane.

No a meccanismi di ristrutturazione automatica del debito. No a interventi di carattere restrittivo sulla dotazione di titoli sovrani da parte di banche. Sì al pieno coinvolgimento del Parlamento in una eventuale richiesta di attivazione del Mes con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione. Ecco i punti salienti della bozza della risoluzione comune di maggioranza nel passaggio dedicato al Meccanismo europeo di stabilità, il cosiddetto Mes su cui da qualche settimana è in corso un aspro dibattito tra le forze politiche e che ha portato il premier Giuseppe Conte alcuni giorni fa a riferire alle Camere.

La bozza impegna il Governo ad assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria (cosiddetta logica di «pacchetto» Mes, Bicc, Unione Bancaria) approfondendo i punti critici del pacchetto di riforme. «In particolare, escludendo in ogni caso interventi di carattere restrittivo sulla dotazione di titoli sovrani da parte di banche ed istituti finanziari e comunque la ponderazione dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale».

Inoltre, il Governo si impegna a proporre nelle prossime tappe del negoziato sull’Unione bancaria l’introduzione dello schema di assicurazione comune dei depositi (Edis), di un titolo obbligazionario europeo sicuro (cosiddetto common safe asset) e di una maggiore ponderazione di rischio delle attività di livello 2 e 3 (strumenti maggiormente illiquidi), che sia legata al loro grado di concentrazione sul totale degli attivi del singolo istituto di credito.

Non ultimo, l’impegno a «condizionare l’adozione di ogni decisione vincolante in merito alla revisione del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) alla finalizzazione, ancora non conclusa, del suo processo di riforma attraverso la definizione delle regole e delle procedure delle clausole di azione collettiva e ad escludere qualsiasi meccanismo che implichi una ristrutturazione automatica del debito».



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