Diritto e Fisco | Articoli

Fatturazione inesistente: cosa può fare contribuente?

21 Dicembre 2019
Fatturazione inesistente: cosa può fare contribuente?

Sono agente di commercio. Ho ricevuto un accertamento da parte della agenzie delle entrate che mi contesta circa 50.000 euro di spese che ho sostenuto con una azienda che mi ha fatturato dei servizi di segnalazione nominativi, distribuzione volantini, ecc.. Io sono un coordinatore di una rete commerciale e nel 2016 per “procacciare” trovare dei nuovi venditori mi sono appunto servito di questa azienda che pagavo con regolare bonifico e regolare contratto tra le parti per farmi dare nuove persone da inserire nella mia rete commerciale (persone che esistono realmente e che oggi lavorano alcune ancora con me) e contatti di clienti per fare contratti di vendita (ho copia dei contratti). L’agenzia sostiene che queste operazioni non siano mai avvenute e che quelle avvenute non siano inerenti al mio lavoro. L’agenzia sostiene che queste operazioni non siano mai avvenute e che quelle avvenute non siano inerenti al mio lavoro . Vorrei avere da voi un parere per capire se ha senso o no fare ricorso.

La fattura è documento idoneo a documentare un costo dell’impresa, come si evince chiaramente dall’art. 21 del D.P.R. n. 633 del 1972 che ne disciplina il contenuto, prescrivendo tra l’altro l’indicazione dell’oggetto e del corrispettivo di ogni operazione commerciale; pertanto, in ipotesi di fatture che l’Amministrazione ritenga relative ad operazioni inesistenti, non spetta al contribuente provare che l’operazione è effettiva, ma spetta all’Amministrazione, che adduce la falsità del documento, provare che le operazioni commerciali, oggetto delle fatture, in realtà non sono state mai poste in essere, sicché i costi in esse documentati non possono essere dedotti dal contribuente, nè il diritto alla detrazione dell’IVA effettivamente versata possa essere, in concreto, riconosciuto.

Ora, la giurisprudenza tributaria, nel caso che ci riguarda, ha assunto orientamenti difformi, alcuni più vicini al contribuente, altri più rigidi.

Ad esempio, secondo la commissione tributaria di Firenze la prova che l’operazione commerciale in realtà non sia mai stata posta in essere o sia stata posta in essere tra altri soggetti, può considerarsi raggiunta ove l’Amministrazione finanziaria fornisca validi elementi che possono anche assumere la consistenza di indizi attendibili, spettando in tale caso al contribuente l’onere di dimostrare l’effettiva esistenza delle operazioni contestate (Comm. trib. reg. Toscana Firenze, sez. VIII, 14/05/2019, n. 826).

Pertanto, secondo questa giurisprudenza, spetterebbe al contribuente provare l’esistenza delle fatturazioni contestate, senza che, tuttavia, tale onere possa ritenersi assolto con l’esibizione delle fatture, ovvero in ragione della regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento adoperati, che vengono di regola utilizzati proprio allo scopo di far apparire reale un’operazione fittizia (Comm. trib. reg. Molise Campobasso, sez. I, 16/04/2019, n. 312).

Ora, la copia dei contratti potrebbe, senz’altro, essere elemento più forte per dimostrare l’esistenza dell’attività svolta, come anche la richiesta di assunzione testimoniale con la clientela procacciata.

In questo modo, con il ricorso, si riuscirebbe a convincere il giudice della bontà di quelle fatturazioni.

Inoltre, secondo l’ultimo orientamento della commissione tributaria milanese, che sarebbe competente nel Suo caso, nelle controversie concernenti operazioni oggettivamente inesistenti, deve ritenersi assolto l’onere probatorio del contribuente in tutti i casi in cui le operazioni sono documentate da fatture regolari inserite in una corretta contabilità, in quanto, la fattura è documento idoneo ad attestare un costo dell’impresa. Ne consegue che, nell’ipotesi in cui la documentazione sia apparentemente regolare, e che l’Amministrazione finanziaria sostenga che l’operazione documentata nella fattura formalmente corretta è inesistente, ovvero che la fattura è ideologicamente o materialmente falsa, il relativo onere della prova è attribuito all’ufficio impositore. Tale onere non riguarda solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta; conseguentemente, la prova della consapevolezza dell’evasione richiede che l’Amministrazione finanziaria dimostri, in base ad elementi oggettivi e specifici non limitati alla mera fittizietà del fornitore, che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere, con l’ordinaria diligenza in rapporto alla qualità professionale ricoperta, che l’operazione si inseriva in una evasione fiscale, ossia che egli disponeva di indizi idonei a porre sull’avviso qualunque imprenditore onesto e mediamente esperto sulla sostanziale inesistenza del contraente (Comm. trib. prov.le Milano, sez. XIX, 26/06/2019, n. 2917).

Questo orientamento è, di sicuro, più vicino alle ragioni del contribuente. Alla luce di ciò, anche consapevoli della giurisprudenza esistente, il ricorso potrebbe avere delle chances di essere accolto, anche se, purtroppo, non Le potrò mai dare la certezza del buon esito, essendo innumerevoli le variabili nel diritto.

Inoltre, potrebbe essere opportuno fare ricorso, anche alla luce del fatto che, in mancanza, non potrebbe più contestare quell’accertamento, mentre con l’azione giudiziaria, anche se dovesse andar male, rischierebbe di pagare in più solo le spese legali.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube